Stop all’isola ecologica di via Malfante

Possono tirare un sospiro di sollievo gli abitanti del quartiere Ardeatino, è arrivata la conferma che l’isola ecologica di via Antonio Malfante non sarà costruita. 

La delibera comunale a firma dell’assessora ai rifiuti e al risanamento ambientale Katia Ziantoni aveva individuato quindici aree, una per ogni municipio della città di Roma, per la realizzazione di strutture logistiche di AMA SpA di supporto al servizio di gestione dei rifiuti urbani ad integrazione e parziale revoca della deliberazione del Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca del 15 giugno 2016.

Nella seduta pubblica del 22 dicembre 2020, infatti, i membri del Municipio Roma VIII di maggioranza ed opposizione, ad eccezione dei due consiglieri della Lega che si sono astenuti, hanno votato contro l’ipotesi di localizzazione del centro di raccolta AMA presso via Malfante, e messo in evidenza le istanze che vengono dagli abitanti del territorio. Le ragioni della contrarietà sono evidenti: l’area di via Malfante, anche se si presenta come un ampio spazio verde con un canneto, è in realtà al centro di un quadrante molto urbanizzato, vicino a strade trafficate, a ridosso di abitazioni, luoghi di culto, attività commerciali e con un ambulatorio sanitario adiacente. Inoltre ci troviamo alle spalle di Piazza dei Navigatori,dove è già prevista nei prossimi anni la costruzione di un nuovo edificio di tredici piani, che aumenterà notevolmente il numero degli abitanti del quartiere ed il traffico cittadino.

Foto di Elisabetta PISANI

Nel Municipio, come prevede la norma, dovrebbero essere presenti due isole ecologiche, una ogni settantamila abitanti. Inizialmente proponemmo al Comune di rigenerare due aree di AMA attualmente sottoutilizzate, quella di via di Campo Boario e quella di Montagnola – ci spiega l’assessore municipale all’ambiente Michele Centorrino – la prima area è stata bocciata dal Comune poiché sarà utilizzata per altre esigenze dell’azienda della nettezza urbana, mentre su quella di Montagnola non abbiamo ricevuto ancora una risposta ufficiale sulla fattibilità”.  “Abbiamo richiesto un tavolo tecnico con il Comune e gli enti preposti per individuare aree idonee all’interno del Municipio- conclude Centorrino-, non si esclude anche l’apertura di un processo partecipativo con gli abitanti per valutare appieno tutte le esigenze e le perplessità”.

Sarebbe opportuno che l’area di via Antonio Malfante, scampato il pericolo dell’isola ecologica, fosse restituita agli abitanti, con la creazione di un parco pubblico comprensivo di uno spazio ludico per i più piccoli. Proposta che da oltre dieci anni viene portata avanti dalla cittadinanza e dalle giunte che si sono succedute in Municipio, ma che non ha mai visto la luce. Inoltre andrebbe restaurata l’opera di bronzo de il “Cavallino” di Alfiero Nena, che dal 2002 spicca all’incrocio tra via Malfante e via Leon Pancaldo, alla quale nel 2014 è stata troncata la coda, mai più ripristinata.

di Giuliano MAROTTA

foto di Elisabetta PISANI

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