In libreria “Il Dono” di Maria Teresa Ciammaruconi

Tra i tanti romanzi che si affastellano sugli scaffali delle librerie, merita attenzione “Il Dono”, l’ultimo libro di Maria Teresa Ciammaruconi, Edizioni Croce.

Il racconto è ambientato a Tor Marancia durante la pandemia di Covid-19 e narra la storia di Renato, un vagabondo senza casa che vive per le strade deserte del quartiere. Isolato da una società in quarantena, il protagonista s’immerge in un viaggio mentale intimo e desolato, alla ricerca di stimoli che lo spingano a ricomporre i rottami di una vita fallita.

Viale di Tor Marancia, piazza Lotto, piazza dei Navigatori, l’Istituto San Michele, il Parco della Torre, ma anche San Paolo e il Gazometro, sono solo alcuni dei luoghi che Renato attraversa quotidianamente, incontrando e dialogando con altre persone, in una Roma sospesa nel tempo. Una suggestione che si evince anche dalle decine di fotografie che arricchiscono il libro, degli artisti Anna Elessi e Piero Varroni.

La prosa è delicata, introspettiva, poetica e minuziosa nel descrivere la bellezza dei posti. Il vagabondo diventa il filo conduttore di un’umanità fragile, che si adatta a una nuova normalità fatta di silenzi e distanze. Attraverso i suoi occhi, la scrittrice esplora temi come la solitudine, l’isolamento e la resilienza, rivelando l’umanità nei piccoli gesti e nei dettagli quotidiani.

Il romanzo offre uno spaccato realistico ma al tempo stesso struggente di una crisi globale, vista da un angolo dimenticato, dando voce a chi spesso è invisibile; sfogliando le pagine emerge la dignità di chi vive ai margini e lo scritto restituisce voce a chi, durante l’emergenza, è rimasto ancor più invisibile.

“Il libro vuole essere anche un omaggio a Tor Marancia, dove vivo da quando, alla fine degli anni Cinquanta, la marrana riempiva le notti di zanzare e del gracidio delle rane – spiega Maria Teresa Ciammaruconi – Ma la traccia di antiche presenze sopravvive nella memoria individuale che, anarchica e volubile, sposta, deforma, rielabora. Sulla spinta di quelle suggestioni, ho inventato personaggi e situazioni collocandole in tempi recenti”.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Dicembre 2024/numero 66, pag. 6]

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