Garbatella ha premiato Ulivo e sinistra

Europee del 12 e 13 giugno: intervista al segretario Ds, Andrea Fannini

Garbatella ha premiato Ulivo e sinistra

di Giancarlo Proietti

Alle elezioni per il parlamento europeo del 12 e 13 giugno la lista Uniti nell’Ulivo ha raccolto alla Garbatella quasi il 41% dei consensi, affermandosi come la forza politica di gran lunga la più votata. Nell’ambito della coalizione (formata, come è noto, da Democratici di Sinistra, Margherita, Socialisti e Repubblicani Europei) il partito della Quercia è stato senza dubbio quello che ha contribuito al successo con il maggior apporto di consensi, confermandosi come il primo partito del quartiere. Sul significato del voto abbiamo posto alcune domande al suo segretario, Andrea Fannini. …..

Europee del 12 e 13 giugno: intervista al segretario Ds, Andrea Fannini

Garbatella ha premiato Ulivo e sinistra

di Giancarlo Proietti

Alle elezioni per il parlamento europeo del 12 e 13 giugno la lista Uniti nell’Ulivo ha raccolto alla Garbatella quasi il 41% dei consensi, affermandosi come la forza politica di gran lunga la più votata. Nell’ambito della coalizione (formata, come è noto, da Democratici di Sinistra, Margherita, Socialisti e Repubblicani Europei) il partito della Quercia è stato senza dubbio quello che ha contribuito al successo con il maggior apporto di consensi, confermandosi come il primo partito del quartiere. Sul significato del voto abbiamo posto alcune domande al suo segretario, Andrea Fannini.

Partiamo dai dati elettorali del nostro quartiere, la Garbatella. Qual è stato l’orientamento dei cittadini qui da noi?

C’è stato innanzitutto un successo strepitoso della lista Uniti nell’Ulivo che raggiunge circa il 41% nei 31 seggi del nostro quartiere (che vanno dalla Circonvallazione Ostiense fino all’area di via Alessandro Severo) con un incremento di 5 punti rispetto alle precedenti Provinciali: un risultato tra i più elevati a Roma. Poi una secca sconfitta delle forze di destra: Alleanza Nazionale è sotto il 15%, Forza Italia intorno all’11%, complessivamente il Polo raccoglie circa il 30%. Tutto il centrosinistra a Garbatella è sopra il 60%, con un risultato lusinghiero, oltre che di Rifondazione Comunista con l’11,5%, anche di forze come i Comunisti Italiani e la lista Occhetto-Di Pietro che si attestano ciascuna di poco sotto la soglia del 3% e che raddoppiano i consensi rispetto alla precedente tornata elettorale. Infine c’è da sottolineare anche il successo personale dei tre candidati da noi sostenuti: Lilli Gruber, Nicola Zingaretti e Pasqualina Napoletano sono stati i candidati di gran lunga i più votati nel quartiere.

Come ti spieghi questi risultati?
Questo delle Europee è stato un voto per lo più di opinione e Garbatella ha confermato la sua storica e consolidata tradizione di premiare le forze di sinistra, radicate e impegnate non solo a governare il territorio con un impianto progressista e democratico, ma anche a promuovere un’iniziativa politica forte contro le scelte di Berlusconi e della destra al governo nazionale, dai temi della pace alla difesa della scuola e della sanità pubblica. Di questo abbiamo soprattutto parlato in campagna elettorale: di pace, di solidarietà, di difesa contro il caro vita, di estensione dei diritti sociali.

Come avete impostato la campagna elettorale?
Con molta sobrietà e senza personalismi, senza inutili competizioni con le altre forze della sinistra, consapevoli che ogni voto era utile se dato contro le forze di destra. Abbiamo concentrato i nostri sforzi su poche ma significative iniziative pubbliche, che hanno riscosso un notevole successo popolare: da quella con il sindaco Veltroni al parco di via Pullino al giro nel quartiere di Lilli Gruber fino alle iniziative sui temi della casa, della sanità, del welfare locale che hanno intrecciato temi locali con quelli più generali. E poi volantinaggi, gazebo informativi, i classici porta a porta che ci hanno consentito di avvicinarci a centinaia di persone e a motivarle a darci una mano. Lo abbiamo fatto con combattività e, ripeto, con sobrietà e senza scendere nei personalismi. Senza avere fatto una campagna elettorale incentrata solo sui nomi, alla fine i candidati più votati sono stati proprio quelli che noi Democratici di Sinistra abbiamo indicato.

