DAMS Music Festival: musica in comunicazione al Teatro Palladium

Il DAMS Music Festival torna dal 24 al 29 marzo 2026 al Teatro Palladium come uno degli eventi più vivaci della scena culturale contemporanea, un laboratorio in cui la musica non è solo espressione artistica, ma strumento di relazione, conoscenza e trasformazione sociale. Ideato da Luca Aversano e promosso dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium insieme all’Università Roma Tre, il festival si conferma un osservatorio privilegiato sulle forme del comunicare attraverso il suono.
La quinta edizione sceglie un tema che è già una dichiarazione di intenti: Musica in comunicazione. Non una semplice formula, ma un invito a guardare alla musica come a un linguaggio capace di attraversare media, spazi pubblici, immaginari collettivi. Un linguaggio che non si limita a rappresentare il mondo, ma lo interpreta, lo mette in discussione, lo ricostruisce.

Musica come agency: il potere di trasformare

Il festival si apre con una riflessione di Annalisa Tota sul potere trasformativo dei linguaggi musicali: la musica come agency, come forza capace di incidere sulla realtà. E non è un caso che uno dei primi momenti sia dedicato al tema della pace mostrando come il suono possa diventare veicolo di memoria, denuncia, speranza, con la tavola rotonda “Comunicare i temi della pace attraverso i linguaggi musicali”,
In questa prospettiva si inserisce Guernica, icona di pace (24 marzo ore 20:30) opera-concerto che intreccia musica contemporanea, poesia e arti visive per trasformare una tragedia storica in un atto di consapevolezza collettiva. Le musiche di Ennio Morricone e Albino Taggeo, la voce recitante di Massimo Wertmuller e il riferimento all’opera di Picasso costruiscono un ponte tra passato e presente, ricordando che la cultura può ancora essere un presidio contro la violenza.

Musica, media e nuove tecnologie

Uno dei fili conduttori del festival è il rapporto tra musica e innovazione. Progetti dedicati all’intelligenza artificiale, alla comunicazione dei luoghi della cultura, al dialogo tra suono e immagine mostrano come la creatività musicale sia oggi un terreno di sperimentazione tecnologica e comunicativa.
La proiezione di film-saggio e documentari – come quello dedicato a Enrico Caruso (25 marzo 18:30) e al suo rapporto pionieristico con i media – ricorda che la musica è sempre stata al centro delle trasformazioni dell’industria culturale, anticipando spesso i cambiamenti del nostro modo di ascoltare e di percepire il mondo e sottolineando anche il contributo fondamentale che gli interpreti italiani hanno offerto allo sviluppo dell’industria mediatica negli Stati Uniti.

Caruso Victor

Dialoghi interculturali e nuove narrazioni

Il Festival dà spazio anche alle voci che attraversano confini geografici e culturali. Il concerto del Duo Cobogó (26 marzo ore 19:00), così come la serata dedicata alle compositrici del Novecento e della contemporaneità, apre una riflessione sulla pluralità dei linguaggi musicali e sulla necessità di valorizzare storie e repertori a volte marginalizzati.
La musica diventa così un luogo di incontro, un territorio in cui identità diverse possono sempre dialogare.
Il Festival accoglierà anche le semifinali e la finale del contest “Roma tre canta” i cui vincitori saranno premiati sabato 28 marzo.

La performance come esperienza immersiva

Tra gli appuntamenti più innovativi spicca Borders (27 marzo ore 21:00), performance audiovisiva in cui musica elettronica, visual generativi e ascolto in cuffia trasformano il teatro in un ambiente immersivo. Il confine – fisico, mentale, simbolico – diventa un concetto da attraversare, non da temere. La tecnologia non è un semplice supporto, ma un linguaggio che amplifica la capacità della musica di interrogare il presente.

Musica, politica e società

Il Festival affronta anche temi cruciali come l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’industria musicale, il ruolo della musica nella comunicazione politica e le strategie per valorizzare i patrimoni culturali attraverso il suono. Non si tratta solo di analisi teoriche: il 28 marzo Daniele Silvestri porta sul palco l’esperienza diretta di chi vive la musica come forma di intervento pubblico, come spazio di responsabilità civile.

Daniele Silvestri (foto di Albert D’Andrea)

La canzone come racconto del nostro tempo

La chiusura con Vinicio Capossela, accompagnato da Giovanni Ansaldo e Sandro Veronesi, restituisce la dimensione più narrativa della musica. Capossela, con la sua poetica visionaria, mostra come la canzone possa diventare un luogo di memoria, di viaggio, di interrogazione culturale. Un modo per attraversare il mondo e, allo stesso tempo, per attraversare se stessi.
Il DAMS Music Festival conferma così la sua natura di crocevia: tra ricerca e spettacolo, tra accademia e scena, tra tradizione e sperimentazione. Un luogo in cui la musica non è solo ascoltata, ma pensata, discussa, vissuta. Un invito a riconoscere nel suono una delle forme più profonde e vitali della comunicazione contemporanea.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito, tranne Guernica del 24 marzo.

Programma completo sul sito del Teatro Palladium

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