Una pietra d’inciampo per Fortunata Perugia

La donna deportata dalla Garbatella ad Auschwitz il 2 febbraio 1944 non fece più ritorno.

Il ricordo della nipote Rina e della comunità ebraica di Roma

Arriva anche alla Garbatella l’iniziativa delle Pietre d’Inciampo, un progetto artistico animato da motivazioni etiche, storiche e politiche, nato nel 1993 per volontà dell’artista tedesco Gunter Demnig. Escogitando una soluzione discreta e di grande impatto, volta a mantenere viva la memoria per tutti i deportati di tutto il mondo, Gunter è riuscito ad installare più di 50 mila pietre in Europa.

Oggi pomeriggio, 19 gennaio 2021, ne è stata collocata una in memoria di Fortunata Perugia, deportata dalla sua abitazione in piazza Eugenio Biffi 2 il 2 febbraio 1944 con destinazione Auschwitz e scomparsa il 23 maggio dello stesso anno. L’evento, promosso dalla nipote Rina Perugia visibilmente commossa, c ha visto il coinvolgimento di parenti stretti di Fortunata, una folta rappresentanza di studenti della scuola media Moscati, rappresentanti della Comunità Ebraica e dell’ANPI, l’Associazione patrocinante ArteInMemoria e tutta la giunta del Municipio VIII insieme al Presidente Amedeo Ciaccheri.

Grazie alle testimonianze di Rina, di Marinella, Tiziana e Ornella Perugia, e di Enrica Volterra, sono riaffiorati i tristi ricordi di quel tragico giorno, quando la povera Fortunata fu prelevata dalla sua abitazione e caricata in treno, destinazione Auschwitz, benché fosse già malata di polmonite. Nella stessa giornata anche i suoi due figli Mario e Adrio Volterra furono deportati dalla loro abitazione al Portico D’Ottavia, purtroppo tutti accomunati da un destino fatale. L’ultima lettera che i famigliari ricevettero fu spedita dall’ospedale di Verona, dove Fortunata fu ricoverata, per poi ripartire alla volta della sua destinazione finale. Era presente  anche tra gli intervenuti Letizia Limentani, parente stretta di Fortunata. La mamma incinta detenuta alle Mantellate, il carcere femminile di Regina Coeli, riuscì a salvarsi grazie all’intervento provvidenziale di una suora, che la tenne nascosta dalla furia inumana dei nazifascisti. Sono intervenuti a parlare, tra gli altri, Bice Migliau, ideatrice del Centro Culturale Ebraico di Roma, lo scrittore e saggista Corrado Morgia, l’esponente della comunità ebraica Massimo Finzi, Ernesto Nassi, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

Di Giorgio Guidoni

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