Telefona, ma nessuno risponde. Manda una e-mail, che non riceve risposta. Allora il cittadino prova ad andare di persona al consultorio di largo delle Sette Chiese, ma non trova nessuno sportello di accoglienza, nessuna indicazione e, se riesce a districarsi, magari viene a sapere che la prestazione richiesta è stata trasferita nella sede di via dei Lincei 93 o annullata per assenza di operatori.
Questa situazione kafkiana, che i circa 130 mila residenti del Municipio VIII possono constatare ogni giorno, ha spinto l’Assemblea per la difesa del Consultorio, comitato costituitosi due anni fa, a dare vita a un’azione collettiva. Sui cellulari dei residenti di Garbatella nelle ultime settimane è circolato un messaggio, che invita ad aderire a una peculiare modalità di manifestazione: mandare un’e-mail, sempre la stessa, ai medesimi destinatari, con l’obiettivo di bombardare di messaggi elettronici le caselle postali dei vertici della Regione Lazio e dei dirigenti dell’Asl Roma 2. Nelle e-mail di protesta si legge un lungo elenco di criticità riscontrate a largo delle Sette Chiese, nel consultorio intitolato alla storica rappresentante dell’Unione Donne Italiane Elisabetta Di Renzo: eliminazione degli screening oncologici, assenza di un ecografo, riduzione dei servizi per le donne in gravidanza, mancanza dello sportello psicologico per adulti, coppie e famiglie.

“Colpisce che, in entrambi i consultori del territorio del Municipio VIII, i turni settimanali sono appena 18” – fa notare Simonetta Novi, consigliera di opposizione (Lista Calenda) – “sarebbero invece necessari almeno 30 turni a settimana, per offrire servizi cinque giorni su sette”. La riduzione del personale reca la data di settembre 2023, quando tutti i servizi erano stati trasferiti nella sede a Tor Marancia, mantenendo a largo delle Sette Chiese solo la vaccinazione dei neonati. A seguito di questo brusco cambio di rotta, le manifestazioni dell’Assemblea per il Consultorio non si contano. Recentemente sono state ripristinate le visite ginecologiche, ma con frequenza dimezzata: due mattine a settimana a fronte delle quattro precedenti. E i cittadini non tardano a manifestare i propri timori: “la conseguenza di questi gravi disservizi è il lento, inesorabile svuotamento del consultorio, preludio di ciò che potrebbe accadere entro pochi mesi, ovvero la chiusura definitiva della struttura” si legge nelle e-mail inviate in massa domenica 2 marzo. L’ultima azione dei manifestanti ha preso vita una settimana dopo, in piazza Vittorio Emanuele, in occasione della Festa della Donna.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Marzo 2025/numero 67, pag. 2]






