Da gennaio apriranno i tavoli partecipativi con i cittadini che chiedono meno cemento e più servizi pubblici
Notti di sudore, lavoro, nervi, grida, caffè bruciati, camion di frutta e verdura, nafta, diesel, grossisti, facchini, salari e strette di mano. Sono passati più di vent’anni ma non riusciamo a dimenticare del tutto cos’era il mondo dei Mercati Generali sull’Ostiense : il porto produttivo dei residenti di Garbatella e Tor Marancia. Casa e lavoro: in mezzo la vita.
Oggi è un pachiderma sdraiato, moribondo, sull’Ostiense: quasi nove ettari di terreno, scheletri di manufatti in cemento, circondati da acquitrini malsani, aree di verde incolto abitate da topi e zanzare che, particolarmente d’estate, infestano le strade della Circonvallazione e della Garbatella. Così si presentano gli ex Mercati Generali ai cittadini romani, dopo vent’anni di abbandono, da quando la Lamaro Appalti dei fratelli Toti ottenne dal Comune di Roma la concessione sessantennale per la loro riqualificazione.
La storia è lunga e tortuosa, i nomi che scorrono lungo il copione sono prestigiosi: quello della Società Sviluppo Centro Ostiense (general contractor Lamaro), quello del famoso architetto olandese Rem Koolhaas, incaricato di disegnare il futuro degli ex Mercati all’ingrosso, dopo il loro trasferimento al Centro Agroalimentare di Guidonia nel settembre 2002. Poi le continue varianti al programma originale durante le sindacature di Gianni Alemanno, Ignazio Marino e Virginia Raggi, che innescarono l’intervento dell’Anac (l’Autorità Nazionale Anticorruzione) e il relativo provvedimento di vigilanza sulle anomalie legate ai continui cambiamenti dei progetti. Da quì lo stop ai lavori.
Nell’ultimo anno il Sindaco Gualtieri ha ripreso in mano le carte, con l’obiettivo di cicatrizzare questa ferita al tessuto urbano del quadrante sud della città, ottenendo il nulla osta dall’Anac e arrivando il 25 novembre alla firma di una nuova Convenzione integrativa con Hines, un fondo immobiliare texano, che costruisce residenze di lusso e studentati in tutto il mondo. Nel 2024 Hines Italia ha completato investimenti per 7,9 miliardi e, tra l’altro, con Blue Noble è partner del discusso “Cubo nero” di Firenze: la costruzione a poche centinaia di metri da Ponte Vecchio di residenze di lusso nell’area, dove insisteva il Teatro Comunale. Lì è sorto, quatto quatto, un palazzone di colore ottone brunito che supera in altezza le costruzioni circostanti, insomma un vero e proprio pugno in un occhio allo skyline delle architetture rinascimentali della città.

Ma torniamo a bomba. Cosa prevede questa nuova convenzione per gli ex Mercati Generali? Il recupero degli edifici storici e un vero e proprio campus universitario con 2.000 posti letto per studenti, di cui 500 a prezzi calmierati, palestra, servizi culturali con mediateca, biblioteca e un coworking. E ancora aree verdi, 1.500 posti auto interrati pubblici e altri 1.100 privati. L’investimento sarà di 380 milioni di euro, l’avvio dei cantieri è previsto nel 2027, tutto sarà costruito in tre anni e sarà dato in concessione per 60. I ricavi per il Comune di Roma saranno di appena 165 mila euro l’anno.
Tutto questo ha sollevato malumori e proteste. Il 26 novembre si è tenuta un’assemblea piuttosto turbolenta con la cittadinanza, dopo quella di quest’estate, che già aveva indicato al Campidoglio alcune varianti migliorative, raccolte in ordini del giorno recepiti dall’Aula Giulio Cesare. Il processo partecipativo aveva già indicato la possibilità di avere un asilo nido, di cui c’è carenza nella zona Ostiense, l’aumento del verde e delle alberature, l’utilizzo di materiali ecosostenibili, spazi ludici per i più piccoli, il recupero delle lapidi di Salvatore Petronari e Giuseppe Cinelli, i facchini assassinati dai tedeschi a Forte Bravetta e alle Fosse Ardeatine nel 1944. Infine la realizzazione di un percorso ciclopedonale tra via Francesco Negri e via Girolamo Benzoni, che superi la ferrovia con un ponte, opera completamente finanziata dal Comune di Roma. Nell’ultima riunione al Centro anziani Ostiense sono intervenuti l’assessora capitolina ai Lavori pubblici Ornella Segnalini, quello all’Urbanistica Maurizio Veloccia, il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri e la capogruppo dem Valerio Baglio. In un clima piuttosto teso sono state indicate dall’assessora competente le tempistiche: 150 giorni per presentare la progettazione definitiva che recepisca le richieste del territorio, la conferenza dei servizi e altri 6 mesi per il progetto esecutivo. Quindi in questi giorni si apriranno i tavoli di confronto con la popolazione, che si potrà iscrivere on-line al processo partecipativo. Ma le posizioni in campo sono variegate.
Comitato di Quartiere Ostiense-Piramide, il Circolo di lettura della zona si battono per miglioramenti al progetto, mentre le forze più radicali come il Comitato civico per la tutela degli ex Mercati Generali, Sinistra Italiana e Potere al Popolo chiedono il blocco totale del progetto per ripartire da zero.

Denunciano la cessione di sovranità del pubblico rispetto ai privati, che ricaverebbero guadagni sproporzionati (32 di milioni di euro all’anno di cui 21 dallo studentato di lusso) rispetto al canone troppo magro per il Comune, l’assenza di un vero processo partecipativo, l’impatto ambientale rappresentato da migliaia di metri cubi di cemento che aggraverebbero ulteriormente l’attuale aumento della temperatura di 1,5 gradi, a fronte della previsione catastrofica di avere 3 gradi in più nel 2030. A questo proposito i rappresentanti del Comitato propongono addirittura di mantenere l’habitat naturale e gli acquitrini, che si sono creati in questi venti anni di abbandono all’interno delle mura dei mercati, come è avvenuto all’ex Snia Viscosa al Pigneto-Prenestino. Il tutto causato dalle trivellazioni effettuate in passato dai precedenti cantieri, che hanno fatto emergere i sedimenti paludosi del fiume Almone, sacro ai romani, il cui alveo intubato passa proprio sotto la Circonvallazione Ostiense e l’area in questione, per sfociare qualche centinaio di metri a valle nel Tevere. A sostegno di questa tesi i componenti del Comitato civico per la tutela dell’area degli ex mercati generali esibiscono un Rilievo dell’Istituto geografico militare risalente al 1907-1908, poco prima della pubblicazione del Piano Regolatore voluto dal Sindaco di Roma Ernesto Nathan e redatto dall’ing. Edmondo Santjust di Teulada, dove si evince il percorso dell’Almone attraverso
l’area destinata ai mercati all’ingrosso della città. Storia a parte il Comitato ha indetto sabato 13 dicembre dalle 9,30 alle 13,00, al Caffè Letterario in via Ostiense 95, la Prima Conferenza Urbanistica civica dell’VIII municipio. E ci sono tutte le aspettative che si avvii un confronto, parallelo ai tavoli partecipativi istituzionali, tra cittadini, associazioni, tecnici e urbanisti che hanno già denunciato, negli incontri precedenti, gli elementi speculativi di questa operazione immobiliare, definendola un regalo del pubblico ai privati.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Dicembre 2025/numero 70, pagg. 1 e 2]







