di Claudio D’Aguanno
Alcune note su questa lunghissima tappa che ha portato Leo fuori dalla Cina per ritornare, dopo una settimana, di nuovo sul territorio di Pechino seppure un bel po’ più a nord. Sconfinamento al passo Torugart, il principale attraversamento di frontiera tra la Cina (la regione dello Xinjiang) e il Kyrgyzstan, dopodichè bussola puntata su Issyk Kul e quindi direzione Kegen ovvero l’estremità orientale del Kazakistan per arrivare al punto di frontiera, “passaggio a nord ovest”, di Khorgos con la Cina. Qualcuno può chiedersi il perché di questo zigzagare apparentemente senza ragione se non quella dettata dal piacere di andare sciolto e libero assecondando curiosità e forza muscolare. “E’ che – lo spiega bene Leo – il visto in Cina non dura più di 30 giorni.

Quindi, volendo attraversarla in orizzontale puntando Pechino e poi la Corea, devo amministrare bene i soggiorni cinesi. Con questo secondo strappo arrivo alla città industriale di Urunqi, mi giro Turpan una specie di Pompei del deserto e a quel punto sono in Mongolia. Una volta in Mongolia, attraversata la catena dell’Altai, passato il deserto roccioso e poi la catena del Kangai, entro di nuovo in Cina e con altri 30 giorni di visto a disposizione.”
Seconda nota sul taccuino. Il passo Torugart è un passo di montagna nella catena del Tien Shan situato ad un’altezza di 3.752 metri. La catena del Tien Shan è un grande sistema montuoso dell’Asia centrale, meglio noto come “Montagne Celesti”, tra Cina, Kirghizistan, Kazakistan e Uzbekistan. Sono la presenza dominante di questa pagina del viaggio di Leo. Appaiono come cornice di sfondo quando la bici costeggia il lago Issyk, si notano passati i Canyon delle Fate al passaggio dal Kyrgyzstan al Kazakistan, impossibile ignorarle anche quando l’altimetro è piatto e magari si sfiorano campi coltivati a cannabis, quindi presenza fissa con le loro vette sopra i 5000 anche prima di prendere la panoramica Duku Way in Cina. Molti i romanzi di viaggi che le citano ma degni di nota i versi di Li Bai poeta dell’VIII secolo tra i massimi esponenti dell’intera letteratura cinese.

Nella sua “La luna sul valico di montagna” descrive una delle zone di frontiera in cui le truppe cinesi erano continuamente impegnate a respingere le incursioni delle tribù barbare o a compiere spedizioni punitive nei loro territori. L’atmosfera ricorda un po’ quella d’un film western ambientato però non in Arizona o Texas ma sulle Montagne Celesti: “Una pallida luna spunta da dietro il Tiān Shān, / in un mare di larghe nuvole scure/ Un vento che ha percorso quasi mille leghe / soffia forte..”.
Li Bai ha avuto nel corso dei secoli moltissimi estimatori in occidente. Per citarne alcuni: Gustav Mahler, Ezra Pound o Hermann Hesse. Ma tra tutte l’omaggio più inaspettato è arrivato da un tutt’altro che tenero e lirico Charles Bukowski. Il dissacrante autore di Storie di ordinaria follia o di Factotum ha infatti in più racconti esaltato “nell’immortale poeta taoista” la sua verve “dadaista” cioè di come fosse solito scrivere poesie per poi “liberarle” gettandole nel fiume o buttandole nel fuoco o, visto da altra angolazione virtuosa, come ad ispirarlo fosse spesso la sua abitudine alla frequentazione etilica.
Del resto il Bukowski di Compagno di sbronze come poteva rimanere indifferente al richiamo di un testo come “Bevendo da solo, sotto la luna” dove Li Bai “Seduto lì tra i fiori, con la brocca di vino” in compagnia della sua ombra e della luna “nell’ebbrezza, … vagando senza affetti” invita a perdersi “nel Fiume delle Stelle”?

Ma, ulteriore nota squillante nel resoconto di Leo, ecco spuntare la città di Yining. “Son finito nella Garbatella cinese -commenta al volo il nostro ciclista- Un quartiere questo nato dopo le rivolte nel Xinjiang di metà 800. L’impero russo aveva inizialmente preso il sopravvento e qui ci fu un periodo di integrazione di popoli russi e di diverse provenienze.
Poi quando la città tornò alla Cina ci fu chi pensò bene di affidarla ad un architetto europeo per realizzare una città moderna. Ed ecco il disegno di una città giardino a base esagonale. Ora è una città molto frequentata da turisti che ospita però comunità appartenenti a oltre 10 gruppi etnici, tra cui uiguri, kazaki, hui, han e russi.”

Yining è una città-contea dello Xinjiang occidentale e capoluogo della prefettura autonoma kazaka di Ili. Si trova sulla sponda settentrionale del fiume Ili nel bacino di Zungaria, vicino al confine con il Kazakistan e a circa 710 km ad ovest di Ürümqi. Liuxing Jie o Strada delle Sei Stelle è il nome del quartiere storico a pianta esagonale, progettato negli anni ’30.
È rinomato per la sua forma geometrica a stella con sei strade principali che partono da una piazza centrale. Progettato nella metà degli anni ’30 da un ingegnere e urbanista tedesco, solitamente indicato nelle fonti storiche come Wasili (o Vasily), dietro richiesta di Qiu Zongjun, l’amministratore e funzionario responsabile dello sviluppo della regione dell’Ili all’epoca.
Nell’enciclopedia on line Baidu Baike (equivalente di wikipedia ma cinese) la voce dedicata al quartiere esagonale sottolinea come la pianificazione urbanistica del quartiere tenne in dovuto conto i principi guida politici e sociali di quell’epoca. Allora ricapitolando: periodo di sviluppo del quartiere negli anni 30, disegno ispirato ai principi delle città-giardino europee, spinte innovative cresciute dopo un periodo di turbolenze, un’area di 47 ettari ridisegnata in sei distinti settori a forma di ventaglio, un territorio votato alla convivenza multietnica e infine, cosa non certo secondaria, paesaggio urbano pieno di scelte cromatiche vivaci con edifici magari a pareti azzurre, tetti rosa e infissi di un intenso color viola. Insomma lo stupore di Leo a ritrovarci un po’ del nostro “aprico quartiere” è più che giustificato a patto però di scongiurare per i nostri lotti quelle invasioni “turiste-barbariche” che lui ha incrociato laggiù a oltre diecimila chilometri di distanza.
Ed ora pedalata diretta verso l’ostello di Urunqi. Due giorni di riposo e poi arriva la Mongolia. A suivre.
Per seguire la pedalata di Leonardo Scarton
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video di Leonardo sul ritorno in Kyrgyzstan, Kazakistan e poi di nuovo in Cina
Yissik Kul e Karakol https://www.facebook.com/reel/2274900909913895
Charyn e il Kazakistan https://www.facebook.com/reel/4398193233774545
Tangbula https://www.facebook.com/reel/1731561518053785
Valle dell’Ili in Cina https://www.facebook.com/reel/1478421706954976
Yining e Liuxing Jie (la Garbatella cinese) https://www.facebook.com/reel/28018099667807867
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