Un’Aula Magna gremita per riflettere su educazione sentimentale e prevenzione della violenza di genere. Si è svolto oggi, giovedì 19 febbraio 2026, presso il Rettorato dell’Università Roma Tre in via Ostiense, il seminario Per una educazione sentimentale. Prevenire e contrastare la violenza di genere. In dialogo con Gino Cecchettin, promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione in collaborazione con il MuSEd Mauro Laeng e il Gruppo di Lavoro di Ateneo Public History – Public Memories.
Protagonista dell’incontro è stato Gino Cecchettin, presidente della Fondazione dedicata alla figlia Giulia Cecchettin, studentessa ventiduenne di Ingegneria biomedica all’Università di Padova, uccisa nel novembre 2023, da settantacinque coltellate sferrategli dalla persona che sosteneva di amarla, in un caso che scosse profondamente l’opinione pubblica italiana, riaccendendo il dibattito nazionale sul femminicidio e sulla cultura delle relazioni.
A moderare il confronto sono state le docenti Francesca Borruso e Liliosa Azara.
Dopo i saluti istituzionali del rettore Massimiliano Fiorucci, della prorettrice vicaria con delega alle politiche di genere Anna Lisa Tota e della direttrice del Dipartimento Paola Perucchini, la testimonianza di Cecchettin ha dato avvio a una riflessione intensa e partecipata.
“Amo parlare di vita e di progetti, nonostante tutto quello che mi è successo – ha sottolineato – perché è da qui che può nascere un cambiamento reale”. Per Cecchettin la sfida è duplice: “Sbarrare con decisione la strada sbagliata, ma anche indicare e rendere visibile quella giusta”. Centrale il ruolo delle nuove generazioni, chiamate a costruire relazioni sane, fondate su rispetto, responsabilità e consapevolezza.
Significativo anche il contributo delle scuole coinvolte: i Licei romani Vittorio Gassman e Leon Battista Alberti, la scuola secondaria di primo grado Cocchi Aosta di Todi e il Liceo Jacopone da Todi, che hanno presentato percorsi di educazione all’affettività e alla consapevolezza di genere realizzati insieme alla docenza.

Le azioni di Roma Tre contro la violenza di genere
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia portata avanti dall’Ateneo negli ultimi anni. “L’educazione sentimentale e la prevenzione della violenza di genere sono una responsabilità collettiva che coinvolge l’intero sistema dell’istruzione”, ha dichiarato il rettore Fiorucci, ribadendo l’impegno dell’Università a rendere Roma Tre uno spazio sempre più sicuro, inclusivo e rispettoso.
Tra le azioni concrete messe in campo figurano eventi in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la partecipazione alla campagna nazionale Come un’onda, contro la violenza sulle Donne, la realizzazione del murale nell’ottobre del 2024 dell’artista Luis Gomez de Teran, dedicato alla parità di genere e al potere dell’autodeterminazione femminile, nel ricordo di Sara Di Pietrantonio, la giovane studentessa di Economia dell’Università di Roma Tre assassinata dall’ex fidanzato nel 2016.
Sul piano dei servizi, l’Ateneo ha attivato: il Centro Antiviolenza Sara Di Pietrantonio coordinato da Simona Ammerata, la presenza di una Consigliera di Fiducia, il Comitato Unico di Garanzia presieduto da Noah Vardi e ha recentemente approvato un Codice di comportamento per la prevenzione e il contrasto delle molestie e di ogni forma di discriminazione. Previsto anche l’esonero totale dalle tasse universitarie per le persone in uscita da situazioni di violenza di genere e per i figli e le figlie di vittime di femminicidio.
Il confronto promosso oggi conferma il ruolo centrale dell’istruzione nella costruzione di relazioni fondate sul rispetto e sulla cura, rilanciando l’Università come presidio attivo di cittadinanza, legalità e promozione dei diritti.










