I Lotti 41, 42, 43 e 44 delle Case popolari Da alberghi per pellegrini ad abitazioni di massa

I Lotti 41, 42, 43 e 44 delle Case popolari

Da alberghi per pellegrini ad abitazioni di massa

C.B.

I cosiddetti Alberghi, corrispondenti ai Lotti 41 (Albergo Bianco), 42 (Albergo Rosso, dal colore della tinteggiatura), 43 (Terzo Albergo) e 44 (Quarto Albergo) erano stati progettati da Innocenzo Sabbatini per accogliere i pellegrini dell’Anno Santo 1925, destinati però fin dall’inizio ad un successivo uso come alloggi di massa per una popolazione che si tendeva a isolare. Ritardi negli appalti e opportuni ripensamenti (la zona apparve troppo squallida e decentrata per alloggiarvi decentemente i pellegrini) ne fecero slittare l’edificazione. Anche col cambio di destinazione gli edifici conservarono però l’appellativo di Alberghi. …..

I Lotti 41, 42, 43 e 44 delle Case popolari

Da alberghi per pellegrini ad abitazioni di massa

C.B.

 

I cosiddetti Alberghi, corrispondenti ai Lotti 41 (Albergo Bianco), 42 (Albergo Rosso, dal colore della tinteggiatura), 43 (Terzo Albergo) e 44 (Quarto Albergo) erano stati progettati da Innocenzo Sabbatini per accogliere i pellegrini dell’Anno Santo 1925, destinati però fin dall’inizio ad un successivo uso come alloggi di massa per una popolazione che si tendeva a isolare. Ritardi negli appalti e opportuni ripensamenti (la zona apparve troppo squallida e decentrata per alloggiarvi decentemente i pellegrini) ne fecero slittare l’edificazione. Anche col cambio di destinazione gli edifici conservarono però l’appellativo di Alberghi.
L’Albergo Rosso, il più imponente ed anche quello architettonicamente più valido e pregiato, fu spartito in appartamenti. Quale fabbricato principale fu dotato di un’alta torre recante un orologio quadrifronte che scandiva le ore e i quarti. Gli altri complessi furono invece spartiti in singole stanze collocate lungo grandi corridoi. I servizi – gabinetti e cucine – erano in comune, per gruppi di stanze. In ogni stanza alloggiava un’intera famiglia.
Qui dal 1929 fu confinata la popolazione più povera espulsa dal centro storico o dai Borghi, in attuazione degli “sventramenti” progettati dal regìme; e, con essa, indesiderabili “sovversivi” (al Lotto 43 andò a stare, con moglie e sei figli, Enrico Mancini, irriducibile antifascista, del Partito d’Azione, poi martire alle Fosse Ardeatine) e diseredati talvolta definiti “delinquenti abituali”. Al Lotto 44 abitava Cesare Di Nepi, uno dei numerosi ebrei trasferiti alla Garbatella quando furono attuate le demolizioni intorno al Teatro Marcello: catturato al Portico d’Ottavia, morì nei lager nazisti. La sua famiglia fu salvata dalla solidarietà popolare. Sempre al Lotto 44 abitava Pietro Carniello: preso in centro mentre distribuiva “L’Unità” clandestina, fu deportato e morì anche lui in Germania. Negli Alberghi una guardia fissa manteneva una disciplina da caserma. Il complesso era dotato di un posto di polizia, di un locale che fungeva da cappella e, nel Lotto 41, di una Maternità, quella che per prima fu colpita dalle bombe del ’44.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Aprile 2004

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