Alzi la mano chi non ha mai giocato a calcio al campetto della Chiesoletta di Sant’Eurosia. Per chi è nato e cresciuto alla Garbatella e a Tormarancia non vediamo mani alzate, e se guardiamo oltre i confini della zona ce ne sono ben poche. Questo luogo magico, teatro di partitelle e campionati rimasti nel cuore di tutti noi, negli anni ha visto transitare personaggi divenuti poi famosi e soprattutto ha accolto e fatto sognare decine di migliaia di ragazzini. Trascorrere qualche ora alla Chiesoletta era il compimento di una giornata piena di gioia e soddisfazione, molto vicino alla giornata perfetta. Nei primi anni Settanta, avevo 12 o 13 anni, assiduo frequentatore dell’oratorio, un giorno scoprii in bacheca che Padre Guido stava organizzando un torneo di calcio. Mi misi subito al lavoro per creare la mia squadra chiedendo ai vari amichetti: diversi accettarono di buon grado, ma ne mancava almeno uno per completare la rosa. Una domenica pomeriggio mi incamminai dal lotto Otto, dove abitavo, con Luciano, il mio amico, e con l’immancabile pallone che ci passavamo da un marciapiede all’altro: destinazione Chiesoletta.