La scuola Alonzi adotta treni storici

La scuola elementare Alonzi da anni ormai adotta treni storici ed è testimonial di un progetto denominato appunto “Adotta un treno storico”, parte integrante del catalogo dell’offerta formativa di Roma Capitale. Si tratta di un’attività composita e variegata promossa dal Polo museale ATAC, splendida realtà del Municipio VIII che merita ulteriore valorizzazione.

Il Polo ATAC (ingresso da via B. Bossi, 7 o dalla Ferrovia Roma-Lido) offre l’opportunità di “fare un salto” nel passato, un vero e proprio viaggio nel tempo, intorno e all’interno di cinque vetture in esposizione perenne e gratuita.Ogni vettura diventa testimone della linea di riferimento, Roma- Fiuggi, Roma- Ostia, Roma- Cinecittà, Roma- Civita Castellana- Viterbo, Roma- Castelli Romani e racconta la storia dei passeggeri, del trasporto, delle località, di usi, costumi e tradizioni in parte o del tutto scomparsi.

Adottare una di queste vetture significa immergersi in una realtà altra, implica conoscenza, partecipazione, immaginazione. Adottare una di queste vetture significa visitare il Parco museale, apprendere un lessico specifico, sedersi su sedili di legno d’epoca, percepire odori, immergersi in un mondo a parte, lasciarsi andare a sensazioni ed evocare immagini di un contesto e di una società diversi.

Una vettura del Polo museale

I bambini che hanno partecipato finora al progetto hanno vissuto fino in fondo tutto ciò: al Polo sono saliti sui treni e sui tram, hanno ascoltato i racconti o gli aneddoti degli esperti e dei responsabili dell’ufficio didattica, hanno coltivato l’orto bío, hanno partecipato a eventi (ultimo in ordine di tempo, la premiazione del Concorso nazionale di letteratura promosso dalla casa editrice Laura Capone), hanno visitato il grande plastico Urbinati e gli altri tesori del sito, non ultima l’ex biglietteria estiva della stazione convertita in museo; in alcuni casi hanno partecipato ad alcune feste. “Il Polo ATAC – racconta la dirigente scolastica Patrizia Martinelli – è una piazza, nell’antica accezione del Foro o dell’agorà, un punto di incontro in cui promuovere conoscenza e competenza, grazie alla disponibilità e alla tenacia degli operatori Caterina, Raffaele, Roberto e a tutti coloro che, a vario titolo, collaborano ogni giorno alla tutela e alla conservazione di questo bene, che ha un’alta valenza formativa”.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail