Garbatella Jazz Festival, 10 edizioni tanto successo

Garbatella Jazz festival, un grande successo! E’ un appuntamento che tornerà.” Così terminava l’articolo che raccontava la prima edizione del Garbatella Jazz nel 2005, da allora dieci edizioni nella splendida cornice della Villetta. E’ diventata la manifestazione di eccellenza di fine estate nel nostro quartiere.

Anche l’edizione 2014 ha fatto registrare una grande afflluenza di pubblico

Dal 2005 al 2014 all’ombra della Villetta nei primi giorni di autunno, viene presentato dalle Associazioni Cara Garbatella e Altrevie una rassegna musicale di grande livello. Il resoconto di questa esperienza attraverso la voce dei protagonisti.

di Giancarlo Proietti

Garbatella Jazz festival, un grande successo! E’ un appuntamento che tornerà.” Così terminava l’articolo che raccontava la prima edizione del Garbatella Jazz nel 2005, da allora dieci edizioni nella splendida cornice della Villetta. E’ diventata la manifestazione di eccellenza di fine estate nel nostro quartiere.

garbatella-jazz-festivalnina-pedersenTutto nasce nella tarda primavera del 2005, su un progetto di Claudio Bocci, presidente dell’associazione Altrevie, coadiuvato da Marcello Minuti primo direttore artistico della manifestazione, i due sottopongono all’associazione  Cara Garbatella l’idea, che in breve tempo prende forma. Con l’esperienza di altre iniziative analoghe le due associazioni lavorano per la realizzazione del primo festival. Il 23, 24, e 25 settembre 2005 si dà via a questa esperienza. Negli anni successivi la rassegna avrà un successo che nessuno immaginava, al di là delle più rosee aspettative.pino-sallusti

In questi anni la manifestazione ha avuto una sua evoluzione, ma sono rimasti dei punti fermi, il lavoro degli associati del tutto volontario dà al festival una atmosfera che è difficile respirare in altri circuiti, le caratteristiche del quartiere, la bravura dei musicisti, quel piano a coda sullo sfondo della Villetta, i manifesti unici che pubblicizzano la rassegna, sempre curati attentamente da dieci edizioni dalla professionalità di Carmela  fanno tutto il resto.

In questi anni, tranne nel 2008 dove c’è stato un piccolo contributo della Provincia, la manifestazione si è sempre autofinanziata con il lavoro di volontari, convinti di cercare di sanare nel nostro piccolo la richiesta di cultura, partecipazione, aggregazione che da troppo tempo è carente nel nostro circuito urbano. Ad oggi siamo gli unici a Roma ma probabilmente anche oltre i confini della nostra metropoli a produrre in modo del tutto gratuito una manifestazione Jazz a tale livello.

Nel decennale di tale ricorrenza, vorremmo cercare di ricordare i momenti salienti che hanno fatto di questa manifestazione il fiore all’occhiello delle associazioni ideatrici.

GJF20052005 alla prima edizione si fiuta immediatamente che la cosa avrà successo. Marcello Minuti porta sul palco Luca Velotti con il suo quartetto, Red Pellini e Antonella Aprea nelle due serate successive sempre in quartetto. I tre concerti sono stati introdotti da una deliziosa jam session del trio delle Satin Dolls. E non sono mancate le grandi sorprese, si alternano sul palco in una sorta di ospiti d’onore prima: Lino Patruno che ha suonato e inciso dischi con alcuni dei grandi maestri della storia del jazz come Bill Coleman, Dick Cary, Jimmy McPartland, Eddie Miller e altri, e recita in un intervento tutto l’apprezzamento per questo tipo di iniziative. Dopo, la visita della coppia comica Lillo e Greg che con una breve esibizione hanno deliziato il pubblico. L’espressione incredula degli organizzatori viene descritta in una simpatica lettera giunta in redazione. Si capisce subito che il Garba Jazz Festival, chiamato così dagli organizzatori avrà vita lunga.

Si replica nel 2006 questa volta a metà ottobre. “Che swing nella Città Giardino, Grande successo del Garbatella Jazz Festival sotto i pini della Villetta” con questi toni giustamente trionfalistici si apriva l’articolo di Gianni Rivolta sul nostro periodico. Per la seconda edizione la direzione artistica è sempre affidata a Marcello Minuti che ci ripropone alcuni artisti già conosciuti al pubblico della Villetta ma questa volta Red Pellini in quintetto, Aprea e Velotti insieme nello stesso quintetto sono i protagonisti della seconda serata. Si chiude la terza serata con Sanjust Collatina Bolignari in un sestetto molto apprezzato dal pubblico.

