P.UN.FO.

Sono nato a Roma (meglio: alla Garbatella, quartiere di principi e re) il 3 Novembre 1950 (ebbene sì, Scorpione), da padre toscano e madre friulana, ma romano a tutti gli effetti anche per convinzione etnica. Ho cominciato a leggere fantascienza a dodici anni, un volume rilegato (di cui ho dimenticato titolo e autore, ma non la storia) prestatomi da mio cugino Tonino, e, semplicemente, non ho più smesso.

La Garbatella il moderno attraverso Roma

Il moderno attraverso Roma

La Guida a cura di Antonella Bonavita, Piero Fumo e Maria Paola Pagliari,
dell’Osservatorio sul moderno a Roma con il coordinamento scientifico di Gaia Remiddi
e stampata dagli editori Palombi, pubblica i materiali delle ricerche in atto da alcuni
anni, in collaborazione con l’XI Municipio, sulle case e sugli edifici della Garbatella.
Una serie di sette percorsi attraverso i lotti, le case e i giardini, che raccontano le
architetture.

Garbatella combat zone

garbatella conbat zone

di Massimiliano Smeriglio Valerio Natali è un giovane di borgata, non di una qualunque borgata di Roma, ma della Garbatella, un quartiere storico e atipico che, dal fascismo in poi, ha avuto un peso importante nella storia recente della Capitale d’Italia. Valerio ha un nonno importante, che fu un uomo di riferimento della resistenza antifascista … Leggi tutto

Ras Tafari Diredawa e il fiore reciso

ras tafari

di Massimo Mongai,Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016 Una bellissima hostess delle linee aeree etiopi viene trovata morta nel suo appartamento, vicino a lei un diario scritto in una lingua incomprensibile. Una situazione difficile per il maresciallo Cafuni che decide di rivolgersi al suo ormai amico Ras Tafari Diredawa. Tafari era un … Leggi tutto

Fuori i secondi

astro

«Ci piace pensare che la passione di Claudio D’Aguanno per la ricerca e la
divulgazione dei percorsi di vita di gente vera sia nata proprio dall’amore per il
racconto che c’è in quell’area compresa tra la Colombo e l’Ostiense, tra la Circonvalla
e Via Costantino: la Garbatella, popoloso e popolare quartiere romano. Quel racconto
che si fa poi facilmente tradizione orale, mito, storia e affabulazione, trasmettendo
spruzzi di storia sminuzzata di un paese-città nella città-paese.

La memoria di Ras Tafari Diredawa

Tafari è un barbone alcolizzato etiope e ultraquarantenne che vive alla meno peggio a Roma, elemosinando pochi spiccioli per comprarsi da bere. Non ricorda il suo cognome ma solo la sua lingua, l’amarico. L’unica persona con cui ha un rapporto umano è Eurosia, volontaria della Caritas. La sua vita cambia quando, non visto, assiste all’omicidio di Eurosia.

«Il Fascio sulle Stelle» di Benito Mussolini

il fascio sulle stelle

Norman Spinrad, qualche anno fa, ha raccontato ne ”’Il signore della svastica’ di Adolf Hitler” la storia di Hitler emigrato nel 1918 negli USA. E se lo avesse fatto anche Benito Mussolini? E fosse diventato anche lui uno scrittore di fantascienza? Mongai decide di offrire al lettore di questa realtà parallela la riproposta dei racconti più belli di “Benny” Mussolini, il “galvanized yankee” troppo a lungo dimenticato in favore del suo collega e avversario Adolf Hitler, l’”Unno Pazzo”. Ecco quindi una raccolta dei migliori racconti di Benny “da lui stesso curata e pubblicata originariamente con il titolo ‘Antologia Personale’, in occasione del suo novantesimo compleanno”.

REGIONALISMO A ROMA Tipi e linguaggi: il caso Garbatella

francesca romana stabile

La diffusione del linguaggio neogotico teso a recuperare nella cultura locale
un’alternativa all’astratta generalizzazione di uno stile neoclassico internazionale del
tutto indipendente dal contesto storico e geografico. È testimoniata dalla borgatagiardino
“Garbatella”, analizzata nel volume sia nell’aspetto tipologico che morfologico.

invito alla garbatella

Invito alla Garbatella ha dato l’opportunità a ventitrè artisti di confrontarsi direttamente con la città e, soprattutto, con gli abitanti del quartiere.Presentando i propri lavori senza alcuna mediazione critica nelle piazze, sulle strade, nei cortili, tra i palazzi, luoghi da molto tempo non più depuati all’arte, gli artitisti hanno recuperato la loro importana “sociale”, avviando un rapporto immediato e spontaneo con il pubblico, che è raro trovare in altre occasioni a Roma.

Memorie di un cuoco d’astronave

memorie di un cuoco di astronave

Memorie di un cuoco d’astronave è un romanzo fantascientifico umoristico di Massimo Mongai, vincitore del Premio Urania 1997. Ha avuto un seguito, Memorie di un cuoco di un bordello spaziale; Mongai ha inoltre curato nel 2009 un’antologia di racconti di autori vari sullo stesso soggetto, Guida Galattica dei Gourmet.

Memorie di un cuoco d’astronave

Il romanzo narra dell’esperienza di un giovane cuoco terrestre imbarcato su un’astronave come vice Chef che diventa subito Chef per indisposizione del capo.
Le vicende sono suddivise in racconti autonomi sulle varie vicende capitategli durante i tre anni di crociera. Le storie dimostrano l’importanza del cibo nelle relazioni e grazie al protagonista viene salvata la galassia dalla distruzione. Le vicende del protagonista, Rudy “Basilico” Turturro, pare siano in parte autobiografiche; nella postfazione l’autore infatti racconta di aver avuto l’ispirazione durante una sua esperienza reale di cucina, su una barca, come del resto la lezione di Filosofia del Cibo, ricorda molto una lezione di filosofia del diritto (l’autore è laureato in giurisprudenza).

Via delle Sette Chiese in Roma

Via delle Sette Chiese rappresenta assieme alle consolari storiche Ostiense,
Laurentina, Ardeatina e Appia Antica la preesistenza viaria più qualificante della
Circoscrizione XI del Comune di Roma ( il cui territorio si estende a Sud di Roma tra le
mura Aureliane e l’Eur).
Quest’antica strada che collega attualmente le basiliche di S. Paolo fuori le mura
sull’Ostiense e di S. Sebastiano sull’Appia Antica, deve il suo nome al pellegrinaggio
ripristinato da San Filippo Neri alle sette basiliche giubilari nel 1552.
Il libro indaga la storia della via e ne ripropone la riqualificazione, anche nell’imminenza del Giubileo dell’anno
2000.
Quanto in realtà è antico il percorso di via delle Sette Chiese? Sicuramente si può risalire all’età preromana per
passare all’età tardo-repubblicana e imperiale romana, periodo ben documentato dai ritrovamenti archeologici
lungo il suo percorso.