Una targa ricordo per Don Pietro Occelli

Nell’anniversario della battaglia della Montagnola tra il 9 e il 10 settembre 1943 

Durante le manifestazioni per il 78° anniversario della battaglia della Montagnola, è stata inaugurata all’interno della piazza una targa in memoria di Don Pierluigi Occelli,detto “Pietro”, nato a Busca (CN) il 21 novembre 1903. Sacerdote della Società di San Paolo, poeta, scrittore, laureato in legge all’università di Torino, Don Pietro fu tra i fondatori della chiesa Gesù Buon Pastore, edificata nel 1937, e ne fu parroco dal 1938 al 1970. 

Quando arrivò nel 1938 alla Montagnola di San Paolo, così era chiamata quella zona ai margini di una borgata, la chiesa era poco più di un magazzino in un’area circondata da campi, boschi di eucalipto, strade sterrate, pascoli e terre di facile acquisto, prospicenti il complesso dell’Eur, per i gerarchi del Fascio. Subito dopo l’armistizio, ovvero il 10 settembre 1943, la zona della Montagnola di San Paolo divenne teatro di una sanguinosa battaglia tra i nazifascisti e i Granatieri del I e del II reggimento, supportati da alcuni cittadini del quartiere. Il coraggio di Don Pietro Occelli si misurò anche in quest’occasione dove, aiutato dalle monache che accudivano gli orfani nel vicino Forte Ostiense, sostenne eroicamente la lotta partigiana e gli abitanti, facendosi in ultimo carico di seppellire quarantotto militari e undici abitanti della Montagnola. Don Occelli sostenne la popolazione anche nell’immediato dopoguerra, aiutando persone affamate, senza soldi e indumenti; queste una delle sue frasi tratte da un suo libricino autoprodotto nel 1967 titolato Parrocchia e tempio votivo dei caduti Gesù Buon Pastore: “Con un camion, che i giovani partigiani della parrocchia (gruppo Avogadro degli Azzoni) avevano tolto ai tedeschi, si fecero utili uscite da Roma per l’acquisto di derrate. Si fecero inoltre semine e piantagioni sui vasti terreni già espropriati per i piani dell’Eur e rimasti senza padrone. Il camion «de li preti della Montagnola» prolungò l’ora della sua celebrità quando fu girato il film Roma città Aperta e comparve «imprestato»come protagonista con Anna Magnani e Fabrizi in lunghe e tragiche scene”.

Alla cerimonia per la targa era presente anche la sezione ANPI Martiri delle Fosse Ardeatine e queste sono state le parole in ricordo del sacerdote dette dal segretario Nino Ruffa: “Ispiratore e cappellano della prima Brigata Partigiana Cristiana, divenute poi un numero rilevante nell’Italia occupata dai tedeschi e di cui purtroppo si contano 440 sacerdoti caduti. Don Pietro Occelli è stato insignito della Medaglia d’argento al Valor Militare per il suo supporto alla lotta armata e l’efficace protezione di decine di ebrei e antifascisti. Un sacerdote di elevati principi morali e di assoluta chiusura verso i liberticidi e i gerarchi del regime che a poche centinaia di metri dalla sua povera gente sfoggiavano un lusso troppe volte costruito con le ruberie. Un prete che ha dato insegnamenti imprescindibili”.

Oltre all’ANPI era presente anche il presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri e l’assessora municipale alla memoria storica Michela Cicculli, che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Abbiamo voluto ricordare Don Pietro Occelli, che nella Battaglia del settembre1943 ebbe un ruolo da protagonista sostenendo i combattenti, soccorrendo i feriti, confortando la cittadinanza. A lui, che dal 1938 al 1970 fu parroco della Chiesa Gesù Buon Pastore alla Montagnola abbiamo dedicato una targa per non dimenticare la fondamentale opera sociale che svolse nel quartiere come supporto morale e materiale delle truppe italiane e della popolazione tutta. La memoria collettiva del nostro territorio si è stretta attorno alla figura storica di Don Pietro perché il suo contributo sociale non sia mai dimenticato”.

Nel 1970 all’età di sessantasette anni, Don Pierluigi Occelli lasciò la parrocchia del Gesù Buon Pastore, dedicandosi alla scrittura e alla memoria di quei giorni sanguinosi. Morì ad Albano Laziale il 26 dicembre 1994, dopo alcuni anni di malattia in seguito ad un ictus. Sono molti gli abitanti della Montagnola e non solo a non averlo dimenticato e la targa svelata in quest’anniversario ne è la viva testimonianza.

Di Giuliano Marotta

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