“Mejo de te chi la conosce”: una nuova mappa di Roma

Ridefinire i confini dei quartieri romani con l’aiuto dei cittadini

In un’epoca in cui si ridisegnano le frontiere, anche il Comune di Roma sta tracciando i confini dei vari territori. Avete capito bene, perché l’idea apparentemente bizzarra, ma che ha anche un senso logico e un fascino recondito, sta rendendo partecipi i cittadini romani di un progetto senza precedenti, quello di definire irrevocabilmente le zone del vasto territorio capitolino. Parliamo di circa 320 quartieri, ognuno con una propria storia, una propria identità e un proprio tessuto sociale.
Pensiamo, ad esempio, a quelli che compongono l’VIII Municipio: Ardeatino, Garbatella, Montagnola, Ostiense, San Paolo, ognuno di essi ha i suoi aspetti peculiari, ma i confini geografici in alcuni casi non sono ben definiti.
Chi abita sulla Circonvallazione Ostiense nel lato tra via Antoniotto Usodimare e via Girolamo Benzoni, è residente della Garbatella o dell’Ostiense? E chi sta in Piazza dei Navigatori vive all’Ardeatino o a Tormarancia? Via Costantino è effettivamente la linea di confine tra la Garbatella e San Paolo? La Chiesa di Santa Galla e l’attigua Piazza Giovanni da Verrazzano appartengono alla Garbatella? E la cosiddetta collina Volpi o il Valco San Paolo, sono quartieri a sé stanti o fanno parte geograficamente di San Paolo?
Domande che molti romani, non soltanto dell’VIII Municipio, si sono posti almeno una volta.

“Mejo de te, chi la conosce?”
È questo lo slogan che da qualche mese alberga alle fermate dei bus, sui cartelloni, sui tetti dei palazzi. Non è nient’altro che l’invito con cui Roma Capitale chiama alla partecipazione diretta i cittadini per contribuire alla sua nuova mappa.
Insomma, fino al 15 gennaio 2026 ognuno può dire la sua: idee, osservazioni e suggerimenti per riscrivere i confini possono essere inviati nell’area Partecipa del portale istituzionale, nella sezione dedicata ai Quartieri.
L’obiettivo, oltre a quello di ridisegnare insieme i confini, è anche quello di definire nuovamente l’identità di una città che, in cinquant’anni, è cambiata profondamente, nelle forme e nella vita quotidiana del suo territorio.
E come è facile immaginare, sono migliaia i commenti arrivati online sul portale istituzionale di Roma Capitale: proposte, critiche, rettifiche, idee comunque preziose per passare dall’attuale stadio intermedio a una versione definitiva il più possibile aderente alla realtà.
Gli assessori, i dirigenti comunali e i funzionari stanno inoltre incontrando i comitati di quartiere che lo richiedono, partecipando alle commissioni consiliari organizzate dai municipi e ascoltando da vicino chi vive ogni giorno la città e chiama per dire la sua.

L’artefice principale di questo progetto è Andrea Catarci, già presidente dell’VIII Municipio e ora responsabile ufficio Giubileo delle persone e partecipazione, stretto collaboratore del Sindaco Gualtieri.
Catarci aveva cominciato a pensare a questo riassetto geografico ad inizio 2022, per arrivare a regime negli ultimi mesi del 2025. Tutte le proposte raccolte saranno quindi sottoposte a un comitato composto da Istat, con le università La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre.
Un’idea ambiziosa, che alla fine, si spera, metterà tutti d’accordo: il 2026, secondo la tabella di marcia, sarà l’anno conclusivo di questo poderoso sforzo di analisi e partecipazione, in cui si mescolano elementi scientifici e identitari, che fornirà dati indispensabili alla programmazione di servizi e attività su scala di quartiere e non delle vecchie zone urbanistiche, strumento di quasi mezzo secolo fa.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Dicembre 2025/numero 70, pag. 2]

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