Alla scuola media di via Macinghi Strozzi

Ventitrè pietre d’inciampo interrate nel giardino

di Lorena GUIDALDI

Sulle pietre colorate d’oro hanno scritto il nome, la data di nascita e di morte col pennarello nero. Ventitré pietre d’inciampo,  in ricordo dei migranti vittime  dei naufragi nel Mediterraneo, sono state interrate dagli studenti della scuola media di via Macinghi Strozzi in un angolo del cortile, che hanno voluto chiamare il Giardino dei Giusti, simbolo di ogni tragedia umana. In occasione delle celebrazioni del  Giorno della Memoria,  infatti, martedì 29 gennaio le lezioni nell’istituto della Garbatella  sono state sospese per due ore, aderendo  allo “sciopero alla rovescia”, partito dal Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca e che via via si è allargato in tutta la città.

 “La conservazione della memoria passa sicuramente per la scuola – ha spiegato la professoressa Federica Novelli- Oltre all’ormai consueta piantumazione di un ulivo in ricordo dell’Olocausto, realizzata dalle classi Terze,  in questo giorno simbolico i ragazzi della 1°D hanno raccolto i sampietrini nelle strade del quartiere, li hanno dipinti  e hanno voluto lasciare questo segno indelebile in un angolo del giardino.”

A sottolineare come, in una scuola sempre più multietnica, la solidarietà e l’accoglienza siano la base per una convivenza rispettosa di tutti, qualche settimana fa  gli studenti della 2° F hanno realizzato una performance teatrale sui migranti al Teatro Palladium, in occasione del recente incontro tra il Municipio VIII con il sindaco Mimmo Lucano nell’ambito della manifestazione “Riace Premio Nobel per la Pace”.

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