A Ostiense il Murales che ricorda il sorriso di Willy

Il coraggio è la chiave dell’indifferenza” e poi “Willy, un sorriso contro ogni violenza“. Da oggi gli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre che usciranno dall’università vedranno nel muro, che delimita un’aiuola accanto all’edificio, queste scritte e il sorriso e il volto di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo ucciso a calci e pugni a Colleferro, solo perché voleva difendere un amico. 

Il murale è il primo che è stato realizzato a Roma, gli unici due sono stati fatti a Colleferro e a Paliano. Si deve all’associazione Nibi Neri Italiani Black italians, alla comunità di Capoverde della Capitale, a cui appartiene la famiglia del ragazzo e al Municipio VIII e al minisindaco Amedeo Ciaccheri. Quest’ultimo ha messo a disposizione la parete per realizzare il graffito, eseguito dal gruppo Dans La rue, che da dieci anni fanno street art, con graffiti che definiscono di tipo politico, che hanno cominciato a far apparire sui muri di Roma in risposta ai murales di Casapound. Il viso sorridente di Willy è stato realizzato proprio qui quindi, in zona Ostiense, per rubare uno sguardo e vincere l’indifferenza soprattutto dei giovani, coetanei di Willy o poco più piccoli dei suoi assassini. Chi c’era oggi davanti a quel muro ha ricordato il gesto di coraggio del ventunenne ma forse l’obiettivo è soprattutto quello di non dimenticare, non rischiare che passati gli articoli di cronaca sui giornali tornino come sempre i rituali del branco e della violenza, che a quanto pare i quattro ora in carcere esercitavano da tempo, seminando paura e silenzio. 

A seguire la realizzazione del murale c’era anche Paolo Barros, presidente dei Neri Italiani e capoverdiano: “E’ importante lasciare ai ragazzi una memoria, un ricordo del gesto di coraggio di Willy, vicino alla facoltà di Lettere serve come ricordo e come monito. Io sono capoverdiano e la morte di Willy ci ha spezzati“. Alberto invece è tra gli artisti di Dan le Rue che ha eseguito il murale: “Speriamo che gli studenti e gli abitanti del quartiere passando ogni giorno qui ricordino Willy, siamo un gruppo che fa graffiti politici, ci sembrava il posto giusto dove stare oggi. E’ un modo di vivere, di praticare, se vogliamo, l’antifascismo. Non pensiamo che quei 4 ragazzi o chiunque abbia ammazzato Willy sia un fascista, penso però che quello che hanno fatto rientri nelle pratiche si sopraffazione e quindi di fasciamo. Io pratico sport da combattimento e credo che la divisione del mondo tra chi pratica sport da combattimento e chi non lo fa sia sbagliata, quella giusta è tra chi pratica violenza indiscriminata verso i più deboli e chi usa l’autodifesa e il proprio copro per mettersi a difesa dei più deboli“. Ed infine gli studenti, tra quelli seduti sui gradini della facoltà e altri che si sono fermati un attimo davanti al murale, erano tutti contenti che il volto sorridente di Willy fosse proprio a due passi da loro. 

Di Anna Bredice

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