Padre Guido: comprendere perché le bombe del 1944

La Lettera

Padre Guido: comprendere perché le bombe del 1944

La cronaca (da noi pubblicata nel numero scorso col titolo “Tutta le verità sui bombardamenti americani del marzo 1944, firmata da Gianni Rivolta), desunta dai minuziosi verbali redatti dagli stati maggiori alleati, ha provocato un apprezzato intervento di padre Guido Chiaravalli, decano della Congregazione di San Filippo Neri, che ospitiamo volentieri come testimonianza e come contributo alla comprensione di quei drammatici fatti di 63 anni fa

Gentile Direttore, mi riferisco all’articolo “Tutta la verità” sui bombardamenti americani …..

Padre Guido: comprendere perché le bombe del 1944

La cronaca (da noi pubblicata nel numero scorso col titolo “Tutta le verità sui bombardamenti americani del marzo 1944, firmata da Gianni Rivolta), desunta dai minuziosi verbali redatti dagli stati maggiori alleati, ha provocato un apprezzato intervento di padre Guido Chiaravalli, decano della Congregazione di San Filippo Neri, che ospitiamo volentieri come testimonianza e come contributo alla comprensione di quei drammatici fatti di 63 anni fa

Gentile Direttore, mi riferisco all’articolo “Tutta la verità” sui bombardamenti americani sul quartiere nel marzo ’44. Francamente a me sembra solo un aspetto della verità ed erigerlo a tutta la verità può determinare in chi non ha vissuto quei tempi una visione non esatta di quei fatti.
Impossibilitati a superare lo sbarramento tedesco a Cassino, gli Alleati tentarono di sbarcare ad Anzio (che si prestava come luogo di attracco) a 50 chilometri da Roma, alle spalle dei tedeschi.
Furono mesi di combattimenti durissimi in cui morirono tanti giovani. I cimiteri di Nettuno, Anzio, Pomezia con l’esercito di croci nell’erba verde parlano da sé.
In particolare gli americani del generale Clark, che poi conquistò Roma, vi persero 19.000 giovani soldati.
Che in quella tragedia si tentasse di distruggere i nodi ferroviari dell’Ostiense e del Tiburtino, alle spalle del fronte, aveva tutta una logica di guerra. I tedeschi avevano pochissima benzina ma molto carbone e nel far affluire i rifornimenti privilegiavano il trasporto ferroviario.
E la gente capiva la logica di quei bombardamenti. Chi scrive era a Milano nell’agosto del ’43 quando quattro pesanti bombardamenti distrussero il 60% del centro cittadino.
In quell’occasione non udii mai una imprecazione contro chi bombardava ma solo contro quel criminale che aveva scatenato la guerra e con quell’incosciente che vi si era associato. Il “terrore che viene dal cielo” era preceduto dal “terrore che viene da terra” dalle Fosse Ardeatine.
Non sembra giusto visualizzare  solo un aspetto di quelle bombe, ignorando l’altra di quei giovani che morivano lontani da casa per una idealità di difesa dall’assassinio della libertà europea.
Del resto parlano da sé le fotografie scattate, appena un paio di mesi dopo, di come i romani accolsero i carri armati americani.

P. Guido Chiaravalli


Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 4 – Luglio 2007


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