“La maschera è importantissima: se la tieni per troppo tempo, quando la togli è come se ti strappassi la faccia”. Prendendo a prestito la riflessione di Dario Fo, il professore Francesco Mattei spiega la centralità della maschera nel lavoro dei suoi allievi, i ragazzi del liceo Caravaggio di viale Odescalchi che da sei anni realizzano costumi e materiali di scena per le rappresentazioni del teatro dell’università La Sapienza. Tra le Coefore di Eschilo e l’Elena di Euripide, passando per il Filottete di Sofocle e con una breve incursione nella commedia, con le Tesmoforiazuse e le Nuvole di Aristofane, gli studenti del liceo artistico di Tor Marancia hanno abbracciato gran parte del patrimonio teatrale antico. Quest’anno è la volta degli Eraclidi di Euripide.

Nell’aula magna del Rettorato si replica il 12 dicembre
Il progetto coinvolge le classi terze e quarte dell’indirizzo scenografico, articolandosi in diverse fasi. La prima tappa prevede l’analisi della storia, dell’iconografia e del mito antico. “Facciamo riflettere i ragazzi anche sulla simbologia e i significati psicologici dei colori e delle forme” ha proseguito Mattei, docente del laboratorio di Espressività, Ambientazione e Costumi (Eac). Successivamente i ragazzi vengono divisi in piccoli gruppi, col compito di elaborare una propria idea di maschera. “Ma anche quando non tutte le proposte vengono accolte” ha proseguito il professore, “gli studenti vengono comunque coinvolti nell’attività pratica, quando si tratta di realizzare maschere e costumi”.
Il che vuol dire occuparsi dell’aspetto più concreto, tenere in ordine gli strumenti e catalogare i pezzi: un vero e proprio backstage che mostra come la scenografia non sia solo l’idea astratta di un artista, ma anche un lavoro certosino di taglio, cucito e assemblaggio che richiede quasi la meticolosità di un sarto. “La scenografia è una disciplina che le ingloba tutte” ha riassunto il professor Mattei, “per questo motivo i ragazzi possono prendere spunto dall’arte, dai fumetti, dal cinema. Per gli Eraclidi ci siamo ispirati a un video musicale”.
In che modo queste varie suggestioni si mescolino nella tragedia euripidea, la storia degli Eraclidi supplici ad Atene per fuggire dal tiranno di Argo, solo la messa in scena potrà dimostrarlo. Anche perché quest’anno i ragazzi hanno lavorato su un’idea di regia ben definita: indossare una maschera vuol dire giocare un ruolo. E talvolta la vita, con un colpo di coda, può trasformarci da supplici a ospiti, da ospiti a persecutori: le posizioni cambiano, male e bene si mescolano proprio come sulla scena, dove gli attori nel giro di un’ora si scambiano maschere e ruoli. Uno spunto di forte attualità, colto al balzo dal regista Andriano Evangelisti soprattutto nel finale della rappresentazione.
“Ciò che vogliamo trasmettere è la capacità di sviluppare un pensiero critico, insieme alla meticolosità del lavoro scenografico. Per fare scenografia serve genialità, creatività e una certa dose di problem solving”.
Lo spettacolo è andato in scena dal primo al 4 ottobre. Una replica è prevista per il 12 dicembre alle ore 17:00 nell’Aula Magna del rettorato del primo ateneo romano.
Per la prenotazione, andare al seguente link: https://bit.ly/prenotazionieraclididicembre.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Dicembre 2024/numero 66, pag. 7]