Perché insisti sul concetto di personalizzazione della politica?
Perché è una deriva che esiste ormai da molti anni e che si rafforza sempre di più e, cosa ancora più preoccupante, attraversa anche le forze politiche di sinistra, tutte, nessuna esclusa. In ciò si ravvisa anche una preoccupante subalternità al modello politico americano e alla sua icona qui in Italia, la destra di Berlusconi. Io penso che bisogna mostrare discontinuità rispetto a questo processo, mettendo in prima linea nella nostra iniziativa la forza del progetto e delle idee. Solo dopo vengono le persone. Purtroppo questa campagna elettorale ha mostrato una tendenza opposta, anche nel nostro territorio.
Passiamo al risultato nazionale…
Non c’è stata quella vittoria schiacciante che tutti auspicavamo. Forza Italia è crollata ma nel complesso il centrodestra, pur arretrando, tiene. L’opposizione nel suo complesso è più forte del centrodestra. La lista che noi Ds abbiamo sostenuto si attesta poco sopra il 31%, al di sotto del dato delle politiche del 2001. Sono cresciute le forze che hanno sostenuto una linea politica più netta sui temi della guerra. Alle amministrative, invece, il dato è molto più confortante perché l’Ulivo, tutto il centrosinistra, ha conquistato la maggior parte dei comuni e delle province dove si è votato.

Come giudichi il dibattito sul futuro della lista Uniti nell’Ulivo?
Si continua a dibattere sui contenitori della politica: Ulivo allargato o ristretto, partito unico o meno, sinistra riformista e sinistra radicale, federazione o soggetto unitario. Lo trovo un dibattito stancante, che non aiuta a unire. Partiamo dai contenuti, dai progetti, dalle idee. Cosa pensiamo della globalizzazione e dei processi liberisti in atto? Della guerra? Come intendiamo difendere le conquiste sociali ed estendere a chi oggi non è tutelato un sistema di diritti e garanzie? Che modello di paese e di Europa abbiamo? Quali i valori di riferimento? Sono sempre stato in dissenso su come è nato e si è sviluppato il percorso della lista Uniti nell’Ulivo, ho espresso pubblicamente questo dissenso ma, con senso di responsabilità e di lealtà verso il partito in cui milito, insieme a tanti altri compagni e compagne, ho sostenuto con convinzione la lista. Avremo un congresso fra poco, con serenità e laicità decideranno gli iscritti la via da intraprendere. L’importante è che si discuta di idee e di valori, di progetti. Io mi batto per una sinistra più forte e un Ulivo il più ampio possibile, per una unità reale di tutte le opposizioni e per un progetto condiviso e alternativo alle destre al governo.

Un’ultima domanda riguarda la candidatura del presidente del Municipio, Massimiliano Smeriglio, alle Europee.
Da un punto di vista politico era ed è del tutto legittimo che si fosse candidato; da un punto di vista formale non c’era alcun limite dovuto a motivi di ineleggibilità o incompatibilità, così come è avvenuto per alcuni sindaci che si sono candidati. Veltroni, a cui pure era stato chiesto di candidarsi per la lista Uniti nell’Ulivo, si era rifiutato. Personalmente ho preferito la scelta del sindaco di Roma. A me non sembra opportuno che, a metà mandato, ci si candidi per elezioni diverse. Si rischia di confondere il ruolo istituzionale con quello di candidato di una forza politica, cosa che inevitabilmente a tratti è avvenuta. Quando alle precedenti Provinciali candidammo Edoardo Del Vecchio scegliemmo che durante la campagna elettorale si dimettesse da assessore alle politiche sociali. Ma in definitiva l’essenziale è che la sinistra abbia vinto e che si sia rafforzata nel nostro territorio, con il contributo di tutti. E’ stata una campagna elettorale bella e appassionante. Ora prepariamoci per le Regionali del 2005.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Luglio 2004

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