Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Uno spazio aperto come una piazza, un luogo la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto le scuole. Il progetto “Adotta un treno antico” coinvolge i giovani ma anche i Centri anziani

di Floriana Delia

Nell’ottica, sempre perseguita nel nostro Municipio di creare reti tra realtà territoriali e Istituzioni, le Commissioni Cultura e Scuola hanno avviato un progetto nato in collaborazione con l’Atac e rivolto alle scuole e ai Centri sociali anziani.
Il Polo museale dell’ Atac, inaugurato nel settembre del 2004 e situato presso la stazione metro Piramide, conserva una esposizione permanente di locomotori, tram storici, fotografie, cimeli, attrezzi del mestiere, documenti storici e un plastico ferroviario degli anni cinquanta, restaurati grazie alla passione del personale Atac che, in questo modo, li ha sottratti al degrado ineluttabile del tempo e all’oblio della memoria.
Uno spazio aperto, proprio come una piazza, ai cittadini del territorio e a tutti i visitatori, uno spazio la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto i giovani.
Con il progetto “Adotta un treno antico” si è mirato al coinvolgimento di alcune scuole del nostro quartiere: la Scuola dell’Infanzia “Coccinella” di piazza Sauli e la Scuola primaria “Alonzi” di via Valignano.
L’obiettivo consiste nel veicolare ai più giovani un messaggio ben preciso: il trasporto pubblico è qualcosa di più di un semplice servizio prestato ai cittadini e si vuole invitare a riflettere sul suo valore potenziale per scoprire come questo, in fondo, rimandi a un’idea di città virtuosa, efficiente e pulita.
Le iniziative sviluppate con tale progetto nascono soprattutto con la convinzione che, per educare preventivamente al consumo sobrio, discreto, rispettoso del territorio, occorre proprio partire dai più piccoli e dalle più piccole (dall’adolescenza, se non dall’infanzia).
Attraverso attività didattiche innovative, infatti, e promuovendo la conoscenza e la bellezza dei luoghi della città, si mira ad appassionare i ragazzi e le ragazze all’uso e alle regole del mezzo pubblico e a far loro comprendere la nozione di “bene comune”.
Il progetto, in una prima fase, in concerto con l’Assessorato alla Scuola, è partito nel mese di settembre con la partecipazione delle scuole coinvolte ai laboratori predisposti all’interno del Polo museale ATAC nell’ambito delle iniziative previste per la Settimana per la Mobilità.
Con la seconda fase, gli alunni, dopo aver effettuato la visita dei vagoni e delle locomotive conservate nel museo, adottano un treno. Da qui parte poi il loro coinvolgimento attivo, con la realizzazione di disegni, racconti, testi multimediali, video e prodotti grafici di varia natura sul tema del treno e dei viaggi.
Uno degli obiettivi principali, nelle intenzioni delle Commissioni che hanno promosso il progetto nel Municipio con le scuole, consiste nel coinvolgere in attività esterne alle mura scolastiche docenti e alunni, per far sì che l’apprendimento e la condivisione nascano anche dalla conoscenza e dall’utilizzo sano dello spazio urbano.
E non è stato solo questo. Nel corso di quest’anno il Polo museale ha ripetutamente aperto i suoi cancelli per moltissime altre iniziative, molte delle quali condivise proprio con il Municipio VIII. Grazie al coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche sociali e ai Centri sociali anziani, infatti, sono stati avviati i progetti “Nonni e bimbi giardinieri”, con i quali i bambini della scuola Alonzi, hanno adottato e trasformato in orto la piccola area verde presente nel Polo, e “Tutti in carrozza in viaggio dentro la storia”, con progetti di cogestione per un dialogo fertile con i giovani basato sulla trasmissione della conoscenza, della memoria e dell’esperienza.
Il Polo museale, come tutte le piazze, è il luogo delle persone, dove potersi ritrovare e perdersi in un viaggio della memoria, per uscire dal percorso della vita di tutti i giorni accompagnati da mostre, musica, giochi e visite guidate. E’ proprio seguendo un’ottica di coinvolgimento, apertura e condivisione nella e della comunità che le Istituzioni territoriali decidono di fare rete; ed è soprattutto con una rete così costruita che, anche se si hanno a disposizione poche risorse economiche, si fa cultura, si impara, si conosce il proprio quartiere e si invade pacificamente la città.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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