di Claudio D’Aguanno
L’ultima volta che m’è capitato di incontrare lo sport delle mazze piatte è stato un bel po’ d’anni fa. L’impianto della competizione era quello del Cinodromo appena occupato. Il terreno brullo e arso, butterato di buche, era circondato da una pista ormai malmessa che aveva visto correre levrieri quasi sempre spiritati e sfumare le fortune di chissà quanti scommettitori altrettanto su di giri. In quel rettangolo, con forte senso d’un posto strappato alla speculazione e messo in comune, s’alternavano nel corso della settimana praticanti di una mezza dozzina di sport. La palestra di boxe non era stata ancora pensata ma il punto di forza erano i rugbisti All Reds. In lista poi c’era pure una formazione di Lacrosse e soprattutto una truppa di improbabili calciatori che Giovanni Castagno, maestro di giovane età ma già votato alla virtù gramsciana dell’ottimismo, cercava di accroccare a squadra degna in vista della trasferta di Genova al Memorial su Carlo Giuliani. Ma i più disciplinati erano i ragazzi del Piazza Vittorio Cricket Club e Federico con Mercedes tra un allenamento e l’altro trovavano il tempo per darmi qualche coordinata di questo gioco antico più del football. “Se vuoi un nome segnati Cyril Lionel Robert James – insisteva lei tra un inning e l’altro – Il cricket nessuno l’ha raccontato meglio. Nei suoi libri è lo sport d’élite nato nell’Inghilterra vittoriana ma diventato sport dai forti connotati popolari, sport in un certo senso anticapitalistico, dove il tempo di gioco è illimitato e sovrano, dove la convivialità è esaltata e l’individualità va d’accordo col piacere di fare squadra. E ancora, soprattutto per i popoli dell’impero che l’hanno fatto proprio, il cricket è strumento di identità culturale e d’emancipazione. Oggi poi, per le comunità asiatiche che abitano le nostre città, è un modo di riconoscersi, di non perdersi, di inserirsi tra noi a pieno titolo.” Il James da entrambi citato è uno dei maggiori intellettuali del ‘900, nero di Trinidad ed esponente della sinistra radicale americana, perseguitato da McCarthy quindi ospite del penitenziario di Ellis Island, docente universitario e narratore di rivolte, studioso di Shakespeare e frequentatore di sconfinate distese verdi piene delle sue amate interminabili partite a cricket.

Montagnola San Paolo vs Fondi
Ora, trascorsi più di vent’anni, l’occasione per rivedere due formazioni di asiatici d’Italia, correre in battuta sulle 22 yards di quel rettangolo stretto chiamato pitch, si chiama I° Mamun Cricket Cup cioè una competizione dedicata alla memoria di Mamun Miah, cuoco bengalese di 27 anni, ucciso a Roma nel quartiere di Montagnola, la notte tra il 28 e il 29 giugno 2025 a seguito d’una aggressione per rapina. L’Oval Ground di oggi è però quello della Buca di via Galba, uno spazio vitale difeso negli anni dalle amministrazioni di sinistra di Roma VIII, dedicato alla memoria di Giulio Glorioso straordinario campione di baseball romano. E a dare proprio il segno non solo istituzionale ma popolare alla manifestazione ci hanno così pensato Amedeo Ciaccheri presidente di Municipio con i suoi assessori Luciano Ummarino e Francesca Vetrugno, assieme a Arturo Salerni e Susanna Azzaro di Progetto Diritti con Francesca Solarino del CdQ Montagnola e Lorenzo Giardinetti consigliere di Sinistra Civica Ecologista. Ma soprattutto, a tradurre in linguaggio sportivo lo statuto dell’accoglienza e del riscatto proprio di questo territorio, oltre a mandare fuori campo le passioni tristi degli ultrà della remigrazione, ci sono loro, i ragazzi Gladiators del Bengal Montagnola San Paolo in sfida con i pontino pakistani del Fondi Cricket Club Atletico Diritti. La squadra di casa espone sulla maglia i colori di Palestina come motivo di identità: team giovane appena nato sulla riva sinistra del Tevere ma destinato a crescere, ha in Golap il proprio capitano e in Rizan un portavoce di qualità. La seconda ha più esperienza maturata in campo interregionale, è capitanata da Bilawal Habib ed ha in Paolo De Arcangelis, avvocato del Progetto Diritti, il suo responsabile coordinatore.

