Gli ascensori negli edifici Ater Una promessa non mantenuta

Gli ascensori negli edifici Ater Una promessa non mantenuta

di Paola Angelucci

La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale…Lo sanno bene i cittadini della Garbatella cui l’Ater, al tempo dell’ex-giunta regionale Storace, aveva promesso l’installazione di ascensori. …..

Gli ascensori negli edifici Ater Una promessa non mantenuta

di Paola Angelucci

La vita è fatta a scale, c’è chi scende e c’è chi sale…Lo sanno bene i cittadini della Garbatella cui l’Ater, al tempo dell’ex-giunta regionale Storace, aveva promesso l’installazione di ascensori.
E si trovano, invece, ancora costretti a vivere in gravi condizioni di disagio: in pratica reclusi nelle loro abitazioni; sono anziani, donne, uomini, purtroppo anche bambini, con problemi fisici irrisolvibili, invalidi al 100%, portatori di handicap che non possono vivere una vita libera ed autonoma anche a causa della mancanza di ascensori negli stabili in cui abitano. Nel novembre 2003 l’Ater (in quel tempo ancora Iacp) aveva approvato un elenco di centotrentasei impianti, di cui centouno ascensori più trentacinque servoscala, in tutto il Comune di Roma; l’elenco comprendeva le richieste presentate all’Istituto dal lontano 1996 al 27 maggio del 2003. Di questi impianti, la cui priorità è stata stabilita da un’apposita graduatoria, trentotto sono nel Municipio Roma XI, di cui sette a Tormarancia, uno a Montagnola e trenta a Garbatella.

L’importo complessivo stanziato per l’operazione era di € 9.895.463,21 approvati dal bilancio della precedente giunta regionale; ma, come abitudine di una certa razza di politici, è stato promesso troppo: i soldi stanziati sono finiti troppo presto e le attese di chi ha necessità urgente di questi impianti sono andate deluse! In questa travagliata storia c’è anche un altro tipo di difficoltà: su tanti caseggiati della Garbatella, come per esempio l’Albergo Rosso costruito nel 1929, ci sono vincoli architettonici ed artistici che per ora impediscono, o piuttosto intralciano con lungaggini burocratiche, l’istallazione degli ascensori.
Ci chiediamo, sollevando quindi una questione non sola pratica ma etica, se è giusto porre in secondo piano problemi che attengono alla dignità della vita umana.Il signor Luciano, sessantacinque anni e invalido al l00%, relegato all’ultimo piano dell’Albergo Rosso, è tra i primi avente diritto all’ascensore, ma ancora sta aspettando. La sua dolorosa esistenza sarebbe enormemente alleviata se potesse usufruire di tale impianto: potrebbe ancora avere, e dare, la
gioia di aspettare i suoi nipotini all’uscita di scuola o il piacere quotidiano di andare in piazza a comprarsi da solo il giornale e accompagnare la moglie al mercato. Ed è solo un esempio. E’ proprio di questi giorni la notizia dell’elezione del nuovo Presidente dell’Ater, l’avvocato Luca Petrucci, designato dal Presidente della Regione Piero Marrazzo, e del nuovo Consiglio di amministrazione approvato dal Consiglio regionale. Ci auguriamo che questo nuovo gruppo di lavoro dell’Ater possa riprendere in mano la situazione inserendo, tra le priorità, il problema degli ascensori. Non c’è migliore augurio alla nuova dirigenza da parte degli inquilini Ater.

 

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Dicembre 2005

 

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