Per una Regione diversa non clientelare e arrogante

Per una Regione diversa non clientelare e arrogante

di Andrea Fannini

Cinque anni di disastri e di politiche clientelari. Una gestione fallimentare. E tanti soldi pagati dai cittadini per consulenze d’oro, manifesti, finte inaugurazioni, viaggi all’estero. Solo pubblicità e false promesse: questo ci consegna a pochi giorni dal voto Francesco Storace, protagonista di una delle più vergognose campagne elettorali di sempre.
Nei suoi manifesti non ci racconta la verità. Non ci racconta di come la sanità sia peggiorata in questi anni. Non ci racconta di come abbia introdotto nuovamente i ticket sui farmaci che vanno a colpire le fasce della popolazione più debole, di come siano stati venduti ospedali pubblici a favore dei privati, di come siano aumentate le liste d’attesa, di come sta facendo scomparire i …..

Per una Regione diversa non clientelare e arrogante

di Andrea Fannini

Cinque anni di disastri e di politiche clientelari. Una gestione fallimentare. E tanti soldi pagati dai cittadini per consulenze d’oro, manifesti, finte inaugurazioni, viaggi all’estero. Solo pubblicità e false promesse: questo ci consegna a pochi giorni dal voto Francesco Storace, protagonista di una delle più vergognose campagne elettorali di sempre.
Nei suoi manifesti non ci racconta la verità. Non ci racconta di come la sanità sia peggiorata in questi anni. Non ci racconta di come abbia introdotto nuovamente i ticket sui farmaci che vanno a colpire le fasce della popolazione più debole, di come siano stati venduti ospedali pubblici a favore dei privati, di come siano aumentate le liste d’attesa, di come sta facendo scomparire i consultori familiari. Non ci racconta della clinica fantasma del centro San Michele (a pochi passi da casa nostra, nel quartiere di Tormarancia): una clinica senza letti, senza medici e senza infermieri ma già assegnata ai privati in barba a tutte le leggi che prevedono che l’autorizzazione per una struttura sanitaria privata sia data dopo avere verificato che risponda a tutti i requisiti previsti dalla normativa: naturalmente beneficiario un gruppo vicino alla Giunta regionale (con a capo due signori di 79 e 78 anni!).
Nei suoi manifesti non ci racconta di come abbia alienato il verde della nostra Regione: 4000 ettari di parchi e 18.000 ettari di aree verdi in meno! Non ci racconta di come la pubblicità istituzionale (a nostre spese) paradossalmente abbia un costo spesso superiore a ciò che viene pubblicizzato.
Non ci racconta di 253 assunzioni senza regolare concorso per le segreterie politiche degli assessori, di 33 consulenti per la comunicazione a sua personale disposizione e di 28 addetti stampa (che gli servono forse per la sua personale campagna elettorale?). Non ci racconta di come in cinque anni il costo totale dei dirigenti è passato da 17 a 40 milioni di euro.
Non ci racconta di come in cinque anni abbia investito per i trasporti solo 50 milioni di euro, meno di quanto faccia in un anno la sola Provincia di Roma.
Di questo e di tanto altro ci dobbiamo ricordare il 3 e il 4 aprile. Sono elezioni importantissime. Per cambiare pagina nel Lazio e in Italia. Non se ne può più di questa destra che nel Lazio (come in Italia) sta sfasciando la sanità, distruggendo il verde e l’ambiente, perseguendo solo i propri interessi (e non quelli della collettività). No, non è vero che siamo tutti uguali, come qualche volta capita di sentire facendo in questi giorni la campagna elettorale. Con Marrazzo e il centrosinistra sarà una Regione diversa: con una classe politica non clientelare e arrogante, con un programma che difende la sanità e i servizi sociali pubblici, che tutela l’ambiente, con donne e uomini che hanno dimostrato in questi anni di saper governare bene e con onestà la città di Roma (malgrado i tagli sempre più insistenti di Berlusconi agli enti locali, sempre con meno risorse che il Governo della destra destina ad asili nido, scuole, anziani).
Per questo voterò e invito a votare Marrazzo e la Lista Uniti nell’Ulivo il 3 e il 4 aprile. E’ sufficiente una croce sul simbolo dell’Ulivo e automaticamente potrete votare Marrazzo e i Democratici di Sinistra che hanno raccolto l’indicazione di Romano Prodi a dare vita alla lista dell’Ulivo anche nel Lazio.
Vi invito, inoltre, a dare la preferenza ad Enzo Foschi, un giovane che ha speso tanti anni della propria vita al servizio del quartiere e dei cittadini, uno di noi, una persona prima di tutto onesta e pulita. E noi abbiamo bisogno soprattutto di questo: di onestà, trasparenza, disinteresse; di persone che fanno politica non per arricchirsi ma per difendere i diritti e le speranze di tutti noi, a cominciare dagli anziani, dai giovani, dai lavoratori.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Aprile 2005

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail