Di Vittorio alla Villetta: una foto di 62 anni fa

Di Vittorio alla Villetta: una foto di 62 anni fa

In quell’occasione anche il toccante incontro dell’ex bracciante di Cerignola con la numerosa colonia di pugliesi della Garbatella

Sessantadue anni fa, 1950, alla Garbatella venne a trovarci uno dei dirigenti più amati dagli operai e dai contadini nel nostro Paese, il cofondatore e allora segretario generale della CGIL Giuseppe Di Vittorio. La visita è documentata da un’immagine, una foto ritrovata per caso in mezzo a vecchie carte: mostra Di Vittorio mentre parla alla Villetta, la sezione PCI della Garbatella.
Gli sono a fianco, il più alto, il segretario della sezione, l’operaio metalmeccanico e sindacalista Vasco Butini …..

Di Vittorio alla Villetta: una foto di 62 anni fa

In quell’occasione anche il toccante incontro dell’ex bracciante di Cerignola con la numerosa colonia di pugliesi della Garbatella

Sessantadue anni fa, 1950, alla Garbatella venne a trovarci uno dei dirigenti più amati dagli operai e dai contadini nel nostro Paese, il cofondatore e allora segretario generale della CGIL Giuseppe Di Vittorio. La visita è documentata da un’immagine, una foto ritrovata per caso in mezzo a vecchie carte: mostra Di Vittorio mentre parla alla Villetta, la sezione PCI della Garbatella. Giuseppe Di Vittorio
Gli sono a fianco, il più alto, il segretario della sezione, l’operaio metalmeccanico e sindacalista Vasco Butini e il responsabile della propaganda Carlo Ludovici, in quegli anni direttore del locale ufficio postale che si trovava
allora in Via Luigi Fincati. Quella visita alla Villetta fu un evento per il quartiere, non solo per la statura morale e politica dell’esponente massimo del nostro mondo sindacale, ma anche perché erano tantissime, tra gli abitanti della Garbatella e quindi tra gli iscritti alla sezione, le persone oriunde dalle Puglie e molti proprio da Cerignola, la città di Di Vittorio.
Erano emigrati nel nostro quartiere nei primi anni Trenta del secolo scorso, quasi tutti ex braccianti agricoli come Di Vittorio, quasi tutti a Roma manovali o operai addetti ai lavori più umili, tantissimi ancora afflitti dall’analfabetismo storico delle classi povere. Di Vittorio rappresentava per loro il simbolo del riscatto dall’antica servitù della terra. Tra gli anziani solo alcuni erano appena acculturati e tutti i giorni, al mattino, nel giardino della Villetta, leggevano a turno “L’Unità” ai loro conterranei.
Della politica sapevano tutto. Sapevano tutto di Di Vittorio: le sue lotte bracciantili contro i padroni dei latifondi quasi sempre ispiratori e sovvenzionatori del fascismo; le persecuzioni patite (eletto deputato nei ’21 mentre si trovava in carcere, condannato poi dal fascismo a 12 anni); la sua fuga a Parigi e a Mosca; la sua partecipazione alle Brigate internazionali in difesa della Repubblica spagnola contro il fascismo di Franco; il suo nuovo arresto nel 1941 e la condanna al confino a Ventotene; la sua partecipazione alla Resistenza; la sua lotta per l’unità sindacale con la CGIL , insieme al socialista Bruno Buozzi (poi fucilato dai tedeschi il giorno della liberazione di Roma) e al cattolico Achille Grandi; infine la sua morte nel 1957 durante un’assemblea sindacale.
Noti i suoi dissensi nel PCI di cui non condivideva al tempo la politica troppo filosovietica. Per gli ex pugliesi della Garbatella , Di Vittorio era un mito e quel giorno era una festa perché lo avevano ospite in casa. Ma il prestigio del segretario della CGIL era universale, esteso anche al campo sindacale internazionale.
Quell’anno, il 1950, la Garbatella ebbe un altro ospite illustre: il giovane Enrico Berlinguer, a quel tempo segretario della Federazione giovanile: venne a premiare, donando una biblioteca, i ragazzi che avevano difeso la sede della Villetta da un organizzato assalto di fascisti dell’MSI, confluiti da tutta la città a punire il quartiere delle Ardeatine e la sezione del PCI, che rappresentava la continuazione dello spirito antifascista e della Resistenza.
Negli anni, innumerevoli sono stati i dirigenti politici e le personalità della cultura ospiti della Villetta.
Citiamo, solo a mo’ di esempio, oltre a Berlinguer, Pajetta (numerose volte), Amendola, Terracini, Pasolini, Visconti, Veltroni, Occhetto, Petroselli (il più amato sindaco di Roma), Mussi, Bentivegna, Buttitta, Umberto Nobile, il regista Emmer, la medaglia d’oro olimpica Dordoni, il regista Zurlini, il compositore Luigi Nono, Natta, D’Alema, l’astronauta Guidoni e tanti tanti altri. (C.B.)

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Luglio 2012

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