Frenetici preparativi all’interno della redazione di 180gradi, il giornale scritto da un gruppo di utenti del centro diurno San Paolo che quest’anno soffia sulle prime dieci candeline. Il giorno segnato in agenda batte alle porte: l’appuntamento è venerdì 14, ore 15:00, sotto i soffitti a volta dell’Hub culturale Moby Dick. Una mostra di contenuti cartacei e multimediali, un breve video e una time-line racconteranno i momenti apicali di un decennio di lavoro redazionale. Dalla formazione della rivista, nata dall’esperienza di Radio Fuori Onda, passando per centinaia di reportage, registrazioni, articoli che valsero al giornale il premio Articolo 11 per la sezione “Migliore testata” del 2016. Si alterneranno al microfono il dr. Massimo Cozza, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl Roma2, il dirigente del dipartimento 8 dr. Stefano Milano e la responsabile del centro diurno dr.ssa Benedetta Montagna. A portare i saluti istituzionali, il presidente di municipio Amedeo Ciaccheri e Monica Rossi, presidente della commissione cultura.

L’altra metà dell’informazione
180gradi è la “voce di chi non ha voce”, uno sguardo obliquo dentro realtà di cui poco si parla, con particolare attenzione al tema della salute mentale e delle minoranze. “Qui non aspettiamo che siano gli altri a raccontarci, ci pensiamo prima noi” ha detto Valeria Festino, responsabile del progetto che nasce come laboratorio di riabilitazione sociale nel centro diurno San Paolo. Ci troviamo a largo Leonardo Da Vinci. A pochi passi dal frenetico crocevia della stazione della metro, un lungo padiglione immerso nel verde accoglie la mensa e i laboratori del centro. In una stanza dalle pareti rosate, che funge anche da laboratorio di sartoria, il gruppo della redazione si incontra due volte a settimana per discutere, coordinarsi e, penna alla mano, partorire il numero mensile della rivista online, sotto la supervisione del giornalista Gianni Rivolta. Il meglio degli articoli telematici confluisce poi in un giornale cartaceo, distribuito all’interno della struttura. Di mostre e cinema scrivono Valentina e Francesca. Di innovazione tecnologica si occupa Maria Anna, giovane appassionata di scrittura che collabora con la redazione dal 2019. Ognuno è riuscito a trovare, nel tempo, un proprio ambito di specializzazione. Joram, che è entrato nel gruppo nella primavera scorsa, ci ha raccontato dell’importanza di mettere per iscritto i propri pensieri: “Serve a far chiarezza anche nell’espressione orale, nella propria mente, sia con gli altri sia con se stessi.” Anche a costo di scontrarsi con la rapidità tagliente dello stile giornalistico. O con eventi imprevedibili, come la pandemia di covid che cinque anni fa ha colto tutti di sorpresa. “È stato un periodo di duro lavoro” ha raccontato Maria Anna. “Ci vedevamo tutti i giorni in modalità telematica, era un confronto continuo.” Eppure i risultati non hanno tardato a farsi sentire: mentre il mondo si paralizzava, i numeri di 180gradi continuavano a uscire.

Non solo il giornale
L’idea di una rivista mensile si sviluppa dall’esperienza di Radio Fuori Onda, attiva da quindici anni tra il centro diurno di San Paolo e il centro di salute mentale di piazzale Antonio Tosti a Tor Marancia. Il progetto coinvolge una decina di persone nell’elaborazione di puntate radiofoniche della durata di un’ora ognuna. Tre canzoni, riflessioni su un tema scelto, e poi un momento di microfono aperto che consente ai partecipanti di condividere pensieri ed esperienze personali. Un modo non solo per lavorare in gruppo, ma anche per rafforzare l’autostima e sviluppare le abilità comunicative. “Abbiamo visto persone, che all’inizio facevano enorme fatica a parlare davanti a un microfono, iniziare ad esprimersi con scioltezza” ha raccontato Giacomo. Le puntate sono disponibili sia su Spotify, sia digitando su Google “Spreaker Radio Fuori Onda”.




