Ponticello di Piazza Biffi Sos: si sta sbriciolando!

Salvare una memoria storica della Garbatella

Ponticello di Piazza Biffi Sos: si sta sbriciolando!

Un altro restauro da anni inutilmente atteso: il portale dell’Università San Pio V a Via delle Sette Chiese

di Cosmo Barbato

La Garbatella, nell’ambito di una città così ricca di testimonianze illustri, serba alcuni simboli suoi propri: il più umile e popolare è la fontana di Carlotta. Ma ce ne sono parecchi altri, in particolare due su cui vogliamo fermare l’attenzione: il ponticello medioevale di Piazza Biffi e l’antico portale della ex tenuta Nicolai di Via della Sette Chiese lungo il recinto della libera Università “San Pio V”.
Al ponticello abbiamo dedicato più di un articolo e abbiamo lanciato più di un allarme: si sta sbriciolando. …..

Salvare una memoria storica della GarbatellaPonticello Piazza Biffi

Ponticello di Piazza Biffi Sos: si sta sbriciolando!

Un altro restauro da anni inutilmente atteso: il portale dell’Università San Pio V a Via delle Sette Chiese

di Cosmo Barbato

 

La Garbatella, nell’ambito di una città così ricca di testimonianze illustri, serba alcuni simboli suoi propri: il più umile e popolare è la fontana di Carlotta. Ma ce ne sono parecchi altri, in particolare due su cui vogliamo fermare l’attenzione: il ponticello medioevale di Piazza Biffi e l’antico portale della ex tenuta Nicolai di Via della Sette Chiese lungo il recinto della libera Università “San Pio V”.
Al ponticello abbiamo dedicato più di un articolo e abbiamo lanciato più di un allarme: si sta sbriciolando Come è noto, venne alla luce nel corso dello scavo per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Si tratta di un manufatto povero, costruito in epoca remota non esattamente definibile. Serviva per attraversare a piedi asciutti un piccolo corso d’acqua (proveniente dalla zona del palazzo della Regione) poco prima della sua confluenza nell’Almone, mitico fiume sacro per i romani antichi, affluente di sinistra del Tevere, che ancora scorre, però interrato, sotto la Circonvallazione Ostiense.
Il suo rinvenimento a sette metri sotto il livello della piazza bloccò per più di un anno i lavori del parcheggio. Testimoniava della esistenza ormai solo sotterranea dell’Almone.
Era intatto e poteva essere recuperato. Imbracato su una intelaiatura d’acciaio, giustamente si pensò di innalzarlo come un monumento nella rinnovata bellissima Piazza Biffi. Ponticello Piazza Biffi
Quando, alla fine dell’anno scorso, alla presenza del sindaco con una grande festa fu inaugurata la piazza rinnovata, il ponticello divenne subito l’attrattiva principale. Era chiaro però che occorreva consolidarne le murature fatiscenti e che bisognava creargli una barriera di protezione. Lo scrivemmo subito e per altre tre volte, attraverso interventi di lettori, rinnovammo l’allarme: il ponticello si sta disgregando e per giunta, non protetto, subisce l’insulto del gioco innocente dei bambini. Ogni giorno che passa salta una pietra, si sgretola un mattone. Quel ponticello è entrato come un simbolo nelle memorie storiche della Garbatella. Per recuperarlo sono stati spesi parecchi soldi e i residenti hanno patito mesi e mesi di disagi. Si può accettare che lentamente vada distrutto? Non interessa tutto ciò alla Soprintendenza comunale? Che cosa fa il Municipio? E veniamo al portale di Via delle Sette Chiese. Era uno dei dodici accessi alla immensa tenuta di mons. Nicolò Maria Nicolai, un colto prelato della Curia romana vissuto tra la fine del ‘700 e il secolo successivo.
La sua proprietà occupava buona parte della Garbatella. E’ probabile che su quel portale, l’unico superstite dei dodici, sia intervenuto il Valadier, che aveva operato anche sul casale del Nicolai e sulla “chiesoletta” di Sant’Eurosia. Oggi quel portale si è venuto a trovare sulla recinzione della libera Università “San Pio V”, derelitto e assediato da piante infestanti. Ce ne eravamo occupati già nell’ottobre di tre anni fa. Successivamente, con compiacimento, avevamo riportato notizia dell’intenzione della “San Pio V” di procedere al suo recupero e restauro. Non è successo niente. E’ possibile che una istituzione culturale importante, che ha anche ricevuto sovvenzioni statali, non senta la necessità di salvare, per sé e per la collettività, un’architettura di valore che si trova lungo il muro di cinta della sua casa?

 

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