L’olivo è simbolo di pace, di radici e di appartenenza. Ma oggi, di fronte al genocidio che si sta perpetrando in Palestina, raccoglierne i frutti assume un significato ancora più profondo: custodire la memoria, mantenere vivo il legame con la terra e ritrovare, anche solo per qualche ora, un momento di serenità. È questo lo spirito dell’iniziativa in programma sabato 24 ottobre, alle ore 10:00 a La Villetta, che unisce gli abitanti della Garbatella ad alcune persone della comunità palestinese di Roma, attraverso un gesto semplice e carico di significato.
Dagli orti urbani a La Villetta, tra solidarietà e tradizioni palestinesi

L’idea è nata da Hatem Abed, palestinese che vive in Italia e partecipa alle attività degli orti urbani della Garbatella. Vedendo tante olive rimaste sugli alberi, ha pensato di coinvolgere alcuni membri della comunità palestinese nella raccolta, anche alla luce di quanto sta accadendo in Cisgiordania, dove la stagione delle olive è segnata dalle violenze e dalle difficoltà vissute dalla popolazione palestinese. «Per un palestinese vedere delle olive non raccolte è un colpo al cuore», ha raccontato Hatem Abed.
Il primo appuntamento, sabato 17 ottobre al Parco della Garbatella, si è trasformato in una piccola festa: bambini, famiglie e una merenda condivisa, in un’atmosfera di gioia e tranquillità. Un momento particolarmente prezioso per chi è arrivato da poco in Italia, dopo essere fuggito dall’orrore della guerra a Gaza.
La mattina di sabato 24 ottobre, in collaborazione con Orti Urbani Garbatella e Legambiente Garbatella, la raccolta proseguirà a La Villetta (via degli Armatori 3), dove sarà presente l’ambasciatrice dello Stato di Palestina in Italia Mona Abuamara.
Durante la mattinata si terrà anche una lezione di dabka, la tradizionale danza popolare palestinese che, attraverso passi ritmati e mani intrecciate, esprime gioia, identità e resistenza culturale.
Le olive raccolte saranno condivise tra i partecipanti e conservate in salamoia. Ma il raccolto più importante sarà quello dei legami umani: un’occasione per stare insieme e affidare a un albero simbolo di pace un messaggio di solidarietà con il popolo palestinese.