Sempre alla metà del mese di ottobre 2007 prende inizio la terza edizione. “Posti in piedi alla Villetta” è il titolo dell’articolo comparso su Cara Garbatella che ci racconta questa edizione. Oltre agli ormai collaudati Velotti e Pellini coadiuvati da due quintetti, fa il suo esordio al Garbatella Jazz un dirompente Max Paiella musicista ed intrattenitore, famose le sue divertenti performance alla trasmissione radiofonica il ruggito del coniglio, Paiella ha deliziato il pubblico con un vasto repertorio di pezzi classici e non. Ospite della serata uno spassoso Greg che l’ha animata con un momento comico. Questa volta le tre serate sono state precedute da un trio che negli anni a venire sarà di casa nel palcoscenico della Villetta, Antonio Ricciardi al piano, Sauro Giovannetti alla batteria, e Dario Ambrosini al basso.

Siamo nel 2008 quest’anno la tre giorni per l’unica volta in dieci anni si trasforma in una due giorni. Le molteplici iniziative tenute durante l’estate, alcuni motivi di carattere economico hanno portato a questa scelta. Minuti dopo tre anni lascia la direzione artistica a Giusy de Angelis. Una novità caratterizza questa edizione, i due concerti saranno anticipati da due films. La prima serata dopo la proiezione del film “Ascensore verso il patibolo” di Luis Male si è esibito il gruppo FM Trio che ha eseguito brani originali e standard. Il sabato nella giornata conclusiva dopo la proiezione del film “Radio days” di Woody Allen il Freedom Jazz Trio ha deliziato il numerosissimo pubblico con composizioni di Theorius Monk.

2009 quinta edizione il successo della rassegna diventa consuetudine. Riguardando gli articoli di quegli anni gli aggettivi si moltiplicano: “Gran Successo”, “Eccezionale evento alla Villetta” “Posti in piedi alla Villetta” e così via. A questo successo gli organizzatori insieme alla direzione artistica affidata ancora una volta a Giusi de Angelis non potevano che riportare la rassegna come nelle precedenti edizioni a tre giorni. Il Daza Jazz Quartet con Antonio Ricciardi al piano, Sauro Giovannetti alla batteria, Dario Ambrosini al basso, Alessandro Ionesco alla chitarra ha accompagnato la performance degli altri gruppi per tre serate. Un ringraziamento particolare va a questi musicisti che per molte edizioni hanno condiviso con gli organizzatori lo spirito che ha dettato le caratteristiche del festival. Strappa applausi Marco Fratini dotato contrabbassista che con il suo quartetto esegue brani originali e altri tratti dal repertorio di David Brubeck e Duke Ellington nella prima serata di rassegna. In seconda serata fa per la prima volta la comparsa al Garbatella Jazz festiva Pino Sallusti, che negli anni futuri diventerà una figura fondamentale nell’ambito della rassegna. Insieme al suo sestetto esalta il pubblico con esecuzione in ambito Modern Jazz con composizioni originali, ma anche con omaggi ai grandi del Jazz.

GJF2010Si cambia, Pino Sallusti chiamato a recitare il ruolo di Direttore artistico impone una marcia in più al Festival 2010. A fare da cornice alla sesta edizione un simpatico manifesto che ritrae un giovanissimo batterista jazz elaborato sempre dalla creativa Carmela. Pronto a collaborare il gruppo di Antonio Ricciardi, che nella prima serata insieme al duo acustico di Andera Benaventano al piano e Nicola Puglielli alla chitarra diletteranno il pubblico in una Villetta sempre più affollata. Nella seconda serata ha tenuto la scena del festival, nel palco coperto a causa dei frequenti scrosci di pioggia, Maurizio Giammarco con il suo gruppo Jazz3. Il famoso sassofonista ha proposto i brani più recenti della sua produzione, e nel finale anche uno sguardo retrospettivo su il suo passato di compositore appassionato di jazz. Chiude la manifestazione Pino Sallusti Group, la sezione ritmica molto coinvolgente si avvale della solidità fornita dalla venticinquennale collaborazione di Pino con il batterista Gianni di Renzo, gli altri musicisti tutti noti nel panorama jazzistico nazionale hanno fatto il resto.

