Diverse le età e le condizioni: un facchino di quarant’anni, una donna sulla sessantina, perfino una bambina di soli due anni, nata appena in tempo per aprire gli occhi su un mondo in guerra prima di essere condotta a una morte ingiusta. Ad accomunare i quattro romani a cui il prossimo 14 gennaio verranno dedicate tre pietre d’inciampo è, a prima vista, solo l’anno di morte: ’43 per Fiorina Spizzichino e Fiorella Anticoli; ‘44 per Pacifico Funaro e il dissidente Salvatore Petronari.
Sono anni che parlano da sé e che non lasciano immaginare niente di buono: le prime due donne sono state infatti vittime del rastrellamento del 16 ottobre ’43, e rinchiuse al Collegio Militare prima della partenza del convoglio diretto ad Auschwitz. Il terzo, Pacifico Funaro, fu martire delle Fosse Ardeatine. Mentre Petronari era un manovale dei Mercati Generali, noto per la parlantina sciolta che gli valse il soprannome di “avvocatino dell’Ostiense” e per le incrollabili convinzioni antifasciste che invece gli procurarono la fucilazione il 20 gennaio ’44 a Forte Bravetta. Quattro storie molto diverse emergeranno dalla superficie dorata delle pietre d’inciampo che verranno collocate nel Municipio VIII.

Fiorina Spizzichino e Fiorella Anticoli
Tra il 13, il 14 gennaio e il 12 febbraio verranno dedicate pietre d’inciampo in otto municipi romani. Date che si collocano idealmente attorno al giorno simbolo del male che non va dimenticato affinché non si ripeta: il 27 gennaio. In quest’occasione, l’anno scorso, i cittadini di Garbatella e diverse scolaresche avevano visto collocare due pietre d’inciampo in viale Massaia, in ricordo degli antifascisti Libero De Angelis e Giuseppe Felici. E proprio non si può dire che la Borgata Giardino non abbia a cuore la memoria: è proprio nella circonvallazione Ostiense che dal 2012 svetta il ponte intitolato a Settimia Spizzichino, unica donna dei 16 superstiti delle deportazioni del ghetto di Roma.
La stesse deportazione a cui non sopravvisse la piccola Fiorella Anticoli, bambina di appena due anni arrestata insieme alla nonna Fiorina Spizzichino. Dopo una breve detenzione al Collegio Militare, salirono su quel convoglio che nelle pagine di Giacomo Debenedetti (in 16 ottobre 1943) risuona delle “voci di purgatorio” che si levavano dai vagoni piombati. Partite il 18 ottobre, nonna e nipote non ebbero probabilmente neanche il tempo di rendersi conto dell’inferno in cui erano finite: si presume siano spirate il 23, giorno dell’arrivo al campo di sterminio. A entrambe il 14 gennaio (12:00) sarà dedicata una pietra d’inciampo in via Francesco Carletti 8, dove le due donne risiedevano.

Pacifico Funaro e Salvatore Petronari
Fiorella era figlia di Leone Anticoli, dipendente dell’Istituto nazionale di Geofisica fino all’entrata in vigore delle leggi razziali. Pregiudizio razziale che segnò tragicamente anche la sorte di Pacifico Funaro, di mestiere autista. Scampò al rastrellamento del ’43 ma cadde vittima dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel luogo della sua ultima residenza, il lotto 24 in via Giustino de Jacobis, sarà impiantata una pietra d’inciampo il 14 gennaio alle ore 11:00.

Vita diversa ma destino simile toccarono a Salvatore Petronari, scaricatore ai Mercati Generali. “L’avvocatino dell’Ostiense” già negli anni Venti aveva iniziato a manifestare posizioni antifasciste aderendo al gruppo rivoluzionario Arditi del Popolo. Venne arrestato circa vent’anni dopo, nel ’44, dopo due tentativi falliti di fuga all’estero, e fucilato il 20 gennaio a Forte Bravetta a seguito di un processo sommario. A ricordarlo, la pietra d’inciampo che verrà impiantata il 14 gennaio alle 10:15 in via Pellegrino Matteucci 7, e che va ad aggiungersi alla lapide già presente ai Mercati Generali, dove Petronari è raffigurato insieme al compagno Giuseppe Cinelli, anche lui facchino, anche lui antifascista, arrestato il 22 marzo ’44 nella sua casa in via Antonio Rubino.










