Restauro in vista per le catacombe di Commodilla

Entra in campo una fondazione dell’Azerbaigian

Sono in arrivo importanti novità per le catacombe di Commodilla alla Garbatella, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Heydar Aliyev dell’Azerbaigian e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

La Fondazione, che porta il nome del primo presidente della repubblica dell’Azerbaigian, si è già distinta finanziando interventi di restauro e manutenzione di altre catacombe a Roma.

Mercoledì 3 marzo, il cardinale Gianfranco Ravasi presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha visitato assieme al dottor A. Alakbarov della Fondazione Heydar Aliyev, accompagnati dal presidente dell’VIII Municipio A. Ciaccheri, il complesso cimiteriale situato all’interno dell’omonimo parco tra via delle Sette Chiese e via Giovannipoli.

La visita è stata il prologo al rinnovo dell’impegno della Fondazione Aliyev per sostenere la valorizzazione e il restauro anche delle catacombe alla Garbatella, sancito il giorno seguente con la firma del documento ufficiale.

Il programma prevede una serie di interventi diretti alla riapertura al pubblico, purtroppo sospesa da alcuni anni. Saranno due le zone maggiormente interessate dal restauro, la cosidetta “Regione di Leone” e la “Basilichetta” dedicata ai martiri Felice e Adautto. Con il primo finanziamento della Fondazione sono state messe in sicurezza le aree del cubicolo di Leone, che aveva presentato problemi statici. Successivamente si andrà a restaurare le pitture del cubicolo e della “Basilichetta”, dove si trovano  gli importanti dipinti murali con la scena della Traditio Clavium, nella quale accanto a Cristo seduto sul globo ci sono i santi Pietro, Paolo, Stefano, Felice e Adautto.

Curiosa la vicenda di quest’ultimo. La storia è avvolta dalla leggenda, siamo a cavallo tra il III e il IV secolo sotto l’imperatore Diocleziano, autore di diverse persecuzioni nei confronti dei primi cristiani. Un corteo portava un gruppo di condannati a morte, per non aver rinunciato alla loro fede, verso il luogo del martirio percorrendo probabilmente il territorio del nostro attuale quartiere. A quel corteo, del quale faceva parte Stefano, si affiancò un giovane in atto di solidarietà nei loro confronti. Quel gesto costò a quel ragazzo la vita, infatti, si racconta che venne aggregato ai condannati a morte. Di quel giovane non si conosceva neanche il nome e per questo venne chiamato Adauctus-Adautto ovvero Aggiunto.

Obiettivo finale degli interventi conservativi e di restauro sarà quindi quello di aprire ai visitatori le catacombe in piena sicurezza.

Di Enrico Recchi

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