“Cricket is an art”
CLR James, marxista e militante anticolonialista, sul cricket non aveva dubbi. Il gioco è soprattutto arte e “per apprezzarlo non sono necessarie conoscenze tecniche” eppure, sottolineava sicuro, un’analisi non basata sulla tecnica “is mere impressionism”. E allora prima di seguire la palla in battuta lanciata veloce a colpire un artigianale wicket, montato su recuperati blocchetti di cemento, niente di meglio di chiedere a Paolo De Arcangelis i lineamenti fondamentali di un gioco unico nel suo genere dove c’è chi attacca e chi si difende ma dove, meraviglioso paradosso contrario alla logica, solo chi si difende può fare punti. “Giusto – riprende Paolo ben assistito dal figlio Corrado – in campo si dispone schierata al completo la squadra del lanciatore (fielding team) ed è quella che attacca e cerca di eliminare i battitori. In difesa c’è la squadra con un battitore (batting team) a protezione della porta e un altro in coppia con lui pronto alla corsa sul pitch. Solo i battitori possono segnare i runs. I runs valgono 6 per un six (palla oltre il limite senza rimbalzo), 4 per un boundary con rimbalzo, e 1-3 a seconda delle corse sul pitch tra i due battitori. Le due formazioni hanno undici atleti a testa per cui il primo inning si chiude a 10 wickets persi con altrettanti battitori eliminati. I turni di lancio si chiamano over ed ogni over c’ha sei lanci regolari. Nel match di domenica ci siamo messi d’accordo per un massimo di 16 over. Alla fine dell’inning si contano i runs e si scambiano i ruoli. Chi attaccava va ora in battuta e prova sulla distanza dello stesso numero di over a capitalizzare più runs dei rivali. Ovviamente se i suoi batsmen vengono tutti eliminati il gioco si chiude prima e si passa al verdetto dell’incontro”


Il tempo della partita
La lezione a bordo campo sfuma nel vociare delle squadre che fanno il loro ingresso. Gli inni nazionali danno un tono ufficiale alla sfida e le foto riempiono i preliminari. Corrado di anni 8 assieme ad altri ragazzini si prendono una fetta di terreno e provano lanci e corse. A occupare comunque per prima la pedana dei battitori arriva la formazione di Fondi mentre ai gladiatori di Montagnola San Paolo va l’onere dell’offesa. I fuori campo raccolgono sorrisi di approvazione tra i rossi pontini ma la caciara per la soddisfazione di un battitore eliminato trova decibel forti quanto un gol al derby. Solo che i punti ad ogni inning li fa chi sta in battuta e alla fine della prima frazione i ragazzi di Fondi marcano ben 254 runs. “Buon risultato – sottolinea Paolo De Arcangelis – e per misurarlo si usa un indice detto Run Rate che fa il rapporto tra punti e over. 254 fratto 16 fa 15,875. Bene così, ora loro devono fare 255 punti per batterci.” La speranza della remuntada è l’ultima a morire ma le prestazioni dei battitori di Roma VIII alla fine non raggiungono l’obiettivo desiderato e la loro rincorsa si ferma a quota 167. Alla consegna della coppa più che giustificato il clamore dei braccianti e lavoratori che indossano i colori dell’Atletico Diritti. Ma uguale forza scorre nei volti dei Bengal Gladiators e alla premiazione è Francesca Vetrugno, con Luciano Ummarino, a sintetizzare bene il significato della giornata: “E’ una giornata importante quella vissuta oggi. La prima Coppa di Cricket nel ricordo di Mamun. La nostra squadra di Montagnola è arrivata seconda ma ci rifaremo senz’altro il prossimo anno. A nome di tutte e tutti non possiamo che ringraziare chi ha organizzato questo bellissimo momento. Di fronte a chi parla di remigrazione noi scegliamo di credere in un mondo diverso, in un mondo possibile. Un mondo in cui un campo sportivo oltre che di contesa sia anche luogo di memoria, di riscatto, di appartenenza. Un mondo in cui nessuno è straniero quando si presenta con sguardi d’amicizia e speranza di futuro.”

I tabellini della I Cricket Cup Mamun
Montagnola Bengal Gladiators: Rajib, Rajhan, Golap (cap), Roni, Masud, Joy, Hridoy, Shuvo, Durjoy, Sobuz, Rubel, Mh Arif, Safat
Fondi Cricket Club Atletico Diritti: Habib B (C), Zafarl U, Kabir A, Mohmmad A, Muhammad Ali, Muhammad Ahmad, Muhammad H, Yasin S, Hassan A, Shakeel A, Ahmed R
Fondi CC Atletico Diritti b. Montagnola Bengal G: 254/16 a 167









