Per un’informazione a 180 gradi

Alla biblioteca Moby Dick, la mostra della redazione del centro diurno San Paolo

Correttezza dell’informazione, uso attento delle parole: questi i valori evidenziati dalla mostra di 180gradi, allestita venerdì 14 novembre in occasione del decennale del giornale. La rivista, di cui abbiamo già scritto di recente, nasce come laboratorio di riabilitazione sociale del centro diurno San Paolo, con l’obiettivo di dare voce all’altra metà dell’informazione. Quindi disagi sociali, fragilità, sofferenza psichica. Il tutto racchiuso in numeri telematici mensili e un giornale cartaceo distribuito a cadenza trimestrale all’interno del centro. Oltre ai membri della redazione e ai coordinatori del progetto, Valeria Festino e Gianni Rivolta, hanno partecipato alla mostra una quarantina di visitatori, qualche esponente della politica locale e i dirigenti dei centri di salute mentale della Asl Rm 2.

Foto di Laura Manciati
Gianni Rivolta e Valeria Festino (foto di Laura Manciati)

Un omaggio alla legge Basaglia

I visitatori hanno potuto sfogliare una carrellata di vecchie edizioni del giornale e ascoltare un breve audio tratto dalle registrazioni di Radio Fuori Onda, emittente del centro diurno. A completare il quadro, l’esposizione delle prime pagine più significative e una linea del tempo che racchiude la storia e i successi di un decennio di attività giornalistica. La mostra ha consentito non solo di celebrare l’importante anniversario, ma anche di rafforzare il legame del giornale col territorio. Velato, ma anche pervasivo, è l’intento di offrire un omaggio alla legge Basaglia – legge 180, appunto – che nel 1978 segnò una svolta in Italia in materia di trattamento delle malattie mentali. L’insensatezza e la crudeltà dei manicomi, aboliti in quell’anno, sono ben rappresentate da una vignetta presente nell’esposizione. “Vogliamo evitare che tu ti faccia del male da solo: preferiamo fartelo noi!” recita il fumetto.

foto di Laura Manciati
I numeri di 180 gradi in esposizione (foto di Laura Manciati)

Il valore del giornalismo

“Il nostro dipartimento ha sempre avuto particolare cura della salute mentale come apertura verso il territorio” ha detto Massimo Cozza, dirigente del dipartimento salute mentale dell’Asl Roma 2. Ricordando, poi, come fu proprio quel dipartimento a promuovere, fianco a fianco con l’Ordine nazionale dei giornalisti e la Rai, un vademecum sull’uso attento delle parole in tema di disagi psichici. Sul valore della corretta informazione si è soffermato anche Stefano Milano, direttore dei centri di salute mentale del dipartimento 8. “Il significato dell’articolo 21, cioè la tutela della libertà di stampa” ha commentato la presidente della commissione Cultura municipale Monica Rossi, “è perfettamente incarnato dal progetto di 180gradi. Rispettare la corretta informazione è rispettare la democrazia, i diritti di tutti.”

Carlo Picozza (foto di Laura Manciati)
(foto di Laura Manciati)

Il giornalista Carlo Picozza, consigliere dell’Ordine del Lazio, ha infine evidenziato la crisi storica che il mondo dell’informazione sta attraversando. Complici la perdita di potere d’acquisto della classe media, la diffusione di internet e lo spettro dell’intelligenza artificiale, l’attività giornalistica tradizionale trova dei baluardi di resistenza proprio in esperienze come quella di 180gradi.

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