di Claudio D’Aguanno
Prosegue, nel “tenue ronzio di raggi e gomme”, la pedalata di Leonardo Scarton verso il Sol Levante. Un traguardo bello lontano che solo a seguirlo sull’atlante fanno 123 gradi e spicci di longitudine verso est, l’altra faccia della Terra, e miglia e miglia di strade fatte d’asfalto, buche o polvere “al bordo d’un’erba millenaria”. Ma a un “pedale melodico” come il suo, sempre citando Giorgio Caproni, l’impresa non è mai apparsa impossibile. “Non sono un atleta a caccia di record – dice Leo – sono una persona curiosa ma per quanto lunga sia la traversata conto di arrivare prima di Natale.”

Il percorso si fa più impegnativo
Ora però il percorso si fa più impegnativo. “Vero – riprende a dire – passata Italia e Grecia eccomi dentro l’incognita turca. Inizialmente pensavo di tirare dritto da Izmir fino a Erzurum. Però, viste le condizioni di gelo dell’altopiano interno, ho girato la bussola lungo la costa mediterranea verso Antalya prima di risalire in Cappadocia e sul Mar Nero. Vediamo come va.” Intanto col termometro sottozero, dopo Selçuk, l’antica Efeso, c’è stata la tappa di Fethiye, la baia dei pirati, e poi di seguito a Pàtara altro buon posto dove recuperare energie e idee. Pàtara ovvero il centro di quella Lega Licia che Montesquieu chiamò “modello di un’eccellente repubblica confederata”. Tra l’altro, a proposito di spinta e vigore, è qui che nacque pure un santo calibro novanta, tanto greco asiatico quanto pugliese, come il San Nicola Miroblita. “Mettere assieme i chilometri scalando dislivelli impegnativi è dura, ma andando per posti che non conosco -riflette Leo- trovo rinfrancante condividere cose con altri esseri umani. È così. Pedalando io incontro compagni di strada di ogni nazionalità e cultura. E scopro luoghi e personaggi straordinari. A Selçuk t’ho trovato Adnan Barim, un ciclista senza età, un personaggio incredibile che dà riparo nel suo giardino a ogni bicicletta che passa di lì. A Milas, e anche in altri borghi, ho trovato ospitalità nella moschea e l’imam mi ha dato il suo pane. E questo, oggi, è un segno di forte umanità. Insomma sto mondo è brutale ma è un mondo anche pieno di bene.”
Diario dei prossimi giorni. Dopo Antalya inizia il cammino verso l’interno. Direzione lago Beyşehir, la mistica Konya, la Cappadocia. A suivre.

Per seguire Leonardo Scarton
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- Precedente puntata: Dalla Garbatella a Kyoto: la “passeggiatella” di Leonardo [1]

![Dalla Garbatella a Kyoto: la "passeggiatella" su due ruote di Leonardo Scarton [1] Leonardo Scarton](https://caragarbatella.it/wp-content/uploads/2026/02/Leonardo-Scarton-150x150.png)
![Dalla Garbatella a Kyoto: la pedalata di Leo / Attraversando la Georgia [5] leonardo scarton georgia](https://caragarbatella.it/wp-content/uploads/2026/04/leonardo-scarton-georgia-150x150.jpg)
![Dalla Garbatella a Kyoto: la pedalata di Leo / Verso la Cappadocia [3] Leonardo Scarton](https://caragarbatella.it/wp-content/uploads/2026/04/Leonardo-Scarton-150x150.jpg)
![Dalla Garbatella a Kyoto: la pedalata di Leo / Mar Nero direzione Georgia [4] Leonardo Scarton Hattusa](https://caragarbatella.it/wp-content/uploads/2026/04/Leonardo-Scarton-Hattusa-150x150.jpg)





