“Parto plurigemellare”…
al Sant’Eugenio
di Ilaria PROIETTI MERCURI
Un parto del tutto speciale all’ospedale Sant’Eugenio.
Non si parla, infatti, di bebè, bensì di quattro piccoli falchetti. A divulgare la curiosa notizia è stato un insolito e spiritoso comunicato stampa della Direzione strategica della Asl Roma 2: ” Parto plurigemellare al S. Eugenio, riconosciuto ospedale di eccellenza. Durante i lavori di rifacimento delle facciate interne del Vecchio Ospedale, in una chiostrina interna dell’edificio è stato reperito un nido occupato da una famigliola di gheppi composta dalla coppia adulta e da 4 pulli nati da appena 7 giorni”.
Proprio così. Ad accorgersi della famiglia di gheppi, composta dai neo-arrivati, mamma e papà, sono stati alcuni operai che erano lì per dei lavori. I gheppi sono dei piccoli uccelli rapaci del genere Falco, sotto tutela ambientale, non costruiscono un nido proprio e le loro 4-6 uova bianche, macchiate di rossobruno, vengono deposte nei nidi abbandonati di grandi uccelli come le cornacchie o nelle nicchie dei muri delle case o nei cornicioni.
La schiusa avviene dopo un mese e i giovani sono in grado di volare dopo circa quattro settimane. Una volta scoperto il nido, con grande stupore del personale medico e infermieristico, si è così provveduto a chiedere un sopralluogo dei Carabinieri Forestale “Lazio” e dei tecnici della Direzione Capitale naturale, parchi e aree protette della Regione. Terminato il controllo, il referto era chiaro: i pulcini sono ancora in fase di svezzamento, dunque, per svilupparsi correttamente ed imparare a camminare e nutrirsi autonomamente nell’ambiente cittadino, hanno bisogno di tranquillità.
Così è stato deciso di sospendere momentaneamente i lavori, almeno fino a che i piccoli non saranno in grado di volare.







