Un numero esiguo di iscritti, poi la notizia arrivata a metà marzo. La scuola media Cesare Baronio, storico istituto di via delle Sette Chiese 109, per il prossimo settembre non riuscirà a formare una nuova classe. I genitori dei ragazzi sono stati informati direttamente da padre Rocco, rappresentante legale della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Roma, durante una riunione che si è tenuta venerdì 13 marzo. Da quel momento si era diffuso il timore che le classi attuali potessero essere trasferite altrove. «La perdita di un istituto scolastico come la Cesare Baronio crediamo che non possa passare inosservato» ci ha scritto Valeria Scolari, madre di un alunno. «La scuola è un’istituzione storica del quartiere che ha fatto dell’inclusività una missione assoluta.» Ma il rischio chiusura oggi sembra scongiurato. «La nostra intenzione è continuare» ha messo in chiaro padre Matteo, responsabile dell’istituto paritario. «La Congregazione ha stabilito che la scuola non chiuderà. Non c’è pericolo per l’attuale prima media.»

Un istituto storico del quartiere
Gli iscritti al prossimo anno, come confermato da padre Matteo, sono insufficienti per formare una nuova classe, ma per l’attuale prima media non c’è pericolo: il lavoro con i ragazzi proseguirà nella sede di via delle Sette Chiese. Un’importante rassicurazione per i genitori degli alunni che hanno iniziato il percorso scolastico alla Cesare Baronio, e per tutti coloro che hanno visto l’istituto crescere insieme al quartiere.
Fondata nel 1944, a quei tempi la Baronio era l’unica scuola media della Garbatella. La borgata lottava ogni giorno con la miseria e i ragazzi erano abbandonati a se stessi, si arrabattavano con lavoretti occasionali, passando in strada gran parte del tempo. L’istruzione non sembrava la priorità in un quartiere operaio, ma la necessità di offrire ai bambini prospettive di futuro diverse iniziava a farsi strada. E così i padri oratoriani scesero in campo: già nel 1940 la Congregazione dell’Oratorio di Roma aveva approvato con delibera la fondazione di una nuova scuola, che venne inaugurata il 4 novembre del ’44 grazie all’interessamento di monsignor Montini, futuro papa Paolo VI. Non più lezioni improvvisate nei locali dell’oratorio, come accadeva durante i mesi dell’occupazione nazista, ma un istituto vero e proprio, con elementari, medie e superiori. «Preside ne era P. G. De Libero, che con enorme fatica insegnava lettere a una scolaresca sprovvista di libri, sostituiti da riassunti dettati volta per volta; senza quaderni, per la penuria di carta, senza penne e inchiostro» si legge sul testo I padri filippini attorno alla Chiesoletta, distribuito gratuitamente nell’ottobre 2024, in occasione dei cento anni di presenza della Congregazione dell’Oratorio alla Garbatella.

Forme di insegnamento alternativo
Al mattino la preghiera in cortile, poi le lezioni nelle aule, ma anche all’aria aperta e nei laboratori. Dopo il suono della campanella, tutti all’oratorio per la pausa pranzo e nel pomeriggio, per chi vuole, c’è il doposcuola. È così che l’istituto Cesare Baronio accoglie i ragazzi da oltre ottant’anni. Con uno sguardo alla tradizione, fedele all’insegnamento di San Filippo Neri, ma sempre al passo coi tempi, proponendo forme di insegnamento alternativo. «I lavori manuali e il contatto con la natura sono elementi cardine per la formazione degli studenti» ha spiegato padre Matteo. Dietro l’edificio scolastico si apre un ampio cortile con piante e animali, lo stesso giardino in cui padre Guido (1927-2014) insegnava ai ragazzi a osservare il cielo e a fare quelle famose misurazioni meteorologiche che molti ancora ricordano.

Nelle aule della Cesare Baronio si sono susseguite generazioni di studenti e di padri oratoriani: da Alfredo Melani a Guido Chiaravalli, fino ad arrivare a padre Matteo, ultimo tassello di una storia quasi centenaria. «Noi oratoriani abbiamo una particolarità: restiamo per tutta la vita nel posto a cui siamo assegnati» ci ha raccontato il sacerdote. «La Cesare Baronio non è solo una scuola media. Nel tempo è diventata anche una scuola di vita.» Intuizione confermata dall’esperienza dei genitori: «Difficile trovare una scuola accogliente e inclusiva come la Cesare Baronio» ha detto Valeria Scolari. «Uno dei pochi istituti con due educatori in organico, che lavorano fianco a fianco con i professori per aiutare i ragazzi in difficoltà.» Intanto continua la corsa contro il tempo: «Ci stiamo attivando per promuovere la scuola, contattare le istituzioni e gli altri istituti privati della zona per proporre eventuali co-gestioni» sono le parole dei genitori. Nella speranza che una storia lunga quasi un secolo non finisca proprio adesso.








