Negli ex bagni pubblici la nuova biblioteca multimediale

Negli ex bagni pubblici la nuova biblioteca multimediale

di Natale Di Schiena

Venerdi’ 24 gennaio si è svolta un’assemblea di cittadini nella sede degli ex bagni pubblici della Garbatella, in Via Edgardo Ferrari, per decidere l’utilizzo di quel sito, dopo che l’affittuario lo aveva riconsegnato all’Ater. Erano anni che una struttura, nata per sopperire alle inadeguatezze delle case ex Iacp (prive di apparati igienico sanitari completi), tornava alla disponibilità pubblica. Va detto che, nel corso degli anni, i cittadini autonomamente avevano provveduto a rendere più’ dignitose e razionali le abitazioni dell’Ater con spese individuali, spesso onerose ma necessarie, per permettere agli abitanti un’esistenza civile in case che altrimenti si sarebbero trasformate in porcilaie.

Negli ex bagni pubblici la nuova biblioteca multimediale

di Natale Di Schiena

Venerdi’ 24 gennaio si è svolta un’assemblea di cittadini nella sede degli ex bagni pubblici della Garbatella, in Via Edgardo Ferrari, per decidere l’utilizzo di quel sito, dopo che l’affittuario lo aveva riconsegnato all’Ater. Erano anni che una struttura, nata per sopperire alle inadeguatezze delle case ex Iacp (prive di apparati igienico sanitari completi), tornava alla disponibilità pubblica. Va detto che, nel corso degli anni, i cittadini autonomamente avevano provveduto a rendere più’ dignitose e razionali le abitazioni dell’Ater con spese individuali, spesso onerose ma necessarie, per permettere agli abitanti un’esistenza civile in case che altrimenti si sarebbero trasformate in porcilaie.

biblioteca-multimedialeLe case Iacp mancavano di servizi adeguati
Bisogna ricordare, con dolore e dignità’, le frotte di persone che la domenica andavano ai bagni pubblici a cercare un ristoro fisico necessario dopo una settimana di lavoro spesso faticoso e trovare un po’ di spazio personale rispetto al quotidiano che imponeva penose attese per il proprio turno al bagno. Occorre ricordare tutto ciò all’Ater che rivendica, con arroganza, una totale disponibilità delle case Ater dopo averle sempre lasciate deperire; occorre perciò affermare che molte case sono rimaste utilizzabili per l’intervento dei singoli cittadini senza alcun sostegno pubblico.

A spese dei cittadini i bagni nelle case
Dopo una gigantesca ricostruzione individuale della civilizzazione abitativa, verso la metà degli anni sessanta il ruolo dei bagni pubblici andò decadendo provocandone perciò la chiusura e l’affitto a privati, che l’hanno utilizzato secondo il proprio tornaconto.
Da allora il carattere di bene pubblico dei bagni si è andato perdendo e quindi occorreva, dopo anni di incuria, indurre le strutture pubbliche a ragionare attorno all’utilizzo di un bene che può tornare alla disponibilità’ della cittadinanza che sente necessaria una battaglia perché i beni pubblici presenti nel Municipio siano ricondotti alla loro funzione originaria e non alla speculazione individuale.
Occorre censire la quantità e qualità dei beni pubblici presenti sul territorio Municipale e capire come trasformarli per venire incontro alle esigenze delle persone e contemporaneamente lavorare perché il welfare locale sia davvero consistente, mobilitando tutti a definire il nuovo ruolo di strutture che vanno utilizzate secondo una funzione pubblica che va ripensata ma non liquidata.

Restituire all’edificio l’utilizzo pubblico
Queste riflessioni son state presenti all’assemblea del 24 gennaio che ha proposto l’utilizzo positivo degli ex bagni pubblici, evitando che attorno a quella struttura potessero prendere corpo decisioni e scelte che, probabilmente, ne avrebbero fatto un ennesimo luogo per profitti privati spesso speculativi. D’altro canto esistono e sono presenti, ne abbiamo la sensazione,  forze che operano solo per rafforzare il proprio tornaconto aprendo la strada ad interventi di società’ o gruppi economici sempre attivi nel cercare guadagni con poca spesa e senza tenere conto degli interessi delle popolazioni locali. Su questi temi il dibattito in assemblea è stato importante perché sono state evidenziate le prime inadeguatezze da affrontare per rendere più’ vivibile il quartiere, aumentandone la qualità culturale pur in presenza di una parte dell’università di Roma Tre che non si pone il problema del collegamento con il territorio. E’ stata posta la questione del rafforzamento dell’associazionismo aperto a tutti e ai giovani in particolare per fare di quel luogo una comunità’ di discussione, scambio di opinioni e formazione utile al futuro delle persone.
Occorre trasformare quella struttura in un luogo perciò che, attraverso la costituzione di strutture tipo biblioteca, possa diventare utile a tutti e contemporaneamente operare perché si allarghi la sua funzione alla storia e al ruolo del quartiere nella battaglia all’oppressione fascista e nella nascita della Repubblica; ma anche alle ragioni di uno sviluppo territoriale spesso caotico senza un collegamento con la città Capitale che anzi, troppo spesso, ha lasciato il territorio consapevolmente nelle mani della speculazione e delle compensazioni che hanno massacrato il territorio.

Strutture capaci di sviluppare ceatività
Inoltre, nel luogo debbono esserci strutture di formazione complesse capaci di offrire ai giovani strumenti per potersi inserire attivamente nel mondo del lavoro e anche offrire possibilità a chiunque lo voglia di lavorare attorno alla propria creatività che può trasformarsi in produzione e lavori nuovi legati allo spettacolo e all’intrattenimento. Non mi dilungo nelle possibilità operative che possono essere definite attraverso una discussione che coinvolga un numero vasto di persone che vogliono intervenire attivamente in un progetto che per primo a Roma tenta di riconsegnare ai cittadini le scelte sul ruolo delle strutture pubbliche che può diventare un metodo di azione pubblica a Roma, costringendo le istituzioni a fare i conti concreti con scelte che privilegino il benessere delle persone e l’equilibrio del territorio.

Un luogo di difesa dei diritti delle donne
Il comportamento concreto delle istituzioni (Comune, Regione, Municipio) nel sostegno politico ed economico è stato positivo segnando una novità rilevante nella storia delle istituzioni pubbliche. Il luogo deve diventare una struttura di difesa dei diritti delle donne contro ogni tentativo di violenza verbale, psicologica e fisica che può manifestarsi e deve essere aspramente combattuta come una battaglia di libertà’ che coinvolge tutti, a prescindere dall’identità’ di genere. E perciò occorre coinvolgere avvocati e assistenti sociali in grado di intervenire con competenza.
Anche la difesa dei diritti dei bambini va garantita con forme di assistenza e strutture di gioco che favoriscano una socialità’ sana e consapevole.
Insomma va trasformato un luogo antico, storico per il quartiere, che è stato un riferimento complesso per tutti, soprattutto negli anni della Resistenza al fascismo e ai tedeschi.
Deve perciò diventare un luogo moderno caratterizzato dalla cultura della partecipazione, della democrazia e del benessere individuale e collettivo.
Le forze e la consapevolezza necessarie per affermare queste prospettive esistono e vanno fatte funzionare rapidamente.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Aprile 2014

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