Nel 2011 le tre serate, sempre rigorosamente con ingresso gratuito, si svolgono dal 29 settembre al 1° ottobre. Oltre la musica, ogni sera volontari si alternano per cucinare, servire ai tavoli, sistemare, ma in questi anni la parte da leone l’ha fatta Alessandra con i suoi irresistibili dolci, insuperabile il tiramisù. Ma torniamo al jazz, il 29 apre la serata il trio “Emitime”, Roberto Donadi chitarra, Mauro Nota contrabbasso, Sauro Giovannetti batteria, in seconda serata salgono sul palco il quartetto di Andrea Gomellini alla chitarra, Claudio Corvini alla tromba, Luca Pirozzi al contrabasso, Andrea Nunzi alla batteria.

Nella seconda giornata entra in scena per la prima volta un personaggio che parteciperà in maniera attiva e concreta alle iniziative dell’associazione Cara Garbatella Pasquale Innarella, musicista Irpino. Con il suo sassofono e il resto del quartetto composto da Francesco Lo Cascio al vibrafono, Silvia Bolognesi al contrabbasso e Roberto Altamura alla batteria, regala al numeroso pubblico momenti unici con il suo modo di interpretare il jazz fuori dagli schemi. Iannarella è considerato una figura di primo piano della scena romana d’avanguardia. Si crea immediatamente un feeling tra l’artista irpino e gli organizzatori, il modo di interpretare tutto questo è lo stesso, e per dirlo alla Innarella: viva “il jazz per tutti”. Ad aprire la terza serata spetta all’ormai collaudato Dasa quartetto, Antonio Ricciardi al pianoforte, Alessandro Ionescu alla chitarra, Dario Ambrosini al basso e Sauro Giovannetti alla batteria. A seguire Eddy Palermo bossa jazz Trio con la voce di Claudia Marss. Per chi ama la musica brasiliana e in particolare la bossa nova il concerto del trio composto da Eddy Palermo alla chitarra, Pino Sallusti al contrabbasso e Gianni di Renzo alla batteria, rappresenta un appuntamento imperdibile. Una citazione a parte merita Claudia Marss cantante e compositrice, conosciuta per la sua voce duttile ed espressiva. Il 2011 segna anche l’anno della collaborazione con Radio Popolare che con i suoi spot diffonde l’iniziativa su tutto il suo circuito radiofonico.

GJF2012Nel 2012 c’è una novità, oltre la consueta tre giorni che si svolge all’inizio dell’autunno, il festival si arricchisce di un ulteriore evento chiamato anteprima del Garbatella jazz festival, una sola giornata di musica che coincide con la prima decade di luglio.

Per il primo anno non poteva mancare l’apporto di Pasquale Innarella che ci propone in una calda serata di luglio il suo ultimo lavoro “Uomini di terra”. E’ un’opera che oltre a proporre un alto livello musicale mette in risalto anche una lettura politica e di impegno sociale. L’uomo della terra è Giuseppe Di Vittorio, storico sindacalista e dirigente del Partito Comunista negli anni cinquanta; Rocco Scotellaro al quale è dedicato il secondo brano del disco, è stato politico e letterato lucano, impegnato in tutta la sua attività a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei contadini meridionali, sottoposti a condizioni disumane. Si sente forte l’omaggio di Pasquale alla sua terra. Ad affiancare l’esperienza dell’organizzazione del festival da questa edizione è presente anche la Polisportiva Castello, storica associazione sportiva caratterizzata dall’impegno sociale presente da più di quaranta anni nella nostra città.

L’altra metà del jazz è il tema della tre giorni autunnale. Nina Pedersen, Alice Claire Ranieri e Carmen Falato ognuna con il proprio stile hanno offerto una performance di altissimo livello in una rassegna quest’anno dedicata al jazz donna. Il livello è stato alto anche grazie alla collaborazione di musicisti molto validi che hanno accompagnato nelle tre serate la voce delle artiste. Riuscita, anche la collaborazione con la scuola popolare di musica di Testaccio, attraverso laboratori d’improvvisazione. Prezioso e fondamentale il lavoro svolto in questi anni da Francesca Vitalini, sempre puntuale e precisa nel pubblicizzare con il suo ufficio stampa la rassegna.

2013, nona edizione, per il secondo anno consecutivo si parte con l’anteprima estiva. Gli Hot Club De Zazz, composti da un quintetto con Xavier Rigaout armonica e voce, Nicola Puglielli , Roberto Nicoletti e Luca Pagliani alle chitarre, e il nostro Pino Sallusti al contrabbasso, ci presentano il Trovatore. Un libero adattamento in gipsy swing dell’opera il trovatore di Giuseppe Verdi, in occasione del bicentenario della nascita. Un sax dorato su uno sfondo nero rappresenta il logo della nona edizione, sempre opera della creatività di Carmela Gianbattista, professionista dell’immagine ma volontaria di Cara Garbatella a tutti gli effetti. Nel giardino della Villetta la serata ha ospitato in prima serata il trio di Carlo Conti con Vincenzo Florio al contrabbasso e Armando Sciommeri alla batteria. La seconda sera si è esibito “Jazz no limit”, il quartetto di Marcello Rosa con Paolo Tombolesi al pianoforte, Stefano Cantarano al contrabbasso ed Ettore Fioravanti alla batteria. Chiude la rassegna 2013 un quartetto con Leonardo Guffanti ai sassofoni, Giulia Salsone alla chitarra, Pino Sallusti al Contrabbasso, Alessandro Marzi alla batteria, un incontro tra musica argentina europea con improvvisazioni ereditate dal jazz.

