Sicurezza o repressione? Analisi e confronto sul Ddl 1660 all’Università Roma Tre

La “sicurezza” un tempo indicava la premura dello Stato verso le persone esposte ai rischi del lavoro, della salute, della vecchiaia e dei più fragili. Con il Disegno di Legge 1660, in Italia la parola “sicurezza” invece, è sempre più declinata a tutto ciò che riguarda l’ordine pubblico e colpisce ed identifica le persone da cui difendersi. Lo Stato decide di sostituire la garanzia di benessere e uguaglianza con la gestione del controllo sociale attraverso politiche penali più severe.
Su questi temi si è svolto, alla Facoltà di Lettere e Filosofia, dell’Università Roma Tre, un dibattito che ha esaminato i 38 articoli del Disegno di Legge Sicurezza 1660, presentato dai ministri dell’interno Piantedosi, della giustizia Nordio e della difesa Crosetto.
L’incontro ha avuto anche la  funzione di rilanciare la manifestazione nazionale “Fermiamo il Ddl Sicurezza” che sabato 14 dicembre, alle ore 14:00 partirà da piazzale del Verano.

Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana

La discussione è iniziata con la presentazione del volume “Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana” edito da Momo Edizioni e a cura di Antigone, l’associazione che si occupa dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e di chi è in stato di detenzione.
L’incontro è proseguito con la partecipazione di rappresentanti di associazioni quali: Social Forum Abitare, Disability Pride, Mediterranea Roma, collettivi di studenti, Casetta Rossa e Csoa La Strada.
Tra i principali temi affrontati gli effetti del Ddl sulla libertà di manifestazione, i diritti dei migranti e l’impatto sul sistema carcerario.
Nella discussione è intervenuto anche Luciano Ummarino il neo Assessore alla Cultura del Municipio Roma VIII, che ha espresso preoccupazioni sull’avanzamento dell’egemonia culturale della destra a livello internazionale e sulle implicazioni del provvedimento, soprattutto sui temi che riguardano il diritto all’abitare.

 Cosa prevede il Disegno di legge?

Il Disegno di Legge Sicurezza 1660, approvato il 18 settembre 2024 alla Camera dei Deputati, introduce una serie di misure, ecco le principali.

  • Pene più severe per blocchi stradali e ferroviari: il blocco organizzato di strade e ferrovie diventa un reato penale punibile con pene fino a 2 anni di reclusione e sanzioni amministrative​.
  • Rivolta nei centri di detenzione e in carcere: introduzione del reato di rivolta nei Cpr (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) e nelle carceri. Sarà punita quindi ogni forma di protesta all’interno di luoghi sovraffollati, inospitali e con sempre meno programmi educativi, lavorativi e terapeutici.
  • Norme contro le occupazioni: gli occupanti di edifici possono essere puniti con pene fino a 7 anni. Viene incarcerato anche chi occupa per necessità un immobile abbandonato. L’articolo, inoltre, apre la strada per applicare la medesima sanzione a chi è sotto sfratto e non ha soluzioni alternative. La detenzione è prevista anche per donne in gravidanza o madri di neonati. Il disegno di legge criminalizza anche ogni forma di resistenza passiva, reiterando pratiche di solidarietà come i picchetti fuori dagli appartamenti a difesa dei cittadini morosi o sfrattati.
  • Aumento della circolazione delle armi: l’articolo 28 del Ddl, prevede che le forze di polizia sono autorizzate a portare senza licenza le armi, anche quando non sono in servizio. Inoltre, l’articolo 21 prevede la dotazione delle videocamere al personale delle forze di polizia, senza spiegarne però l’uso specifico e soprattutto dove saranno raccolte le registrazioni.
  • Restrizioni sull’uso del telefono cellulare: viene vietata la vendita di schede Sim card a persone, non appartenenti ad uno stato dell’Unione Europea, se non in possesso di permesso di soggiorno​. L’obiettivo è quello di rendere ancora più difficile la vita ai migranti, i quali spesso hanno alle spalle una lunga e pericolosa traversata. In questo modo gli si impedisce di comunicare con la propria famiglia e/o con i primi contatti che si possono instaurare nel paese di arrivo.
  • Aggravamento delle sanzioni per resistenza alle autorità: pene più dure per forme di resistenza attiva e passiva, con particolare riferimento a manifestazioni e proteste pubbliche​.
Foto di “Rete No DDL Sicurezza”

 Sabato 14 dicembre, in piazza contro il Ddl Sicurezza

Il Ddl ha sollevato critiche da parte di associazioni per i diritti umani, giuristi, sindacati e cittadini, che vedono in queste norme una minaccia alla libertà di protesta e ai diritti fondamentali.
L’abbandono del diritto alla sicurezza sociale, abitativa e lavorativa, ha come corrispettivo l’ossessiva riaffermazione del diritto alla “sicurezza”. La crescita di risorse destinate alle funzioni militari e di mantenimento dell’ordine pubblico compensa, il vuoto di legittimità lasciato dalla rinuncia al Governo dell’economia e alla rete di sicurezza sociale.
La politica di repressione non viene usata per rispondere ad un aumento della criminalità, quanto a far fronte alla destrutturazione sociale. Una propaganda pericolosa che punta il dito verso le classi più povere e destabilizza ogni forma di opposizione.

Ora il Ddl è al vaglio del Senato per la definitiva approvazione. Per fermalo, il 14 dicembre, si terrà una manifestazione nazionale indetta dalla Rete No Ddl Sicurezza «A pieno regime» che partirà alle ore 14:00 da piazzale del Verano per giungere a piazza del Popolo.

Illustrazione di Zerocalcare
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