Luigi Amati, un artista dalla Garbatella all’Olanda
Partito dall’Italia per lavoro, lo scultore vive da quasi mezzo secolo nei Paesi Bassi.
Un suo desiderio? Lasciare una sua opera nel quartiere dov’è nato
intervista di Francesca Vitaliani
Qual è il tuo rapporto con la Garbatella?
La Garbatella è uno dei quartieri più belli di Roma. …..
Luigi Amati, un artista dalla Garbatella all’Olanda
Partito dall’Italia per lavoro, lo scultore vive da quasi mezzo secolo nei Paesi Bassi.
Un suo desiderio? Lasciare una sua opera nel quartiere dov’è nato
intervista di Francesca Vitaliani
Qual è il tuo rapporto con la Garbatella?
La Garbatella è uno dei quartieri più belli di Roma.Ci sono nato e cresciuto.
Non abito più lì da tanto tempo, ma il legame è sempre vivo e ci torno sempre ogni volta che sono a Roma. Ho frequentato le elementari presso la “Cesare Battisti” e ricordo quei tempi molto volentieri anche se io, pur essendo figlio di una maestra delle elementari per classi femminili, non ero proprio un buon esempio!
Ho tanti ricordi degli anni ’50 che mi legano al quartiere: le sassaiole con gli “sciangaini” della vicina borgata di Tormarancia, le lezioni di boxe e la partecipazione ai centri boy-scout, il caffè nel piccolo chiosco di Iosella, dove i ragazzi si radunavano nella speranza di essere reclutati da Biagio come comparse a Cinecittà per guadagnare qualcosa.
Da adolescente mi sono spostato a via della Fontanella, vicino a Piazza del Popolo, e ho cominciato a frequentare l’Accademia di Belle Arti, realizzando dei lavori e aiutando i maestri Marino Marini, Scirocchi e il professore e scultore Mastroianni.
Com’è nata la tua decisione di emigrare?
Sono partito dall’Italia per lavoro.
Ero molto bravo negli stili barocco e classico e ho deciso di andare in Germania perché cercavano scultori capaci per restaurare un castello in stile barocco. Poi, mi sono trasferito a Stoccarda dove ho iniziato subito a lavorare. Lì realizzavo modelli per i soffitti: creavo i modelli in creta che venivano poi stampati in gesso per essere applicati sui soffitti.
Inizia così la tua carriera di artista?
Oltre a realizzare i modelli, ho iniziato a lavorare anche per i privati facendo dipinti e sculture ed esponendo i miei lavori in varie gallerie nei dintorni di Stoccarda.
Ho così deciso di rimanere in Germania perché i lavori che vendevo venivano pagati bene e subito, a differenza di Roma dove ho rischiato di rimanere spesso senza luce e telefono!
In Germania ho lavorato anche per un giornale locale, disegnando caricature di satira politica, però dopo circa un anno ho dovuto smettere perché sono stato minacciato.
Da Stoccarda mi sono trasferito a Berlino per la realizzazione di una fontana in bronzo per il giardino di una villa di un privato, poi, sono stato in Svezia per sei mesi per presentare le mie mostre e a Dusseldorf ho aperto una piccola galleria di antichità e sculture.
Da lì, nel 1965 mi sono trasferito in Olanda, dopo che due miei amici olandesi conosciuti a Roma organizzarono una mostra delle mie opere.
Amsterdam mi è piaciuta subito ed ho deciso di stabilirmi lì.
Come è vissuta l’arte in Olanda?
Puoi fare un confronto con l’Italia?
Ormai vivo da 45 anni in Olanda.
Questo è un paese dove l’arte, ed in particolar modo l’arte della scultura, è molto apprezzata, forse anche più che in Italia se si considera l’interesse che la gente, anche la più comune, mostra di avere verso tutti i campi artistici.
Inoltre, l’interesse, a differenza dell’Italia, si riversa non soltanto sulle grandi opere del passato ma anche sulla contemporaneità.
In Olanda c’è molto commercio di quadri, sculture di artisti del presente; la gente non compra opere d’arte necessariamente per investire, ma perché ama il “bello”. Quindi, comprare ciò che più piace.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho un desiderio: lasciare una mia opera alla Garbatella e delle idee le ho già: a Via Rosa Raimondi
Garbaldi mi piacerebbe realizzare una statua con donne che vanno a fare la spesa al mercato; oppure, vicino ad una fontanella del quartiere, realizzare un ragazzino con la borsa a tracolla che beve ed un altro dietro che gli intima di sbrigarsi: un’immagine legata alla mia infanzia alla Garbatella.
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 6 – Dicembre 2009



