Sinistra e Partito Democratico super-maggioranza alla Garbatella

Sinistra e Partito Democratico super-maggioranza alla Garbatella

Alle regionali del 4 aprile straripante vittoria della coalizione che attualmente regge l’XI Municipio
Nostra intervista col Presidente di Roma XI Andrea Catarci

Alle elezioni per l’Assemblea regionale del 4 aprile le liste della Sinistra e quella del PD hanno raccolto nei soli seggi della Garbatella una maggioranza  schiacciante, oltre il 65% di preferenze, mentre a livello municipale la soglia è stata quella del 60%. Il partito col maggior numero di consensi è stato il PD, che ha ottenuto circa il 30% dei voti, una buona affermazione l’hanno avuta le altre liste che compongono la compagine che guida il Municipio XI, tra cui spiccano il voto per l’IDV di Di Pietro che raggiunge il 12% e quello per Sinistra, Ecologia e Libertà che raggiunge oltre il 5% dei consensi. Sul senso del voto abbiamo posto alcune domande al Presidente del Municipio.

Sinistra e Partito Democratico super-maggioranza alla Garbatella

Alle regionali del 4 aprile straripante vittoria della coalizione che attualmente regge l’XI Municipio
Nostra intervista col Presidente di Roma XI Andrea Catarci

Alle elezioni per l’Assemblea regionale del 4 aprile le liste della Sinistra e quella del PD hanno raccolto nei soli seggi della Garbatella una maggioranza  schiacciante, oltre il 65% di preferenze, mentre a livello municipale la soglia è stata quella del 60%. Il partito col maggior numero di consensi è stato il PD, che ha ottenuto circa il 30% dei voti, una buona affermazione l’hanno avuta le altre liste che compongono la compagine che guida il Municipio XI, tra cui spiccano il voto per l’IDV di Di Pietro che raggiunge il 12% e quello per Sinistra, Ecologia e Libertà che raggiunge oltre il 5% dei consensi. Sul senso del voto abbiamo posto alcune domande al Presidente del Municipio.

