Centro Culturale di Tor Marancia, nuovi passi verso l’avvio dei lavori

Emergono nuovi dettagli sul futuro del Centro Culturale Popolare di Tor Marancia, il progetto che prevede la demolizione dello scheletro dell’ex scuola Mafai in viale di Tor Marancia 103 e la realizzazione di un nuovo polo civico destinato ad attività culturali, sociali e formative, con spazi dedicati anche a una scuola di danza e coro del Teatro dell’Opera di Roma.

Le novità

Le ultime informazioni arrivano dal Comitato promotore del progetto, ricevuto in Campidoglio dall’assessora ai Lavori pubblici Ornella Segnalini, insieme alla presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, al presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e a Michele Centorrino, della segreteria tecnica del Sindaco.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i prossimi passaggi amministrativi. Il 22 settembre è prevista la gara per individuare un soggetto terzo e indipendente incaricato di verificare il progetto esecutivo. Alla procedura partecipano dodici società.
Una volta affidato l’incarico, il soggetto selezionato dovrà completare la verifica del progetto e trasmetterne l’esito all’Amministrazione Capitolina. La documentazione sarà quindi sottoposta alle valutazioni della Giunta. Superato questo passaggio, il Campidoglio potrà avviare il bando per l’affidamento dei lavori alla ditta che si occuperà sia della demolizione dell’attuale struttura sia della successiva costruzione del Centro culturale.

Progetto Centro Culturale

I costi e le tempistiche

Nel frattempo, il costo complessivo dell’intervento è aumentato sensibilmente rispetto alle prime stime: dai circa 5 milioni di euro previsti nel 2018 si è arrivati agli attuali 15 milioni, con le risorse mancanti integrate attraverso fondi di bilancio.
Secondo quanto emerso l’abbattimento dello scheletro dell’ex scuola e la bonifica dell’area dovrebbero partire nella primavera del 2027. Dopo questa prima fase, il terreno potrebbe rimanere completamente libero per circa un anno prima dell’avvio del cantiere per la costruzione del nuovo edificio.
Proprio durante questo periodo di transizione potrebbe aprirsi uno spazio per iniziative temporanee rivolte al quartiere. Tra le ipotesi emerse c’è quella di utilizzare una tensostruttura per ospitare attività e progetti civici, anticipando così alcune delle funzioni sociali e culturali previste nel futuro Centro Culturale Popolare di Tor Marancia.

Le dichiarazioni

Esprime soddisfazione il Comitato promotore del progetto: «Dopo otto anni accogliamo con favore le notizie ricevute e la disponibilità dell’Amministrazione a fornire risposte concrete. Siamo lieti che sia stata confermata la presenza gestionale e artistica del Teatro dell’Opera e che questa possa integrarsi armoniosamente con le attività associative e civiche. Durante il periodo di transizione riteniamo utile promuovere iniziative propedeutiche a quelle che troveranno spazio nel futuro centro culturale. Ci auguriamo che il luogo mantenga un carattere popolare, aperto e inclusivo e che vengano definite con chiarezza anche le modalità della sua gestione. Guardiamo quindi con fiducia ai prossimi passi».
Sulla stessa linea la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, che sottolinea il valore del confronto con il territorio: «Prosegue il percorso condiviso con i cittadini e con il Comitato promotore per il recupero dell’ex scuola Mafai e la realizzazione del Centro Culturale Popolare di Tor Marancia. È un progetto in cui crediamo e che coniuga rigenerazione urbana e valorizzazione di un’area importante del quartiere, anche grazie alla presenza di un’eccellenza come il Teatro dell’Opera di Roma». L’obiettivo, aggiunge Celli, è «trasformare uno spazio oggi lasciato al degrado in un luogo vivo, aperto e capace di offrire nuove opportunità culturali, sociali e formative alla comunità. È un intervento che guarda al futuro del quartiere e che nasce dalla volontà di restituire alla città uno spazio pubblico di qualità».
Positivo anche il giudizio del presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri: «Siamo in dirittura d’arrivo. È un percorso complesso, che prevede una lunga fase istruttoria sul progetto esecutivo e sulla documentazione necessaria, ma l’Amministrazione sta andando avanti». Nei primi mesi del 2027 dovrebbero partire l’abbattimento dell’attuale scheletro edilizio e la presentazione del progetto vincitore del concorso.
«Il Centro Culturale di Tor Marancia è una priorità condivisa dal Municipio e dall’Amministrazione Capitolina», aggiunge Ciaccheri, ricordando che dal bilancio comunale sono stati reperiti circa 15 milioni di euro per la realizzazione di un’opera interamente pubblica. «È una grande opportunità per il quartiere e un investimento importante, pensato per restituire a Roma un luogo di valore cittadino dal punto di vista culturale».

La parte superiore dello scheletro dell’ex Scuola Mafai

I cambiamenti urbanistici a Tor Marancia

Non c’è solo il Centro Culturale Popolare. Il quadrante di Tor Marancia è al centro di una più ampia fase di trasformazione urbanistica e sociale, destinata a modificare in maniera significativa il volto del quartiere.
Tra gli interventi più rilevanti ci sono le torri di piazza dei Navigatori, con la costruzione dell’area commerciale circostante, i lavori in corso all’interno della Tenuta di Tor Marancia, dove è in corso la ricostruzione dei vecchi casali, e infine il cantiere nell’area dell’ex Fiera di Roma, dove sorgerà la cosiddetta “Città della Gioia”: un complesso residenziale privato che prevede anche la realizzazione di servizi e spazi destinati ad attività pubbliche.
Proprio nella giornata di ieri sono iniziate le operazioni di abbattimento del muro di cinta lungo viale di Tor Marancia. Un intervento che ha aperto alla vista un’area rimasta per anni nascosta dietro il muro e che oggi appare come un grande piazzale segnato dalle macerie delle demolizioni.
Sono segnali concreti di un cambiamento già in corso, che nei prossimi anni ridisegnerà una parte importante della zona. La sfida sarà capire quanto queste trasformazioni riusciranno a tradursi non soltanto in nuovi edifici, ma anche in servizi, spazi pubblici e nuove opportunità per chi vive quotidianamente il quartiere, senza perdere di vista la tutela del verde e dell’ambiente, elementi essenziali per garantire un equilibrio tra sviluppo urbano e qualità della vita.

Ex Fiera di Roma
Viale di Tor Marancia senza il muro di cinta dell’ex Fiera
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