Buon compleanno, Garbatella

Buon compleanno, Garbatella

di Giancarlo Proietti

Parafrasando un articolo di Cara Garbatella di qualche mese fa, “Anche i muri respirano” dell’architetto Piero Fumo, potremmo dire che “Anche i muri parlano”. In questi giorni festeggiamo l’ottantacinquesimo compleanno della Garbatella e, a proposito di muri, proprio quell’epigrafe di fondazione murata a Piazza Benedetto Brin racconta quel lontano 18 febbraio del 1920. Quel blocco di marmo ci descrive quella giornata con enfasi per essere stato “battezzato” addirittura da un sovrano. Ci ricorda che, dopo la nascita della Garbatella, ha visto crescere intorno a sé quel borgo operaio …..

Buon compleanno, Garbatella

di Giancarlo Proietti

Parafrasando un articolo di Cara Garbatella di qualche mese fa, “Anche i muri respirano” dell’architetto Piero Fumo, potremmo dire che “Anche i muri parlano”. In questi giorni festeggiamo l’ottantacinquesimo compleanno della Garbatella e, a proposito di muri, proprio quell’epigrafe di fondazione murata a Piazza Benedetto Brin racconta quel lontano 18 febbraio del 1920. Quel blocco di marmo ci descrive quella giornata con enfasi per essere stato “battezzato” addirittura da un sovrano. Ci ricorda che, dopo la nascita della Garbatella, ha visto crescere intorno a sé quel borgo operaio e marinaro.
I muri rossi di Piazza Brin erano, del nuovo quartiere, il nucleo originario, una bella spianata contornata di palazzine: così si presentava a metà degli anni venti. A loro volta, i muri di Piazza Biffi raccontano, con lo stesso orgoglio e lo stesso trasporto, una visita illustre, quella del “Mahatma” Gandhi nel lontano dicembre del 1931; mentre a Piazza Nicola Longobardi le mura del “Nido dei bimbi” (così chiamato in un vecchio cinegiornale Luce) ci raccontano della visita di Giovanna, una principessa di casa Savoia. In una sorta di “Ballando ballando “, il film di Ettore Scola che racconta un pezzo della storia della Francia attraverso i personaggi ed i costumi di una sala da ballo, così immagino la storia del secolo scorso raccontata da personaggi e fatti della Garbatella. Troppe cose i muri continuano a raccontare, attraverso segni che spesso è difficile decifrare o che richiedono uno sforzo di comprensione. Talvolta oggi, più che parlare di memoria, inviano messaggi di disordine, di vandalismi: anche questo è un linguaggio, una testimonianza deviata dei tempi. Ormai da alcuni anni sul nostro giornale abbiamo iniziato a raccogliere anche i racconti dei muri, oltre ovviamente a seguire la cronaca.
Abbiamo sempre presente infatti l’importanza di ricordare e di trasmettere alle nuove generazioni la memoria delle nostre origini. A questo proposito, proprio in questi giorni abbiamo pubblicato un “Quaderno della Resistenza” che racconta il periodo della guerra e della Liberazione. Ma la vita di un quartiere, trasformatosi negli anni forse da osteria di campagna gestita da una garbata signora e poi in borgata operaia, non è fatta solo di grandi eventi, ma anche e soprattutto di piccole storie di persone che hanno amato, che hanno sofferto e con stenti e sacrifici hanno ricostruito il Paese dopo la catastrofe della guerra. Ci riferiamo alle storie della gente comune, dei semplici protagonisti della loro vita. Per questo motivo ci piace raccontare anche della “Signora Giovedì” o dell’uccellino Cicci, delle vicende “normali” di coloro che, in questi anni in cui tutto sembra sprofondare nei meandri dell’effimero, sentono il bisogno di riconoscersi nell’immediato per essere protagonisti del proprio tempo. In questi ultimi anni la Garbatella appare come una bella signora sempre più corteggiata e ammirata. Noi speriamo che sappia sempre riconoscere i suoi corteggiatori, scoraggiare gli spasimanti che vogliono speculare sulla sua bellezza, preferire gli amanti che, pur accettando gli inevitabili cambiamenti, sappiano preservare le radici della nostra cultura, fatta di solidarietà e genuinità. Buon compleanno, Garbatella. Per quanto ci riguarda, ti promettiamo che continueremo a raccontarti e difenderti da chi potrebbe speculare su di te. 

 

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Febbraio 2005

 

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