I “dissidenti” di Bandiera Rossa occupano la Scuola dei Bimbi
Imilitanti del Movimento comunista d’Italia (Bandiera Rossa) erano presenti alla Garbatella e a Tormarancia con una cellula di circa 50-70 aderenti fin dall’inizio della Resistenza.
Nei giorni seguenti il 4 giugno le adesioni crebbero enormemente, così come migliaia furono i giovani che si arruolarono nell’Armata Rossa. …..
I “dissidenti” di Bandiera Rossa occupano la Scuola dei Bimbi
Imilitanti del Movimento comunista d’Italia (Bandiera Rossa) erano presenti alla Garbatella e a Tormarancia con una cellula di circa 50-70 aderenti fin dall’inizio della Resistenza.
Nei giorni seguenti il 4 giugno le adesioni crebbero enormemente, così come migliaia furono i giovani che si arruolarono nell’Armata Rossa.
Era questa una formazione militare, nata nel gennaio 1944 come Comando Militare Unificato Comunista, che durante i nove mesi di occupazione era stata una agguerrita formazione di combattenti del Movimento comunisti d’Italia e di compagni sbandati o dissidenti dal PCI. L’iniziativa, che in qualche settimana a Roma raccolse 40-50 mila giovani pronti ad affiancare gli alleati in soccorso dei fratelli partigiani del nord, fu da subito ostacolata dagli americani, ma anche dai comunisti “ufficiali”.
Nei primi giorni di febbraio del 1945, quelli di Bandiera Rossa erano ancora in possesso di una sede utile alle loro attività politiche e all’autofinanziamento, la Scuola dei Bimbi di Piazza Longobardi, nella quale si erano insediati senza alcuno scrupolo.
Naturalmente l’occupazione dell’asilo creò non pochi problemi nel quartiere. Il PCI era nettamente contrario e spingeva il CLN rionale ad occuparsi della vicenda per arrivare allo sgombero dei locali e ripristinare il servizio pubblico.
La presenza sul territorio di una formazione politica alla sua sinistra non era ben tollerata e la campagna denigratoria dell’Unità nei confronti dei “comunisti dissidenti”, che talvolta furono protagonisti di azioni poco trasparenti, era all’ordine del giorno in quei primi mesi dopo la Liberazione.
Dunque nel febbraio del ’45 uno scambio di fonogrammi tra il capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno e la Questura di Roma conferma l’occupazione dell’asiletto, “dove venivano scolarizzati 600 bambini meno abbienti della Garbatella, ad opera del Movimento comunista Italiano che organizza giornalmente intrattenimenti danzanti”.
L’offerta di locali alternativi da parte dell’ICP, proprietario del servizio pubblico, viene rifiutata dagli occupanti.
Anche lo sgombero previsto due settimane dopo ad opera della Polizia Municipale non va in porto.
La restituzione della “scoletta” avviene solamente a fine maggio quando quelli di Bandiera Rossa trasferiscono la sede della sezione Garbatella in uno scantinato della scala L del lotto 26 in Via Roberto de Nobili 5.
E in questo scantinato finirà la gloriosa ma breve storia di questa formazione resistenziale romana, presente soprattutto nelle borgate periferiche della città (Villa Gordiani, Centocelle, Torpignattara, Quadraro).
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 6 – Speciale 25 aprile 2009







