Sotto un cielo nuvoloso il 19 giugno si è svolta a largo delle Sette Chiese la festa per i 50 anni dall’istituzione dei consultori familiari. Dopo l’intervento musicale dei cori diretti da Nora Tigges, il grigiore meteorologico sembrava essersi impadronito anche degli animi. Molti i malfunzionamenti, i problemi, le migliorie da apportare ai consultori romani. Non sono mancate le buone notizie, con l’annuncio del parziale ripristino dei servizi di largo delle Sette Chiese. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, e tutta in salita.
Recenti conquiste e problemi persistenti
Dopo il netto taglio di personale avvenuto a ottobre 2023, nel consultorio intitolato a Elisabetta di Renzo manca ancora un servizio di accoglienza e alcuni strumenti imprescindibili, come l’ecografo. “Ci si chiede come possa un’ostetrica o una ginecologa seguire i percorsi di gravidanza senza effettuale visite e controlli” è il commento della consigliera Simonetta Novi (Lista Calenda), che ha seguito da vicino la questione. “Senza il servizio di accoglienza, sia fisico sia telefonico, l’intera struttura è come se non esistesse” ha rincarato la dose Cristina, attivista dell’Assemblea del Consultorio. Negli ultimi mesi, però, qualche risultato si è riusciti a raggiungerlo. A seguito di numerose manifestazioni – l’ultima, a inizio aprile, davanti alla sede dell’ASL Roma 2 – l’Assemblea del Consultorio è riuscita a ottenere l’assunzione di un’ostetrica aggiuntiva, e dal primo maggio anche di una nuova ginecologa.
Al momento è anche attivo il sostegno psicologico e lo spazio giovani, con ginecologhe e psicologhe. Presente, inoltre, un gruppo mamme e un gruppo papà, quest’ultimo inaugurato lo scorso maggio. “Ci stiamo battendo per avviare un progetto sulla menopausa” ha proseguito Cristina, “con sostegno psicologico senza limiti di età. Al momento, le psicologhe dei consultori possono seguire solo i giovani fino ai 24 anni e le neomamme”. Criticità principale continua a essere la carenza di spazi, da quando a largo delle Sette Chiese sono stati trasferiti quattro ambulatori della sede dell’ASL di via Malfante, al momento sotto ristrutturazione in vista dell’inaugurazione di una Casa di Comunità. La fine dei cantieri, prevista per settembre, è attesa tanto dal quadrante ardeatino quanto dai residenti della Garbatella, che considerano la convivenza con gli ambulatori di via Malfante insostenibile.
Dagli anni Settanta a oggi. Il ruolo di Elisabetta di Renzo
Istituiti a metà degli anni Settanta (legge 405-1975), i consultori rappresentarono una conquista delle numerose lotte sociali che in quegli anni riempivano le piazze e scuotevano l’opinione pubblica. All’inizio del decennio, nel ’71, era stata legalizzata la vendita di anticoncezionali. Nel ’74, un altro tabù veniva abbattuto: un referendum popolare confermò la legge sul divorzio (898-1970), segnando un’ulteriore tappa nel cammino volto ad accrescere le libertà individuali e rendere le donne le uniche padrone della loro vita. In questo grande fermento nazionale, alla Garbatella emerse con decisione la figura di Elisabetta Di Renzo, ricordata in un lungo intervento durante la Festa del Consultorio.

Pugliese di nascita, romana di adozione, come membro dell’UDI (Unione Donne Italiane) Di Renzo meritò il titolo di femminista ante litteram. Già negli anni Cinquanta molto forte era il suo impegno sociale alla Villetta di via degli Armatori, l’allora sezione del Partito Comunista della Garbatella. In prima linea nelle battaglie per il divorzio e l’aborto, Di Renzo rappresentava un riferimento per l’intero quartiere ormai da molto tempo, quando arrivò la prima, rilevante vittoria: l’apertura del primo consultorio della Garbatella in via Montuori. A lei nel 2014 è stato intitolato il consultorio di largo delle Sette Chiese, su iniziativa dell’associazione Il Tempo Ritrovato di cui Di Renzo era socia onoraria. Da allora sono passati poco più di dieci anni, ma il ricordo di quel momento sembra molto lontano, se si guarda alla situazione presente.
Panoramica sui consultori romani
“I consultori del Lazio presentano ognuno problemi specifici. Non esiste un’ASL in cui tutto va bene, così come non ne esistono altre in cui tutto va male” sono le parole di Graziella del Coordinamento delle Assemblee delle Donne e delle Libere Soggettività di Roma e del Lazio. Tra le problematiche evidenziate dal Coordinamento, i limiti di età per la distribuzione gratuita di anticoncezionali (21 anni), la mancanza di personale, la presenza di obiettori di coscienza. La riduzione degli incontri nelle scuole e le poche terapie di gruppo per i ragazzi, inoltre, rischiano di tagliar fuori i giovani dall’esperienza dei consultori.

“Una grande urgenza, che si fa via via più pressante, è la mancanza di interpreti” ha proseguito Graziella. “Bisogna poter comunicare con le donne straniere, che altrimenti si vedono costrette a farsi accompagnare dai familiari. Grave errore, poi, è stato accorpare i consultori alle Case della Salute. Il consultorio non è un ospedale, ma una struttura socio-sanitaria, di cui bisogna valorizzare soprattutto la prima funzionale, quella di presidio sociale. Laddove il consultorio si trova all’interno di una Casa della Salute, ci stiamo battendo affinché abbia quantomeno un ingresso separato, in modo tale che la cittadinanza può individuarlo facilmente e capire di cosa si tratta. Sempre più ampia sta diventando la disinformazione, soprattutto nelle fasce della popolazione più giovane.”
Senza contare le strutture depotenziate o eliminate tout court, come nel caso del consultorio di via Casilina, che ha chiuso i battenti durante il periodo del covid. Il Coordinamento, che ha il compito di portare all’attenzione delle ASL le esigenze dei singoli quartieri, si batte da anni per la riapertura. Nella speranza che possa ripetersi l’esperienza del consultorio di via Spencer, ripristinato proprio a seguito delle pressanti proteste delle attiviste.
Lisa Ginzburg e i tabù sulle donne
Grande era l’attesa per l’intervento della nota romanziera Lisa Ginzburg, autrice di libri come Cara Pace (2020), Cercavo un’immensità (2022), Una piuma nascosta (2023). La scrittrice, che con la Garbatella ha un legame anche personale, il 19 giugno ha partecipato alla Festa del Consultorio per parlare del podcast Vamp-Vampate, a cui sta lavorando gomito a gomito con Valeria Parrella. “Con questo lavoro abbiamo voluto mettere in luce il tema della menopausa, di cui raramente si parla” ha raccontato Ginzburg. “Si tratta di un vero e proprio tabù. Eppure con l’arrivo della menopausa il corpo e la sensibilità delle donne cambiano profondamente. Il podcast affronta varie tematiche: dalla sessualità alle ripercussioni sul lavoro, attraverso la rielaborazione di moltissime testimonianze di vita vissuta”. Il podcast, prodotto da Feltrinelli, sarà disponibile tra la prima e la seconda settimana di luglio su tutte le piattaforme di distribuzione.