Prima di addentrarsi sulle specificità del voto regionale, Andrea Catarci sottolinea i punti salienti della campagna elettorale e delle sue conseguenze sul voto, evidenziando che ci sia in atto una sorta di rimozione dell’analisi del materiale politico proveniente da questa tornata elettorale, paventando il fatto che, non riflettere su questo voto, senza mettere in campo le adeguate contromisure, significa, tra tre anni, alla prossima scadenza, rassegnarsi a subire passivamente un attacco sulle istituzioni ancora in grado di reggere all’urto di questa destra, primi tra tutti i Municipi.
“Bisogna accompagnare i processi in corso contro le specifiche volontà di questa Giunta e delle sue politiche scellerate, contro le scelte gravissime che stanno danneggiando, in modo irreversibile, la vita dei nostri concittadini, tentando di mettere in atto quelle forme di alternativa che, condividendo gli interessi reali del territorio, giocando sul pathos sociale, incanalando l’opposizione sulle vere problematiche, quelle relative ai bisogni delle persone.
I Municipi – continua – devono essere il corpo vivo che indica col loro lavoro il percorso per nuove aggregazioni politiche del Centro-Sinistra”.
Partiamo dai dati elettorali del nostro quartiere, la Garbatella. Qual è stato l’orientamento dei cittadini qui da noi ?
Direi che il punto dirimente di queste elezioni, perlomeno al livello cittadino, è stato la grande vittoria ottenuta dalla compagine del Centro-Sinistra in 17 Municipi su 19, che ha segnato il primo vero stop per la Giunta Alemanno, la quale ha subìto una cocente sconfitta anche in quei Municipi dove c’è il Centro-Destra al governo. Nonostante la diminuzione del numero dei votanti, a Garbatella, San Paolo e Tormarancia, ci sono stati dei risultati entusiasmanti, meno bene è andata a Ostiense, a causa di varie problematiche, tra cui la presenza, gestita direttamente a livello comunale, delle troppe licenze rilasciate per locali notturni e della conseguente movida. Per i continui lavori agli ex-Magazzini Generali e per il ponte sulla metro, che iniziano e si interrompono per le cause più svariate ma che dimostrano una imperizia da parte di questa amministrazione centrale che non riesce a coordinare gli interventi ma la cui incapacità ricade, chissà perché, su di noi. Ne ho avuto la netta sensazione quando sono intervenuto, manifestando la presenza politica del Municipio, dopo gli episodi di violenza che sono accaduti, durante i quali i cittadini hanno manifestato il loro sconcerto per la mancanza di iniziative da parte del Comune.
Come ti spieghi questi dati?
E’ il risultato del buon lavoro che l’amministrazione municipale ha svolto, il cui intervento ha inciso profondamente e direttamente sul tessuto culturale territoriale costruendo, negli ultimi 10 anni, una realtà fatta di associazionismo, cooperazione, reti sociali e politiche. Trovando i punti di contatto con l’universo del volontariato, sollecitando il portato della memoria storica del territorio ed i meccanismi partecipativi, che adesso, contro la stagnazione della Giunta Alemanno, portano i loro frutti. C’è da dire che tante sono le azioni che sono state messe in campo, dalla sfida sulla sicurezza all’emergenza degli Afgani alla Stazione Ostiense, alla progettualità sulla mobilità (metro D), sull’ex Fiera di Roma, su Campidoglio 2, la proposta della Metro E. E’ l’influsso determinante delle politiche del Municipio, che pur non avendo specificità economiche propone un modello di riferimento caratterizzato dalla specificità territoriale, con la consapevolezza del portato sulla sfera cittadina. Il Municipio scommette su tutto, dalla memoria storica di alto lignaggio delle Fosse Ardeatine a quella più frivola del compleanno di Garbatella. Allo sforzo che si sta facendo nei quartieri di nuova generazione, per esempio l’area di Via della Fotografia, con la capacità di portare servizi ma anche il continuo tentativo, da più parti riconosciuto, di creare le giuste relazioni sociali.
Cosa pensi del risultato nella nostra Regione ?
Aldilà di Roma, c’è da notare l’exploit negativo delle altre provincie.
Cito la vicenda Marrazzo e la scelta Bonino, che hanno lasciato indubbiamente un segno profondo nella compagine di Centro-Sinistra, e la sensazione di imminente vittoria che ha scatenato la guerra per bande all’interno del PdL, fino a portarli alla clamorosa defaillance della lista. Bisogna dire che ci sono delle responsabilità oggettive della vecchia giunta regionale e dello sviluppo di una campagna elettorale svolta solamente nel territorio romano, senza una direzione politica coerente che sia riuscita a disegnare un percorso che non fosse solo quello dei singoli candidati, con la conseguenza che ognuno si è mosso singolarmente e che a differenza di cinque anni fa, il voto di Roma non ha compensato quello delle altre province, in cui , evidentemente, non si è lavorato come si doveva. Se a questo aggiungiamo l’alleanza PDL-UDC, è stato quasi un miracolo il fatto che si sia riusciti a lottare testa a testa sino quasi all’ultimo voto per l’egemonia della Regione.
Passiamo al risultato nazionale Il dato più consistente è quello relativo all’astensionismo. I seggi sono disertati da un numero sempre più consistente di elettori, il calo di partecipazione è netto ovunque, nel Lazio interessante è quello di Roma e Provincia dove, nonostante l’esclusione della lista del PDL, il calo di partecipazione è solo leggermente inferiore alla media regionale. Due paiono le ragioni di questo calo: da un lato le elezioni amministrative sono considerate meno importanti e meno interessanti rispetto a quelle politiche, dall’altro, e su questo punto vale la pena di soffermarci, l’inappropriata “offerta” politica. In questo senso, l’astensione, soprattutto quello di sinistra, è una scelta con un chiaro significato di forte critica, che vuole significare delegittimazione. Berlusconi vince anche a L’Aquila. Vince in Piemonte, nonostante la presenza di una classe operaria fortemente politicizzata e sindacalizzata.
Vince dove il Centro-Sinistra ha governato male, in Campania e Calabra. In tutte le regioni del Nord ormai la lotta è a superarsi tra PdL e Lega, con sensibili infiltrazioni di quest’ultima in regioni come l’Emilia-Romagna e la Toscana. La nota lieta di questa tornata elettorale è la vittoria di Vendola in Puglia. Pur senza battaglie egemoniche residuali a livello sociale ma istaurando la politica delle buone prassi, attraverso la creazione di meccanismi di partecipazione popolare come la fabbrica di Nichi, è riuscito laddove altri hanno fallito, trasformando in senso positivo gli istinti dell’antipolitica, divenendo una ipotesi di riferimento per tutto l’arco del Centro-Sinistra. Nel 2013 potrebbe tranquillamente essere l’antitesi a Berlusconi, un punto di riferimento in un quadro politico fortemente disorientato.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Giugno 2010

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