Qualche giorno dopo la dichiarazione del sindaco Gualtieri, che annuncia di aver posizionato oltre 18.000 nuovi cestini in tutta Roma in occasione dell’Anno Santo, giunge alla nostra redazione un’allarmante segnalazione dal quartiere San Paolo. A pochi metri dalla basilica giubilare, varcato il ponte della metro, il paesaggio cambia bruscamente. Oltre ai secchioni pieni e ai cestini colmi, un eterno tappeto di foglie secche copre il marciapiede in tutte le stagioni dell’anno. E ancora: aiuole sporche, erba alta, canne che ostruiscono il passaggio dei pedoni. Questa è la situazione di via Gaspare Gozzi, strada parallela ai binari della metro B, a cavallo tra i quartieri San Paolo e Garbatella. Snodo nevralgico per residenti, turisti e studenti delle facoltà di Scienze Politiche e di Lettere dell’università Roma Tre.

“Una situazione tragica”
“La condizione della strada è tragica, regna il degrado assoluto” sono le parole di una residente che si fa portavoce del malcontento generale. I cassonetti vengono svuotati con una certa regolarità – lamentano i cittadini – ma i rifiuti ingombranti restano abbandonati a bordo strada anche per diverse settimane. Un materasso, due bombole dell’ossigeno, un bancale in legno e addirittura dei sanitari sono stati fotografati su marciapiedi e aiuole. I punti di massima criticità sembrano essere il vialetto pedonale che corre lungo il muro della fermata della metropolitana, e l’adiacente area verde, dove è sorto negli ultimi tempi anche un mercatino abusivo.


“Lo svuotamento dei cassonetti è un servizio comunale. I camion dovrebbero passare più di una volta a settimana” sono le rassicurazioni dell’assessore municipale all’Ambiente Claudio Mannarino. Per la raccolta di rifiuti ingombranti, è invece sufficiente contattare un apposito servizio di Ama (al numero 060606). Ma la pulizia dei giardini al di sotto dei 20.000 metri quadrati è di competenza municipale. Questo è il caso del fazzoletto verde che contorna il vialetto pedonale di via Gaspare Gozzi. “Purtroppo non abbiamo una vera e propria programmazione degli interventi” ha proseguito l’assessore del Municipio VIII. “Interveniamo a seguito di segnalazioni o monitoraggio nelle aree più critiche.”
Un tappeto di bottiglie vuote
Altro grave problema, nelle parole dei residenti, sono i bivacchi. Persone ubriache, spesso senza fissa dimora, che stazionano davanti l’uscita della metro bevendo e producendo schiamazzi a tutte le ore del giorno. La sala operativa sociale, il servizio comunale che si occupa del sostegno dei senzatetto, fa sapere di aver già ricevuto segnalazioni e di essere a conoscenza della situazione. Difficile intervenire – proseguono – a causa della scarsa collaborazione degli interessati, che spesso rifiutano di farsi aiutare.

Quanto al tappeto di bottiglie vuote, il problema riguarda tutta Roma e richiede una soluzione radicale. Da quando, intorno agli anni Ottanta, la pratica del vuoto a rendere si è avviata al tramonto, sempre più problematica è diventata la raccolta dei contenitori usati. E mentre in Italia un’abitudine storica e utile veniva meno, in Europa prendeva sempre più piede. Sono tredici i paesi UE in cui al momento sono attivi servizi di vuoto a rendere per ogni tipo di materiale: non solo vetro, ma anche alluminio e plastica. Attraverso apposite macchine “mangia imballaggi”, viene corrisposta al cittadino una cifra variabile a seconda della tipologia del contenitore reso. Arrivando a una percentuale di materiale intercettato superiore al 90 per cento.
Ma senza guardare tanto lontano, anche a Roma non sono mancati esperimenti simili, e proprio nel territorio del Municipio VIII. È lo stesso assessore Mannarino a ricordare le macchine “mangia imballaggi” posizionate presso le fermate della metro San Paolo e Piramide. Ai cittadini vengono rilasciati biglietti per i mezzi pubblici, in cambio di bottiglie di plastica (la plastica che, secondo un rapporto ISPRA 2024, rappresentava solo l’8,8 per cento del totale dei rifiuti riciclati nel 2023: una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ancora poco significativa). Attive da qualche anno, queste strutture di raccolta e riciclaggio non hanno però sortito il risultato auspicato. “Vengono usate molto poco” ha riscontrato l’assessore all’ambiente dell’Ottavo Municipio. “Il vuoto a rendere è una pratica che non riesce ancora a prendere piede in grandi fasce della popolazione.” Limite a fronte del quale una capillare programmazione di pulizia delle strade resta l’unica soluzione possibile.









