Garbatella Soul, una sala gremita a Moby Dick per raccontare l’anima del quartiere

Un’introduzione che è una dichiarazione d’amore

Ieri, nella sala gremita della Biblioteca Moby Dick, Nando Bonessio, consigliere dell’Assemblea Capitolina, ha aperto la presentazione di Garbatella Soul con una sentita dichiarazione d’amore per il quartiere in cui vive da 46 anni. Un luogo, ha sottolineato, «che si rigenera continuamente, partendo dalle peculiarità storiche e architettoniche che rendono questo quartiere unico».
Con un sorriso, Bonessio ha poi riportato alla memoria un aneddoto familiare che racconta la Garbatella di un tempo: «Mio nonno raccontava che si pagavano 5 lire per venire a farsi la doccia qui, dato che nelle case non c’era la possibilità».
Un ricordo che restituisce uno spaccato della vita quotidiana del quartiere e del suo passato popolare. Bonessio ha quindi letto la prefazione da lui firmata per il volume, evocando l’identità profonda della Garbatella, «un quartiere che ha un’anima che non teme il tempo». E ha ribadito lo spirito del libro: «Un invito a entrare nei vicoli e nei lotti, lasciandosi stupire».

Gli autori: un progetto nato camminando

Rodolfo Zeppieri e Vincenzo Antonio Ambasciano, autori del libro e colleghi di lunga data al Comune di Roma, hanno raccontato come è nato il progetto. Rodolfo, originario della Garbatella, ha sottolineato che senza Vincenzo l’idea non avrebbe preso forma: «Il titolo è venuto spontaneo: soul è percezione, atmosfere, emozioni». Il volume intreccia immagini e parole, con fotografie scattate esclusivamente con il cellulare, passeggiando tra i lotti, cartina alla mano, seguendo un percorso nato quasi per gioco. Visibilmente emozionato, Vincenzo ha aggiunto: «Qui si percepisce la vita, che è socialità».

La storie dei Muri Sicuri

Laura Nicotra, fondatrice dell’associazione Muri Sicuri, ha raccontato un esempio concreto di questa socialità, ricordando la realizzazione di due opere di street art alla Garbatella: la donna in stile Art Nouveau nei pressi di piazza Sauli e le due mani del lotto 9. Durante i lavori, gli abitanti del quartiere hanno accolto gli artisti con gesti spontanei di ospitalità e generosità. Una testimonianza dello spirito della Garbatella, dove il senso di comunità si traduce ancora oggi nella capacità di accogliere e prendersi cura degli altri.

Un’anima che resiste

Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII, ha ricordato che l’anima del quartiere vive nella determinazione dei suoi abitanti nel difendere i luoghi di aggregazione. L’edificio dei Bagni Pubblici, oggi Moby Dick, è uno di questi simboli: per decenni mobilificio, ha rischiato di essere sottratto alla comunità, che invece ha lottato per riaverlo. Ciaccheri ha evocato anche il periodo della pandemia, quando alla Garbatella non solo si cantava dalle finestre, ma ci si organizzava per aiutare chi non poteva fare la spesa o acquistare medicine. Una rete di solidarietà che ha mostrato la forza del quartiere.

Un libro che invita a camminare

Ringraziando UniversItalia, casa editrice del volume, gli autori hanno spiegato la scelta di non inserire didascalie sotto le fotografie. Un invito alla scoperta, come hanno raccontato: «Speriamo che le persone cerchino i luoghi delle immagini per apprezzarli dal vivo, godendo delle magnifiche atmosfere che i lotti regalano». Perché Garbatella Soul è molto più di un racconto fotografico: è una dichiarazione d’amore per un quartiere che continua a custodire storie, intrecciare incontri e alimentare memorie collettive. Un libro che non si limita a mostrare la Garbatella, ma invita a percorrerla, lasciandosi sorprendere, passo dopo passo, dalla sua anima più autentica.

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