 

GJF20142014 Decima edizione, grande festa:

punto di arrivo, momento di riflessione

Il 27 giugno è la data fissata per l’anteprima della decima edizione. A salire sul palco è Nicola Puglielli virtuoso chitarrista, accompagnato da Gerardo Bartocci al contrabbasso, e Armando Sciommeri alla batteria. La band si esibisce da diversi anni, con un repertorio di standard scelti e brani di Puglielli.

La decima edizione è stata dedicata ai contrabbassisti, con formazioni in cui questi strumentisti hanno un ruolo predominante. Nonostante il tempo incerto, nella prima giornata il trio Corvini, Ferrazza, Vantaggio è stato apprezzato da un pubblico attento. Al centro della serata come ovvio il contrabbasso del giovane Jacopo Ferrazza che a soli 25 anni vanta collaborazioni con molti musicisti affermati. Nella seconda giornata è il contrabbasso di Luca Pirozzi a guidare il Thematico Quartet con Michael Rosen sax, Enrico Zanisi pianoforte, Alessandro Paternesi batteria. Il gruppo nei suoi brani intreccia melodia e improvvisazione.

La giornata conclusiva ha messo al centro il contrabbasso di Pino Sallusti, con la suo collaudata band composta da Tiziano Ruggeri tromba, Carlo Conti sax alto, Marco Conti sax tenore, Elvio Ghigliordini sax baritono, Andrea Beneventano piano, Gianni Di Renzo batteria. Il gruppo composto tutto da musicisti già affermati nel panorama jazzistico internazionale, eseguono brani originali non disdegnando omaggi ai grandi del Jazz.

A fare da spalla, nella prima e nella terza serata, la scuola popolare di musica di Testaccio. L’apertura è toccata ad un originale e gradito duo: Maria Rosaria De Medici alla Voce e Luca Chiaraluce alla chitarra, il sabato i Sei per Sextet si sono esibiti davanti ad un pubblico numerosissimo. A fare da spalla in seconda serata Tamia quartet con Alberto Ruggeri al sax, Tommaso Castellani al pianoforte, Benedetto Mercuri al contrabbasso, Roberto Ghersi alla batteria, gruppo nato nel 2013 ma con musicisti che hanno molti anni d’esperienza che ha proposto gradevoli brani di standard jazz.

La soddisfazione è tanta per gli addetti ai lavori, per i tanti volontari che da dieci anni producono tutto questo, un risultato eccezionale. La Villetta appare stretta a questa iniziativa che in questi anni ha portato migliaia di presenze. Il pensiero di allargare i confini, uscire da quel magico giardino c’è stato, ma subito rientrato perché un punto che dà originalità alla manifestazione è proprio la Villetta per quello che rappresenta. Settanta anni di storia politica, personaggi della cultura che hanno varcato quel cancello, Pasolini, Visconti, le molteplici iniziative culturali, fanno sì che il luogo per eccellenza per continuare questa esperienza è proprio lì, in quello che è stato ed è tutt’ora un luogo di riferimento non solo per la Garbatella ma anche oltre i confini del nostro territorio. Dieci anni, tempo di bilanci per gli organizzatori. C’è il rammarico di non aver trovato la possibilità di legare un progetto culturale continuativo al successo del festival. Dieci anni fa gli organizzatori pensavano che tale evento doveva essere un punto di partenza non un punto di arrivo come purtroppo è stato fino ad oggi. Troppo spesso le istituzioni non hanno capito questo, limitando il proprio intervento a qualche sporadica sovvenzione, non prevedendo un progetto culturale a lungo respiro. Sempre più carente nel nostro Paese la voglia di investire in cultura. Non è sostenibile che dei volontari si prendano l’onere di questo. Cara Garbatella e le altre associazioni hanno gettato la “provocazione”, qualcuno non l’ha colta.

Grazie ai volontari E’ un appuntamento che tornerà.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Novembre 2014

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