Allarme vespe orientali

Non è un’invasione di vespe assassine, ma all’Ostiense e alla Garbatella, c’è una certa preoccupazione tra i cittadini per la fastidiosa presenza di questi insetti, sarebbe meglio dire imenotteri, che svolazzano silenziosamente un po’ ovunque mettendo in evidenza i loro colori sgargianti.
Ci riferiamo alla vespa orientale (Vespa orientalis), un insetto endemico, anzi autoctono, simile al calabrone europeo, ma più grande e con una colorazione differente: invece delle caratteristiche bande gialle e nere, presenta un corpo rossiccio con una evidente macchia gialla nell’addome e una più piccola sulla testa. Non c’entra nulla con il calabrone gigante asiatico (noto anche come Vespa mandarinia), che in Italia, né tantomeno in Europa, non è mai giunto.
Un equivoco è anche quello di confonderla con la rumorosa e mite ape legnaiola (un apide molto grande dalla livrea nero-viola), o anche un bombo (un altro apide non affatto aggressivo, ma di colore giallo e nero e dall’aspetto irsuto).
La vespa orientale fino a qualche anno fa era presente soltanto nel medio oriente e nell’Italia meridionale e ora, con il cambiamento climatico, ha visto aumentare il proprio areale anche al centro-nord. Va detto e sottolineato che nessun insetto con il pungiglione ci aggredirebbe senza motivo.
La puntura comunque, nemmeno a dirlo, è abbastanza dolorosa, ma a differenza delle api che muoiono una volta che pungono, le vespe possono farlo più volte. Oltre alle persone, che se allergiche possono andare incontro a problemi anche gravi quali uno shock anafilattico, anche gli animali domestici possono avere conseguenze altrettanto serie.
Recentemente in via Federico Nansen una famiglia si è vista costretta a portare di corsa dal veterinario la propria gattina Aretha perché aveva addentato sul balcone una vespa orientale che, a sua volta, per difendersi non aveva esitato a pungerla. Il tempestivo intervento della veterinaria di via Carcerieri con una dose di cortisone ha evitato il peggio. Ma molti animali domestici sono comunque a rischio. Così come lo sono le amate api, preda prediletta delle vespe orientali, che non esitano a distruggere gli alveari per prenderne possesso.
La ricerca e l’individuazione dei nidi di questo calabrone è alquanto difficile perché in questo periodo più freddo le vespe operaie e i maschi muoiono mentre la regina sopravvive all’inverno in un rifugio per poi fondare un nuovo nido in primavera.
Il nido viene costruito in luoghi protetti e riparati, sia naturali che artificiali prediligendo il terreno, le cavità degli alberi, i sottotetti, le soffitte, nonché i cassonetti degli avvolgibili e gli edifici abbandonati o magazzini.
Il sospetto è che alcuni di questi nidi siano presenti negli anfratti e tra i muri dei fatiscenti edifici degli ex mercati generali, oppure in alcune aree poco frequentate della stazione Ostiense.
È chiaro che nel caso un nido venga individuato non bisogna agire di impulso, vanno infatti chiamati i vigili del fuoco.
Esiste comunque un metodo fai da te per catturare ed eliminare queste vespe senza uccidere le api. Nel web si possono acquistare per pochi euro alcune trappole. Come esca si può preparare in casa una sostanza agrodolce mescolando acqua, aceto e zucchero, una semplice miscela che richiama il sapore della frutta matura. Un’altra esca alimentare adatta alla trappola per vespe, molto efficace, è della semplice birra.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Dicembre 2025/numero 70, pag. 3]

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