Trasloco Rai: da viale Mazzini a via Cristoforo Colombo

Dal fondatore della Giovane Italia al navigatore che scoprì l’America. Trasferimento epocale per l’amministrazione Rai, che abbandona la sede di viale Mazzini 14 per approdare nell’edificio ex Wind su via Cristoforo Colombo, angolo via Alessandro Severo. Dopo il trasloco permanente dei tg a Saxa Rubra negli anni Novanta, si allontana dal rione Prati – e questa volta solo temporaneamente – un’altra fetta di lavoratori.

Il trasferimento è previsto per giugno 2025, ma i dipendenti hanno già messo il cuore in pace e preparato gli scatoloni: sono in smart working da gennaio, in vista dei lavori di riqualificazione dell’edificio del cavallo morente pieno di amianto, il minerale usato massicciamente nell’edilizia del secolo scorso. Ignifugo, resistente, impermeabile, peccato che l’amianto sia anche cancerogeno e che le quantità presenti in viale Mazzini superino le soglie consentite dalla normativa. L’allarme è scattato a dicembre scorso, quando l’Asl Roma 1, intervenuta per un allagamento, ha iniziato a eseguire una serie di misurazioni e a rilevare dati allarmanti – un tema su cui la Procura di Roma ha anche aperto un fascicolo. Il termine della ristrutturazione è previsto per il 2027, quando centinaia di lavoratori potranno riabbracciare la storica sede e riprendere a camminare per le stanze e i corridoi che ospitano la televisione di stato dal 1965.

Ma il cambiamento a breve termine è un altro e ci riguarda da vicino. Dopo esattamente sessanta anni di permanenza nel quartiere Prati, circa 1200 dipendenti dovranno adattarsi temporaneamente a un nuovo quartiere, cambiare organizzazione e incastrare diversamente gli orari, modificare tragitti e punti di riferimento. Alcuni saranno contenti, altri amareggiati, tutti quanti inseguiti dagli anatemi dei ristoratori di Prati, che vedono allontanarsi un ingente numero di avventori. Clientela “soffiata” in blocco dal quadrante sud, tra San Paolo e Montagnola, in una zona costellata di bar e tavole calde i cui gestori forse non sono pienamente consapevoli della rivoluzione in atto.

“Siamo contenti, prevediamo un aumento delle vendite, ed è anche l’occasione per rivitalizzare il quartiere” è il commento prevedibile di alcuni. Ma altri, prima di tutto, hanno manifestato preoccupazione per i posteggi. Forse ignorano l’esistenza di numerosi garage a ore, o rimpiangono la spianata di cemento che avrebbe dovuto trasformare in un parcheggio l’area verde tra via Colombo e via Tito, possibilità scongiurata l’estate scorsa dal minisindaco Amedeo Ciaccheri e dallo stesso Maurizio Veloccia, assessore per i Lavori Pubblici in Campidoglio, nettamente contrari al progetto. Fatto sta che i posti auto sono un tema a Roma sempre caldo, anche se in questo caso dovrebbe passare decisamente in secondo piano, a fronte della nuova centralità assunta da un angolo di città ignorato o appena sfiorato da grandi flussi di persone. Senza contare che su via Cristoforo Colombo transitano diverse linee di autobus e che a circa 800 metri ferma la metro B. L’edificio ex Wind, anche dal punto di vista della mobilità, si rivela una scelta strategica.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Marzo 2025/numero 67, pag. 3]

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