Al “Ristoro degli angeli” Raffinatezza e spiritualità
di Guido Barbato
Il Ristoro degli Angeli è una piccola perla del nostro quartiere: è innanzitutto un ristorante, ma, grazie ad alcune sue iniziative, si propone anche come riferimento culturale per tutti gli amanti della Garbatella e della cultura più in generale.
Il ristorante è situato in via Luigi Orlando 2, proprio davanti al Palladium. Di conseguenza funge spesso da dopoteatro e, grazie alla sua fama ormai diffusa in tutta Roma, anche da ritrovo di attori, intellettuali, musicisti e politici. Occupa il locali dell’ex Ente Comunale di Consumo, che nel primo dopoguerra forniva generi vari, prevalentemente alimentari, a prezzi calmierati, e quelli di una adiacente merceria. A fine anni ’60 è stato privatizzato e ha continuato ad essere un alimentari fino al 2001. …..
Al “Ristoro degli angeli” Raffinatezza e spiritualità
di Guido Barbato
Il Ristoro degli Angeli è una piccola perla del nostro quartiere: è innanzitutto un ristorante, ma, grazie ad alcune sue iniziative, si propone anche come riferimento culturale per tutti gli amanti della Garbatella e della cultura più in generale.
Il ristorante è situato in via Luigi Orlando 2, proprio davanti al Palladium. Di conseguenza funge spesso da dopoteatro e, grazie alla sua fama ormai diffusa in tutta Roma, anche da ritrovo di attori, intellettuali, musicisti e politici. Occupa il locali dell’ex Ente Comunale di Consumo, che nel primo dopoguerra forniva generi vari, prevalentemente alimentari, a prezzi calmierati, e quelli di una adiacente merceria. A fine anni ’60 è stato privatizzato e ha continuato ad essere un alimentari fino al 2001.

Nel 2003 lo hanno poi rilevato e trasformato gli attuali gestori.
Il locale nasce quattro anni fa per iniziativa di Elisabetta Girolami (conosciuta da tutti come Betta), l’ “ostessa garbata” dai capelli verdi che oggi dirige il locale. Lei è nata e vissuta alla Garbatella, poi per lavoro ha trascorso alcuni anni a Milano e infine, realizzando il sogno di una vita, è tornata nel suo quartiere.
Betta ci accoglie offrendoci un ottimo calice di moscato di Pantelleria e una sublime fetta di “pane cacio e pepe” (qui anche le cose semplici sono deliziose). Le
chiediamo l’origine del nome del locale: e lei ci spiega che è una forma di ringraziamento per essere riuscita a superare alcuni momenti difficili della sua vita. La sua attuale serenità e passione oggi in effetti pervadono il locale e lo caratterizzano. Le chiediamo allora dell’altra peculiarità che balza subito all’occhio: il colore
verde dei suoi capelli.
Ci rivela che è anche questa la realizzazione di un antico desiderio giovanile, nato trenta anni fa vedendo il film di J.Losey “Il ragazzo dai capelli verdi”.
Per vent’anni Betta ha lavorato in televisione, anche come autrice, occupandosi di culture regionali e di cucina. Tutta quest’esperienza l’ha magistralmente riversata nel suo ristorante e, insieme alla sua spiccata spiritualità, ne determina l’armonia complessiva, dai dettagli dell’arredamento a quelli del menu.
Altro elemento fondamentale per il successo del Ristoro è l’arte dello chef Marco Daniele, un giovane con una grande esperienza maturata in Italia e all’estero, cresciuto alla scuola milanese di Sergio Mei. Betta lo conosceva da tempo e lo ha scelto perché ha visto in lui la capacità di dare concretezza alla vena creativa, all’estro e alla fantasia di lei, con una attenta ricerca di pietanze moderne e innovative, ancorate allo stesso tempo alle tradizioni regionali.
Ultimo tassello di questa riuscitissima creazione è Ivo Menichelli, compagno entusiasta di Betta e appassionato di poesia, che si propone tutte le sere come cameriere e amabilissimo intrattenitore dei clienti, sfoggiando un garbo e una competenza rari, e dilettandosi e allietando spesso con la declamazione dei versi a lui più cari durante le cene.
Ma veniamo al menu, che offre una limitata scelta di pietanze, tutte però ispirate al principio della ricercatezza e particolarità. Affettati di cinta senesi, selezioni di formaggi erborinati accompagnati da mieli e confetture pregiate. Primi e secondi originali e sfiziosi, ognuno con un tocco di fantasia: dagli spaghetti in cialda di parmigiano croccante alla costata di manzo in salsa di rafano. Il piatto del momento è “il coccio del Ristoro”, ovvero ciò che di particolare offre la cucina quel giorno (come esempi riportiamo scorfano e carciofi oppure spuntature di maiale e patate) cucinato e portato in tavola in speciali “cocci” di terracotta senese originale. E poi ci sono i dolci, altrettanto estrosi, come il Brunet piemontese con amaretti cacao e caramello, accompagnati da vini a dessert entusiasmanti.
La carta dei vini è adeguata al menù, offrendo una scelta sufficientemente ampia da toccare tutte le principali regioni produttrici italiane, con alcune etichette di ottimo livello.
Betta ci tiene a precisare che tutto, nulla escluso è fatto da loro, e che fanno amplissimo uso di prodotti biologici. Insomma cenare qui è una carezza per il palato e per l’anima, specialmente se vi capita Ivo particolarmente ispirato. Certo i prezzi non si possono definire proprio popolari, ma il rapporto qualità/prezzo è ottimo e ogni tanto vale la pena di deliziarsi al Ristoro degli Angeli.
Aperto a cena tutti i giorni tranne la domenica e su prenotazione anche a pranzo. Indispensabile prenotare, tel.0651436020 (www.ristorodegliangeli.it).
Ci teniamo a evidenziare anche alcune attività legate al locale e che fanno onore ai gestori: -tutti i mercoledì pomeriggio Betta tiene degli incontri partecipazione libera per chiunque sia interessato) in cui condivide una pratica spirituale da lei conosciuta in India e chiamata Oneness Diksha (risveglio spirituale).
-il primo sabato di ogni mese il noto giornalista e profondo conoscitore della Garbatella Gianni Rivolta, cognato di Betta, nostro collaboratore e autore di un importante libro sulla storia del quartiere, tiene delle visite guidate che iniziano dal Ristoro con un aperitivo, si svolgono per circa un’ora e mezza per le vie storicamente ed architettonicamente più rilevanti, e si concludono ancora al Ristoro con pranzo finale. Anche in questo caso, inutile dirlo, è fondamentale prenotare. Prossimo appuntamento per il 2 marzo.
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 5 – Marzo 2008







