A Piazza Michele da Carbonara i patrioti sparano sui tedeschi in ritirata

A Piazza Michele da Carbonara i patrioti sparano sui tedeschi in ritirata

Dal suo appostamento privilegiato della grande terrazza del IV Albergo che consentiva una visuale su tutto il quartiere, Canali continua a descrivere gli avvenimenti di quella giornata: ” Io giravo continuamente tutto il perimetro della terrazza per controllare se attorno ci fossero altre novità ed ecco da Via Massaia due lunghe colonne di soldati tedeschi in rotta che scendevano lungo i marciapiedi. …..

 

A Piazza Michele da Carbonara i patrioti sparano sui tedeschi in ritirata

Dal suo appostamento privilegiato della grande terrazza del IV Albergo che consentiva una visuale su tutto il quartiere, Canali continua a descrivere gli avvenimenti di quella giornata: ” Io giravo continuamente tutto il perimetro della terrazza per controllare se attorno ci fossero altre novità ed ecco da Via Massaia due lunghe colonne di soldati tedeschi in rotta che scendevano lungo i marciapiedi.
Erano armati e portavano frasche mimetiche sugli elmetti. Ci fu un momento di indecisione, poi dalla parte del commissariato cominciai con altri a lanciare grida d’allarme, ma per la confusione nessuno udiva le nostre voci. Scendemmo allora tre piani e da un finestrone riuscimmo a segnalare il pericolo.
Nel frattempo, le due colonne avevano oltrepassato Piazza Michele da Carbonara e si dirigevano verso l’Ostiense in direzione nord. Due soldati della retroguardia si fermarono a bere alla fontanella, su di loro partì una scarica di fucileria da parte di alcuni dimostranti e uno dei due cadde colpito.
Il ferito fu trasportato all’interno del commissariato, mentre l’altro tedesco se la vide brutta, trascinato nel cortile dell’Albergo Rosso.
Esausto e rassegnato con la testa fra le mani, il soldato tedesco sedette sul gradone alla destra della scalinata d’accesso al portone; fu subito circondato dai più facinorosi che, in evidente stato di sovreccitazione, decisero di formare un piccolo plotone di esecuzione. Scese, però, di corsa un gruppo di donne, del genere che è meglio non provocare, le quali ‘convinsero’ quegli scalmanati a desistere.
Mi stupì il loro intervento
perché, tra le donne del quartiere, serpeggiava da tempo l’angoscia per qualche congiunto prigioniero o disperso e sarebbe bastato poco ad aizzare il loro risentimento, la loro voglia di vendetta, insomma a trasformarle in vere belve.
Dopo lo
scampato pericolo il tedesco trovò addirittura ospitalità presso una famiglia, mentre il ferito fu prontamente ricoverato all’Ospedale San Camillo da membri del CLN che stavano assumendo il controllo della Garbatella”.

Le vicende sul Commissariato PS di Via Percoto sono state descritte anche nella relazione di scioglimento della VII zona del PCI dal commissario politico Giovanni Valdarchi, secondo il quale i patrioti avrebbero difeso il posto di polizia dal saccheggio dei tedeschi, che cercavano armi e denari lì depositati.
Sicuramente nelle settimane seguenti il 4 giugno, gruppi di partigiani del CLN furono assegnati ai commissariati per vigilare su possibili vendette personali nei confronti di fascisti o collaborazionisti.
Inoltre questi patrioti, che si riconoscevano da un bracciale tricolore con la scritta CLN, erano impiegati per operazioni di ordine pubblico per limitare in quei momenti di grande confusione vandalismi e furti nel quartiere. Alla Garbatella, le cronache non rilevano rappresaglie nei confronti di fascisti, ma solo fermi e arresti nei confronti di speculatori e borsari neri.


 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 6 – Speciale 25 aprile 2009


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