In XI aperto il registro dei testamenti biologici

In XI aperto il registro dei testamenti biologici

La possibilità di iscrizione estesa a tutti i cittadini italiani e dell’Unione europea residenti nel Comune di Roma. L’ufficio in Via degli Armatori 13

di Eraldo Saccinto

Il Municipio Roma XI ha esteso a tutti i cittadini italiani e dell’Unione europea residenti nel Comune di Roma la possibilità di depositare, presso gli uffici municipali di Via degli Armatori 13, i testamenti biologici e le disposizioni di fine vita (D.G.M. n. 18 del 9 novembre 2009). …..

In XI aperto il registro dei testamenti biologici

La possibilità di iscrizione estesa a tutti i cittadini italiani e dell’Unione europea residenti nel Comune di Roma. L’ufficio in Via degli Armatori 13

di Eraldo Saccinto

Il Municipio Roma XI ha esteso a tutti i cittadini italiani e dell’Unione europea residenti nel Comune di Roma la possibilità di depositare, presso gli uffici municipali di Via degli Armatori 13, i testamenti biologici e le disposizioni di fine vita (D.G.M. n. 18 del 9 novembre 2009).

Grazie alla meticolosa azione di pressing a tutto campo che l’Assessore alle Politiche sociali Andrea Beccari ha praticato sui suoi colleghi di Giunta e sui membri del Consiglio municipale e cogliendo le opportunità che l’attuale legislazione concede, gli organi di governo del Municipio, hanno ampliato la possibilità a tutti i cittadini residenti nel territorio del Comune di Roma di depositare le proprie volontà per quanto riguarda le esequie funebri con rito civile, la donazione degli organi e la cremazione.
Nel nostro Paese, non esiste ancora una legge specifica sul testamento biologico e la conseguente formalizzazione, per un cittadino italiano, della propria espressione di volontà riguardo ai trattamenti sanitari che desidera accettare o rifiutare.
Da oggi, perlomeno per ciò che riguarda gli abitanti del Comune di Roma e del nostro Municipio in particolare, si possono esprimere le proprie volontà su argomenti specifici come donazione degli organi, cremazione, terapia del dolore, nutrizione artificiale e accanimento terapeutico, così come sancito dall’art. 32 della Costituzione che stabilisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e dal Codice di Deontologia medica, il quale, in aderenza alla Convenzione di Oviedo, afferma che il medico dovrà tenere conto delle precedenti manifestazioni di volontà.
In effetti, la Cassazione, (sentenza 21748/2007) ha aperto la porta al testamento biologico, tant’è che sulla base di questa sentenza, il 5 novembre 2008, il Tribunale di Modena ha emesso un decreto di nomina di amministratore di sostegno in favore di un soggetto qualora questo, in un futuro, sia incapace di intendere e di volere. Così facendo si è data la possibilità di avere gli stessi effetti giuridici di un testamento biologico seppur in assenza di una normativa specifica. Il giudice scrisse che non era necessaria una normativa sul testamento biologico, anche se i successivi sviluppi del caso di Eluana Englaro dimostrarono il contrario.
In questi giorni, l’argomento, eticamente sensibile, è oggetto di posizioni differenti fra correnti di pensiero di tipo laico, radicale, comprese discussioni di ispirazione cristiana sull’eutanasia e di forte difesa della vita. Valgono le prese di posizione sulle modifiche proposte dall’on. Della Vedova al ddl dell’on. Calabrò, l’intenzione da parte della maggioranza di presentare una “soft law”, che tenta di proporre la solita soluzione pasticciata “all’italiana” di un problema che negli altri paesi dell’Unione Europea, ma anche negli Stati Uniti, è stata risolta basandosi sul semplice principio del diritto del singolo all’autodeterminazione.
Anche le posizioni della Chiesa Cattolica variano da stato a stato. La CEI, ha sollecitato il varo di una legge sul fine vita che, riconoscendo valore legale a dichiarazioni inequivocabili e rese in forma certa ed esplicita, dia nello stesso tempo tutte le garanzie sulla presa in carico dell’ammalato e sul rapporto fiduciario tra lo stesso e il medico, cui è riconosciuto il compito di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza fuori dalle gabbie burocratiche.
In Germania, ad esempio, la Conferenza Episcopale tedesca (DBK) già dal 1999 ha firmato un documento congiunto con le altre Chiese Evangeliche, intitolato Disposizioni sanitarie del paziente cristiano che contiene le linee guida per redigere un testamento biologico compatibile con la fede cristiana.
La situazione, come si può capire è ancora piuttosto complessa. In chiusura rammentiamo che, al Registro dei Testamenti Biologici istituito presso l’Ufficio Demografico di via degli Armatori 13, possono iscriversi tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni. Previa prenotazione via URP o recandosi di persona in via Benedetto Croce 50 oppure chiamando lo 06.696.11.333\6, si riceve su appuntamento tutti i mercoledì dalle ore 14,30 alle ore 16,30.
L’interessato dovrà portare tre copie firmate del modulo testamentario e una copia del modulo per la dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Nel giorno indicato, dichiarante e fiduciario dovranno recarsi personalmente presso l’Ufficio Demografico con documento di riconoscimento valido.
La dichiarazione sarà chiusa in un’unica busta sigillata custodita a cura degli uffici. Per i modelli, i documenti e le informazioni sul Testamento Biologico si può far riferimento al sito del Municipio.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 6 – Dicembre 2009

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