“Rifugio antiaereo” per non dimenticare

“Rifugio antiaereo” per non dimenticare

di Paola Angelucci

Garbatella, Lotto 32 un triangolo di case e giardini tra Via A.Rubino, Via F.S.Cabrini e Via G. de Jacobis che si affaccia con il suo angolo acuto sulla “romantica” Piazza G. da Triora.
Per me è un luogo abituale e familiare, lì abita mio padre; qualche tempo fa, passeggiando nel cortile del lotto con i miei bambini, mi sono accorta della presenza di una scritta, ormai scolorita dal tempo e dal deterioramento dell’intonaco del muro su cui è impressa, ma ancora forte e chiara in tutta la sua drammaticità e umanità: “Rifugio antiaereo” con accanto disegnato uno stilizzato e feroce bombardiere americano. …..

“Rifugio antiaereo” per non dimenticare

di Paola Angelucci

Garbatella, Lotto 32 un triangolo di case e giardini tra Via A.Rubino, Via F.S.Cabrini e Via G. de Jacobis che si affaccia con il suo angolo acuto sulla “romantica” Piazza G. da Triora.
Per me è un luogo abituale e familiare, lì abita mio padre; qualche tempo fa, passeggiando nel cortile del lotto con i miei bambini, mi sono accorta della presenza di una scritta, ormai scolorita dal tempo e dal deterioramento dell’intonaco del muro su cui è impressa, ma ancora forte e chiara in tutta la sua drammaticità e umanità: “Rifugio antiaereo” con accanto disegnato uno stilizzato e feroce bombardiere americano.
Subito la mente torna indietro di sessanta anni, la guerra, il vero terrore quello delle bombe.Guardo i miei figli e penso ai tanti altri bambini come loro costretti a bloccare il loro gioco e spezzare le loro emozioni per ritornare a vivere nell’orrore e correre in quel rifugio che poi altro non era che anguste cantinette scavate nella terra sotto le case. Il dolore che induce quella scalcinata scritta mi porta a ribadire un forte e chiaro “No alla guerra senza se e senza ma” e a unirmi ad un sentire comune di chi crede che un altro mondo si possa costruire anche attraverso un grande valore: la memoria, personale, pubblica, politica. La memoria crea sensibilità, coscienza, cultura, tutte cose che la società del consumo e del profitto a tutti i costi in cui viviamo cerca di eliminare dalle nostre menti, soprattutto da quelle dei bambini e dei ragazzi. Per questo è importante il restauro e la conservazione di una scritta come questa del Lotto 32; le ultime tracce grafiche di quella tragedia ancora presenti nel nostro quartiere non devono essere perse. Chiedo alla giunta del Municipio XI un intervento speciale su quella immagine, affinché un frammento di memoria, fruibile da tutti, possa aiutarci a costruire pace e civiltà.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Dicembre 2004

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